«Casa Italia» e la Cesura Epistemologica del Prodotto Immobiliare

«Casa Italia» è evidentemente una suggestione, di lungo periodo, che dovrebbe ricomprendere, tra le altre, al proprio interno categorie assai diverse tra loro, molte delle quali di natura «territoriale» relative a borghi storici, a periferie urbane, a opere di ingegneria naturalistica, a infrastrutture per la mobilità.
Le Rappresentanze Professionali e Imprenditoriali prontamente ne hanno colto il carattere di Politica Industriale, avanzando dettagliate proposte e ipotesi, sulla scorta di molte suggestioni avanzate dai mezzi di comunicazione.
Sarà, comunque, evidentemente compito di una apposita struttura governativa, già designata, definirne, a breve, i contenuti e le finalità.
«Casa», tuttavia, nella sua interpretazione letterale, sia pure estesa, allude a scuole, ospedali, uffici, mentre, nella sua accezione ristretta, rimanda al condominio che, sia pure prosaicamente, rappresenta la più autentica icona della posta in gioco in questa partita.
A voler essere blasfemi, e in presenza di accadimenti tragici non si dovrebbe assolutamente esserlo, la «braga» potrebbe ben rappresentare la raffigurazione del vissuto quotidiano della popolazione, appunto «residente».
Il problema, tuttavia, è dato dal fatto che, come Luca Molinari aveva intuito in termini del tutto «analogici», uno slittamento profondo di senso dell'Abitare è in atto, già, in qualche modo, «digitalmente» evidenziato, ad esempio, da Airbnb o da WeWork, in parte, alla stessa stregua di Facebook, pure intervenuti direttamente, non senza controversie, nei fatti recenti.
Naturalmente si sa bene quanto conti la Matericità del Costruito, le cui logiche, come osservava Stefano Della Torre, di sovente, nella loro complessità sfidano la comprensione offerta dai modelli scientifici e tecnici più sofisticati: dal Tangibile, insomma, non potremmo in alcun modo sfuggire, ragionando di miglioramento e di adeguamento oppure di riqualificazione e di efficientamento.
Eppure, al di là del valore, inestimabile, della vita umana, e dei suoi riflessi etici, sottolineati da Claudio De Albertis, l'elemento che è sotteso al «risparmio» o alla «mitigazione» ci rimanda, comunque, a logiche, assicurative ed economiche, strettamente legate al «funzionamento», alla «prestazione», di singoli cespiti, da intendersi come un sistema nel sistema (tanto tecnologico quanto sociale).
Allorché, perciò, discorriamo di Rigenerazione, di Rammendo, di Ricostruzione, solo di «manufatti», di «oggetti» vorremmo discutere, per quanto la loro concezione e la loro realizzazione possano essere oggetto di procedure partecipative, ben note dalle esperienze antiche di De Carlo o dello stesso Piano, oggi forse riaggiornate da Aravena o da Sfriso.
Di conseguenza, in ogni maniera, di Prevenzione, di Cura, di altro, dei Sistemi Edilizi e Territoriali si occuperà presumibilmente, su un tempo lungo, la strategia governativa, anzi inter-governativa, considerando i quattro lustri menzionati.
Tra l'altro, la citazione insistita dell'opportunità del cosiddetto fascicolo del fabbricato spiega praticamente come, con il ritardo che è intrinseco al Settore, il corredo informativo, più o meno analogico, rappresenti un valore fondativo per il bene immobiliare.
Allo stesso tempo, però, quasi in opposizione sia all'edificio di culto pluricentenario che si vorrebbe conservare sia alla palazzina residenziale dei decenni post-bellici che si vorrebbe abbattere, per non citare la nuova costruzione invenduta, l'impronunciabile, si profilano - lo si è notato ormai innumerevoli volte - attributi quali Adaptive, Cognitive, Connected, Intelligent che, nei confronti di tutto ciò, appaiono veramente evanescenti, facilmente risolvibili nel sensore o nell'elettrodomestico, in dispositivi, comunque, a loro volta concreti, «tangibili», benché effimeri, di assai più breve durata e molto limitatamente in grado di allertare su rischi imminenti.
Palesemente, la Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni non potrà mai avere un effetto così temibile come può averlo nel Settore del Credito nei termini della scomparsa delle agenzie.
Eppure, nel momento in cui, con «Casa Italia», i Sistemi Edilizi e Territoriali, nonché gli edifici e gli isolati presi singolarmente, reclamano un approccio preventivo e sistematico, quello che si sarebbe dovuto fare già da molto tempo per il Sistema Paese, quello che vorremmo definire «modernizzazione», tutto questo da solo potrebbe non appartenere già più alla «contemporaneità».
Quei termini, anglosassoni, che sono così distanti da un «paesaggio» che non può prescindere dalla Tangibilità, che, per la parte di competenza, non potrà mai sottrarvisi, segnano, tuttavia, se si presta fede a certe tesi, un passaggio epocale, un passaggio trasformativo.
L'espressione «Living Services», proposta da Accenture, investendo anche la Città e l'Immobile,  spiega bene, infatti, come, nel momento in cui l'Edificio può essere «trasferito», «tradotto», davvero «immaterializzato» in Dati, digitalizzato, così come possono esserlo i Dati che originano dai sensori, ma anche quelli che veicolano gli Occupanti con i mobile device, il cespite diviene il mezzo per erogare servizi personalizzati, di cui si trova, per esemplificare, traccia nel Local Warming, nelle nuvole termiche, di Carlo Ratti, così come in molti filmati didascalici sulle Building Technologies.
I sistemi di miglioramento, così come quelli di efficientamento, occuperanno, in apparenza, sicuramente il proscenìo, ma per Progettisti e Costruttori aggettivi come Cognitive o Living possono iniziare a significare un vero e proprio cambio di paradigma.
Entro certi limiti, al netto, ad esempio, della sostituzione di edifici o di interventi di riassetto idrogeologico, ciò che «vedremmo» degli effetti di «Casa Italia» potrebbe essere relativamente «invisibile», poiché attinente a un Sistema di Sistemi che «funziona»: tra l'altro, anzitutto, finanziariamente, il che è già segno di una «de-materializzazione».
Quello che «osserveremmo» a proposito dei Living & Operational (Built) Asset sarebbe ancora più immateriale, in quanto collegato a meccanismi di Deep Learning e di Cognitive Computing.
Si tratta di orizzonti e di realtà inconciliabili, incommensurabili, oppure si tratta di un doppio passo per cui il Settore fa finalmente i conti con un presente sempre differito e, insieme, con un futuro che è ormai già in presenza?

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