Il restauro della Terrazza Triennale di Milano

In occasione di Expo 2015, la Triennale di Milano ha restaurato la Terrazza di Palazzo dell'Arte, riportandola al progetto originario di Giovanni Muzio. Per la realizzazione di un ristorante temporaneo da ubicare in cima all'edificio, inoltre, è stato indetto un concorso ad inviti, il cui esito ha visto premiato il progetto dello studio di architettura OBR di Paolo Brescia e Tommaso Principi.

Il ristorante, completato per l'apertura di Expo 2015, rimarrà sulla Terrazza per quattro anni, consentendo agli ospiti di godere di un panorama d'eccezione, di cui fanno parte il Parco Sempione e il Castello Sforzesco.

Si tratta di un padiglione in acciaio e vetro lungo 33 metri, largo 4,7 e alto 3, con una superficie complessiva di circa 150 mq. Il ristorante, arretrato di 3 metri rispetto al perimetro dell'edificio storico, è suddiviso in tre zone: una reception, un'area destinata allo show-cooking e, tra di esse, la zona dedicata a pranzo e cena. Prima di giungere al ristorante, inoltre, si viene accolti da un orto aromatico ad opera del paesaggista Antonio Perazzi.
Un sistema di tende mobili esterne, con una superficie totale di circa 400 mq, assicura protezione dal sole durante tutta la giornata. Durante le ore notturne, invece, il sistema di oscuramento consente di essere impiegato come schermo per proiezioni di immagini e luci elaborate da Guido Bianchi, in relazione agli eventi promossi dalla Triennale per Expo.

Struttura portante
La struttura portante del padiglione, ingegnerizzata degli studi Buro Happold e Milan Ingegneria, è costituita da telai integrati con il sistema dei serramenti. Nella fattispecie sono stati utilizzati profili piatti in acciaio inox AISI 316L con spessore di 10 mm, saldati tra loro. Oltre a sopportare i carichi agenti, gli elementi portanti fungono da supporto per le vetrate del ristorante. I telai, distribuiti su sette campate, sono a nodi rigidi in direzione trasversale e sono posti a un interasse di circa 4,7 m. I profili verticali non poggiano direttamente sul solaio esistente, ma su una serie di travi in acciaio costituenti un graticcio di base che, mediante un sistema di piastre, è capace di trasmettere i carichi orizzontali sulla terrazza unicamente per attrito, evidenziando il carattere di temporaneità della costruzione.

Sostenibilità ambientale
Nella sua semplicità, l'impiego di un involucro apribile in vetro insieme al sistema di tende mobili esterne rende il padiglione simile a una serra bioclimatica termoregolante. Le tende, suddivise in 8 moduli da 10 metri in lunghezza e 4,7 in larghezza, vengono mosse attraverso guide motorizzate. Coordinando le tende con l'opportuna apertura degli infissi (alcuni scorrevoli, altri traslanti su binari), si può configurare il funzionamento del ristorante in base alle stagioni, evitando il surriscaldamento estivo e sfruttando l'apporto solare attraverso la copertura trasparente durante i mesi freddi. Se a ciò si aggiunge l'assoluta reversibilità dell'intervento, trattandosi di un padiglione temporaneo, si può intuire come l'impiego dell'acciaio per il sistema portante si sia rivelato una scelta vincente nei confronti della sostenibilità ambientale.

CREDITS
COMMITTENTE: Triennale di Milano
PROGETTO ARCHITETTONICO: OBR - Paolo Brescia e Tommaso Principi
PROGETTO STRUTTURALE: Buro Happold Ltd, Milan Ingegneria
PROGETTO PAESAGGISTICO: Antonio Perazzi
GENERAL CONTRACTOR: Capoferri spa
IMMAGINI: OBR (disegni), Michele Nastasi (fotografie) - courtesy of OBR