Stadi da calcio: una questione di Superficie

25/06/2015 6961

Le caratteristiche della superficie di gioco influenzano la risposta degli atleti: i risultati di una ricerca del Centro Mapei Sport

La problematica degli stadi da calcio in Italia sta diventando sempre più pressante: diverse società stanno mettendo in cima alla lista delle priorità la ristrutturazione o la costruzione di nuovi impianti adatti a soddisfare le richieste del calcio moderno.

Da quando a fine 2013 Mapei ha acquisito lo stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia (ex Giglio oggi Mapei Stadium, stadio in cui gioca il Sassuolo Calcio), è iniziata una serie di interventi atti a riqualificare l’impianto adattandolo alle esigenze odierne. Uno degli ultimi interventi maggiormente impegnativi riguarda il completo rifacimento del terreno di gioco che aveva evidenziato importanti problematiche nel corso della stagione calcistica 2013-14. Il rettangolo di gioco presentava problemi sia per l’usura del manto erboso sia per la perdita di efficacia del sistema di drenaggio profondo del campo.
Come già riportato in un precedente numero di Realtà Mapei (n. 127 – pag. 76), il nuovo sottofondo del Mapei Stadium è stato recentemente rifatto (estate 2014) basandosi su un innovativo sistema specificatamente sviluppato dai laboratori di ricerca Mapei: MAPESOIL, una tecnologia che è in grado di riqualificare in maniera significativa il drenaggio profondo dei campi sia in erba naturale che ibrida. Il manto erboso del campo di gioco del Mapei Stadium è stato completamente rifatto scegliendo, anche in questo caso, una soluzione innovativa.
I manti erbosi dei campi da calcio possono essere costituiti da erba naturale, da erba artificiale oppure da erba ibrida.
L’erba ibrida, chiamata anche erba rinforzata, è caratterizzata da un mix di erba naturale e di erba sintetica (nella maggior parte dei casi 10% del totale).
Questa nuova tipologia di erba è stata recentemente sviluppata dai produttori per ottenere un manto dalle caratteristiche molto simili all’erba naturale. Al tempo stesso, l’erba rinforzata dovrebbe garantire un grado di resistenza all’usura decisamente superiore rispetto al manto in erba naturale. Questi sono i motivi per cui la scelta del manto erboso per il nuovo Mapei Stadium è ricaduta proprio su questa tipologia di erba.
Le caratteristiche della superficie di gioco svolgono un ruolo cruciale sulla risposta fisiologica dell’atleta durante l’esercizio (in questo caso giocare a calcio).
Ad esempio, l’utilizzo di una superficie molto rigida porta ad una riduzione del dispendio energetico necessario per effettuare l’attività (i gesti diventano più economici) ma allo stesso tempo aumenta il carico a livello articolare e quindi lo stress imposto all’atleta. L’utilizzo di una superficie con livelli di resistenza alla trazione eccessivamente alti può portare a un aumento dell’incidenza di infortuni per l’aumento dei carichi articolari nel corso delle rotazioni.
Al contrario, una superficie con livelli di resistenza alla trazione troppo bassi può essere la causa di infortuni legati all’elevata instabilità dell’atleta. Di conseguenza, lo studio della risposta fisiologica degli atleti all’utilizzo di diverse superfici svolge un ruolo importantissimo nello sviluppo e messa a punto dei nuovi campi da gioco. A causa della sua giovane età, l’erba ibrida è sicuramente meno studiata rispetto all’erba naturale o sintetica.
Per questi motivi, la scelta del nuovo manto erboso per il Mapei Stadium è passata anche attraverso l’interpretazione dei risultati raccolti nel corso di uno studio scientifico effettuato da Mapei Sport la scorsa estate. In questa ricerca è stata studiata la risposta fisiologica e la performance tecnica di un gruppo di calciatori che hanno utilizzato tre diverse superfici da gioco: campo in erba ibrida-rinforzata consottofondo MAPESOIL (RMS) in buono stato di manutenzione e di recente costruzione; campo in erba naturale con sottofondo MAPESOIL (NMS) in buono stato di manutenzione e di recente costruzione;• campo in erba naturale con sottofondo classico (NCS) in buono stato di manutenzione ma in esercizio da diversi anni.

La ricerca
In una prima fase sono state studiate le caratteristiche meccaniche delle tre superfici interessate, grazie all’utilizzo del cosiddetto “Atleta di Berlino”: l’attrezzatura, specifica per le superfici sportive, è espressamente richiesta per i test FIFA e riproduce tecnicamente la sollecitazione esercitata da un atleta ideale sul manto in esame.
La caratterizzazione preliminare delle superfici ha evidenziato valori di assorbimento dello shock, di deformazione verticale e di umidità relativa maggiori nel caso della superficie NCS (erba naturale con sottofondo classico), rispetto alle superfici RMS e NMS (erba rinforzata e naturale con sottofondo MAPESOIL).
In altre parole, la superficie NCS è maggiormente soggetta a deformazione, sotto l’azione dell’atleta.
Oltre alla determinazione delle caratteristiche delle superfici “a secco”, un gruppo di giovani calciatori del Sassuolo Calcio ha effettuato una serie di test fisici e tecnici su tutte le superfici interessate.
Lo scopo era quello di verificare le eventuali relazioni esistenti tra i cambiamenti di performance degli atleti e il cambio di superficie di gioco. Nei test fisici i calciatori sono stati sottoposti alla determinazione del costo della corsa con misura dell’accumulo di lattato a livello ematico (in altre parole quantificazione dell’energia necessaria per correre determinata tramite l’utilizzo di un particolare strumento chiamato metabolimetro) e allo Yo-Yo intermittent recovery test (test specifico per il gioco del calcio in cui l’indice di performance è rappresentato dalla distanza totale coperta dal singolo atleta nel corso della prova). I risultati in questi test mostravano che non si evidenziavano differenze significative nel puro corso della corsa tra le tre superfici; tuttavia l’accumulo di lattato a livello ematico tendeva ad essere maggiore sulla superficie NCS (figura 3). Quindi l’energia complessiva necessaria per sostenere i tratti di corsa proposti tendeva ad essere superiore sulla superficie NCS che, come abbiamo visto in precedenza, era anche quella nettamente più morbida rispetto alle altre due. A conferma del maggior dispendio energetico necessario sulla superficie NCS, anche lperformance nello Yo-Yo intermittent recovery test risultava peggiore (minor distanza percorsa dagli atleti) sul vecchio campo da gioco in erba naturale con sottofondo classico (figura 4).

Oltre ai primi due test di natura metabolica, gli atleti hanno effettuato anche una serie di sprint in linea o con cambio di direzione e prove di salto verticale per verificare la capacità di produrre forza e potenza sulle tre diverse superfici. In questo caso, non sono state evidenziate differenze significative tra le superfici testate.
Infine, i giocatori hanno sostenuto alcuni test tecnici in cui veniva verificata la capacità di controllo e conduzione del pallone (Shuttle Dribble Test) o la capacità di effettuare passaggi corti con velocità e precisione in un percorso predeterminato (Loughborough Soccer Passing Test). Da questo punto di vista risulta particolarmente interessante notare come la precisione di passaggio risultava nettamente peggiore sul campo in erba naturale con sottofondo classico.

Conclusioni
I risultati di questo studio hanno mostrato come le caratteristiche della superficie di gioco possono influenzare positivamente o negativamente alcuni aspetti della performance fisica dei giocatori ma anche alcuni elementi tecnici (come ad esempio la precisione del passaggio).
Superfici eccessivamente morbide possono incrementare il dispendio energetico degli atleti arrivando ad influenzare negativamente la loro massima capacità di corsa. Al contrario, è bene ricordare che superfici eccessivamente rigide possono portare all’aumento delle patologie da sovraccarico a causa di un aumento dello stress muscolo-articolare degli atleti. La manutenzione delle superfici di gioco svolge indubbiamente un ruolo fondamentale per il mantenimento di un elevato standard qualitativo. Tuttavia, anche le scelte tecnologiche legate alla costruzione dei manti erbosi (siano essi naturali, ibridi o artificiali) possono influenzare in maniera significativa il livello prestativo degli atleti e molto probabilmente, possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione delle patologie da sovraccarico strettamente collegate all’attività svolta.