La classificazione sismica: un protocollo metodologico già operativo applicabile agli edifici esistenti in muratura

L’esigenza di una classificazione sismica degli edifici esistenti nasce dalla particolare condizione di rischio delle nostre costruzioni, caratterizzate spesso dalla negativa combinazione tra un’alta vulnerabilità, un’elevata pericolosità (almeno in gran parte del territorio) e una forte esposizione. Tale situazione ha portato, nei sismi passati e recenti, a perdite gravissime, sia in termini di vite umane che dal punto di vista economico.
Lo sviluppo di una appropriata strategia di prevenzione è certo la strada più opportuna per affrontare il problema e, in tale direzione, un punto di rilievo è rappresentato dalla valutazione del rischio sismico, riferimento necessario per qualunque strumento operativo rivolto a individuare priorità e destinazione di risorse.
Per questo motivo sono stati proposti metodi più o meno speditivi, rivolti ad attribuire una classe sismica agli edifici esistenti, in maniera analoga a quanto si sta già facendo in campo energetico.
La conoscenza di questo parametro di riferimento permetterebbe di sensibilizzare proprietari ed utilizzatori delle costruzioni in questione al problema della risposta sismica, e quindi a quella dei danni attesi in caso di sisma e può costituire anche un importante parametro di tipo economico, sia per il valore effettivo di un edificio, che per la valutazione degli oneri per eventuali coperture assicurative.
I metodi di classificazione sismica hanno come obiettivo principale quello di esprimere una valutazione sintetica del comportamento atteso di un edificio nei confronti del sisma. Tali metodi possono seguire approcci diversi, basati sulla valutazione della sicurezza nei confronti di alcuni stati limite (SLV o SLU) oppure su una valutazione di tipo economico dei danni attesi.
Nel primo tipo di approccio rientra il metodo C/Q (Certificazione/Qualificazione sismica) sviluppato e testato dagli Autori qualche anno fa, che si propone come un metodo speditivo di classificazione sismica degli edifici in muratura.
Nel secondo tipo rientra il metodo di classificazione sismica, denominato “metodo EAL-M”, più recente, degli stessi Autori, esposto nella rivista “Progettazione sismica” vol. 5 n. 2 del 2014. Tale metodo segue, a differenza del metodo C/Q, un approccio di tipo economico, basandosi sulla stima dei danni annuali attesi, espressi in percentuale rispetto al costo di ricostruzione.
L’obiettivo comune resta quello di individuare uno strumento per la valutazione della classe sismica di un edificio, vera e propria via maestra per una prevenzione sismica concreta ed operativa, riuscendo a promuovere, attraverso la conoscenza dei rischi connessi, un ruolo attivo dei proprietari e degli utilizzatori di queste costruzioni.
Augurandoci che stavolta si proceda effettivamente in questa direzione, viene qui riproposta, data la sua attualità ed applicabilità come strumento operativo già testato sul campo, la metodologia C/Q, presentata già nel 2011 al Convegno Nazionale di Ingegneria Sismica (ANIDIS) a Bari.

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