Construction as a Service & Servitized Assets: una Proposta (inattuale) x l'Edilizia Scolastica

Il Governo Italiano, sin dalla propria costituzione, ha meritoriamente assunto il tema dell'Educazione come prioritario, procedendo alla riforma dell'istituzione scolastica, ma anche alla definizione di una dedicata Unità di Missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e al completamento dell'Anagrafe sull'Edilizia Scolastica, su dati di provenienza regionale.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, i dati contenuti nell’anagrafe dicono che nel nostro paese ci sono 42.292 edifici scolastici censiti, di cui 33.825 attivi e 8.450 non attivi, non adibiti cioè ad attività connesse, mentre 17 risultano non attivi per calamità naturali. Manca l'8% dei dati «che non sono stati forniti dagli enti locali ai quali spetta comunicarli». Il 77% degli edifici risulta di proprietà dei comuni, il 9% appartiene alle province, mentre il 2% è riconducibile a enti pubblici e un 2% a privati. Il 55% è stato costruito prima del 1976 e il 50% prima del 1971, anno di entrata in vigore dell’obbligo di certificazione del collaudo statico, motivo per cui solo il 49% possiede tale certificato, mentre il 48% degli edifici non ha potuto fornire l’attestato di agibilità. Sul fronte sicurezza, poi, il 72% delle scuole possiede il documento di valutazione del rischio e il 73% un piano di emergenza.
Dobbiamo, però, domandarci che cosa accadrebbe se, come in altri Paesi succede, vi fosse una strategia governativa che indirizzasse sia la Transizione Energetica sia quella Digitale.
Anzitutto, la cosiddetta anagrafe si baserebbe su una Central Facility Repository digitalizzata di Building Information Model, composta da Modelli Informativi, destinati a essere progressivamente e gradualmente connessi a Building Management System (BMS), sia per gli edifici esistenti sia per quelli di nuova costruzione.
Si constaterebbe che l'edificio scolastico non dovrebbe essere più considerato esclusivamente come cespite immobiliare, bensì quale bene strumentale nell'accezione di Servitized Asset, vale a dire di dispositivo che consente di erogare con la massima efficacia ed efficacienza i servizi connessi.
Si ponga, infatti, attenzione al fatto come la priorità che emerge dalle modalità governative ministeriali riguardi sicurezza statica e accessibilità degli organismi edilizi, anche in virtù della immediata spendibilità mediatica del tema relativo alla Sicurezza.
Per quanto tale tema sia innegabilmente prioritario, è la focalizzazione di tutti i soggetti coinvolti sui Beni Tangibili a rivelare una natura questionabile dell'approccio, con una enfasi particolare riposta sull'aspetto quantitativo dei 3500 interventi da realizzare: o almeno a chiedersi come attuare tali lodevoli intenti.
L'impressione è che vi sia, in assenza eventuale di un approccio innovativo, il forte rischio che tutto si risolva nel consolidare i tratti di un Settore delle Costruzioni fortemente ancorato ad alcune delle cause strutturali che lo hanno condotto a una crisi senza precedenti, almeno in termini di fattori endogeni.
Nella Digital Built Europe si partirebbe da un altro presupposto, tale per cui la Fruibilità, le Operations, rappresentino la premessa da cui partire sin dal Briefing, sin dalla redazione dei Documenti Preliminari alla Progettazione, anche, e soprattutto, per quanto riguarda le Scuole esistenti.
Qui si tratterebbe di tradurre nuove forme organizzative e nuovi modelli pedagogici (gli stessi della riforma governativa?) in Progetti di Servizi visualizzabili attraverso modalità di Gamification tese a validare il comportamento degli utenti attuali e prospettici, da evolvere in analisi spaziali di flussi e, infine, in configurazione dinamica degli Spazi Fruibili.
Building Information Modelling e Building Energy Modelling stanno qui alla radice di una impostazione radicalmente innovativa che, partendo dalla conclusione, Soft Landings e Operations, integra nel Brief e nel Progetto Preliminare le ragioni dei criteri formativi ed educativi e rispecchia le logiche finanziarie di gestione multifunzionale dei beni strumentali.
È un ambito incommensurabile, questo, rispetto a quello tradizionale in cui gli operatori tradizionali, attraverso una moltitudine di Committenti e di Appalti (o di altre Procedure Competitive) affidano, in maniera rigorosamente separata, Progettazione ed Esecuzione delle Opere, tralasciando sovente la Gestione e il Ciclo di Vita.
Il fatto è che, in Italia, al di là delle dichiarazioni di intenti, sempre invero retoriche, l'Offerta tende a conservare forme organizzative e modi operativi antiquati e inefficaci e la Domanda, anziché, come accade altrove, non sa fare altro, e non vuole fare altro, che assecondare lo stato esistente e consolidato delle prassi.
Peccato che altrove, nel contesto della Smart City, l'edificio scolastico sia ideato, come nuovo o come esistente, su cui intervenire, con tutt'altre logiche, il Committente abbia ben definita l'ipotesi di servizio da erogare e, a partire da essa, generi le Forme e le Funzioni, possibilmente secondo un approccio probabilistico destinato a governarne in maniera flessibile le dinamiche.
L'Edificio Scolastico è, per la sensoristica inerente alle proprie Prestazioni come a quelle delle Persone che con esso si relazionano, una Entità che non nasce, quindi, "Oggettuale", che si trova all'interno dell'Internet of Buildings, che scambia flussi con altre Reti e con altre Infrastrutture, materiali e immateriali.
Ma il tema non è positivisticamente ottocentesco, concerne assai meno le tecnologie di quanto non riguardi l'identità degli Operatori, la natura dei Contratti, e così via.
Si tratta di promuovere una Politica Industriale che con-fonda i soggetti, che li aggreghi, che dia vita a Distretti, a Reti, a Entità inedite. Si tratta di sconvolgere il Settore delle Costruzioni per farlo entrare, tra Sostenibilità e Digitalizzazione, nella sfera dell'Ambiente Costruito.
Se attualmente il dividendo politico sembra essere quello di 'rassicurare' i familiari degli studenti sulla non pericolosità dei contenitori in cui operano, per altri Paesi è, invece, trasformare il Bene Immobiliare in Facilitatore di Servizi Evoluti.
Il rischio, veramente, è che, ancora una volta, questo Paese sia assai distante, culturalmente, persino da Singapore o da Dubai.