Una Difficile Sintesi: Industry 4.0, Connected Built Environment & Living Services

La Manifattura e la Costruzione sono due Settori profondamente divisi, ovunque nel Mondo, dall'andamento radicalmente divergente dell'andamento dei Livelli di Produttività, le cui rappresentazioni grafiche non possono mai mancare in una presentazione di carattere generale sul Building Information Modeling.
Tale divario, che non è addebitabile esclusivamente alla differente natura dei Prodotti e dei relativi Processi, è naturalmente anche l'emblema di Culture Industriali assai distanti le une dalle altre, tanto che, ad esempio, già nella Strategia Industriale dal Governo della Germania Federale la Digitalizzazione, in un primo tempo, sembrava più influente addirittura nell'Agricoltura che non nella Costruzione, la cui apparente significatività risultava attribuita, quasi in negativo, alla mera incidenza quantitativa sull'Economia Nazionale.

Tra l'altro, alla celebre iconografia che vedeva la Dottoressa Merkel accanto a un automa umanoide si è affiancata l'immagine della mano di quello stesso automa le cui dita sollevano di forza il lavoratore terziario dalla propria scrivania, la cui immagine plastica è offerta dalle ripercussioni della Digitalizzazione nel Settore Bancario, a partire dalla riduzione degli «sportelli analogici».

La recente Politica Industriale che il Governo Italiano e, in particolare, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha promosso in merito alla cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale, pertanto, pare comprensibilmente popolata in larga misura da dispositivi e, di conseguenza, interesserebbe il Settore delle Costruzioni limitatamente alla componente manifatturiera dell'Indotto Edilizio, nel mentre che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha incentivato il cosiddetto Building Information Modeling.

Purtuttavia, la lettura dell'Industria 4.0 circoscritta ai macchinari e agli impianti, e alla loro automazione, farebbe il paio con una concezione del Comparto della Costruzione quale legata esclusivamente alla Tangibilità dei Manufatti: tanto che si dice, da parte di alcuni, che il «fare con le mani» ne rimanga il tratto distintivo.
In realtà, la categoria del 4.0 è intimamente legata alla nozione di Relazione (tra Uomini e Macchine) e a quella di Connessione (in tempo reale) tra Cliente Finale e Catena di Fornitura (delle i-Factory).
Non dimentichiamo, peraltro, che le isole produttive rarefatte di operatori, o, comunque, con un diverso ruolo degli operatori, sempre più System Integrator, non sono che un epifenomeno di mutazioni imprevedibili nei modelli organizzativi e nelle relazioni industriali.
Naturalmente, questa Relazione/Connessione implica la generazione e il flusso di Grandi Moli di Dati, leggibili computazionalmente, elaborabili in modo tale da inferire la comprensione di fenomeni: con il Cognitive Computing.
Ciò che, di conseguenza, accomuna la Manifattura e la Costruzione (intese tanto nel senso del Prodotto quanto in quello della Produzione) è il Territorio, in quanto la Relazionalità e la Connettività per entrambe si esplicitano a livello territoriale, così come, non a caso, su di esso si reciterebbe la narrazione che riguarda «Casa Italia», che, tuttavia, rischia di restare un «racconto puramente analogico».
Ecco che, pertanto, è possibile immaginare che il Cliente Finale che l'Industria 4.0 vorrebbe ricomprendere in essa stessa sia anche l'Utente Finale a cui si propongono accezioni come quelle di Cognitive Building o Smart City, ma anche di Smart Citizen che potrebbe permeare la Politica e le Politiche dei prossimi decenni.

In realtà, il Soggetto che definiamo di volta in volta Cliente, Utente, Occupante, Cittadino, sul Territorio di cui si diceva, sempre più sarà geolocalizzato, sarà tracciato singolarmente.
In quel mercato digitalizzato che si delinea, da alcuni denominato dei Living Services, convivono, infatti, le dimensioni, non implicitamente coerenti, del Sistema Territoriale e dell'Esigenza Individuale.

L'accezione dell'Ambiente Costruito, espressione dilatata di quello che altrimenti si definirebbe come Industria delle Costruzioni, ha proprio il significato e l'ambizione di estenderne, snaturandole in parte ovviamente, la perimetrazione e l'identità.
Naturalmente, lo scopo ultimo di quello che il Governo Britannico ha individuato, appunto, come Digital Built Britain, ricorrendo pure a denominazioni come Smart City e Internet of Things, onnicomprensive e articolate al contempo, è molto affine a quanto Accenture definiva come Living Sevices.
Non a caso, parlando di Grandi Opere Infrastrutturali (di Smart Infrastructures) riemerge prepotentemente l'Ingegneria dei Sistemi, perché, così come Airbnb propone, in fondo, un utilizzo del Cespite Immobiliare come As a Service, una specie di possesso del Bene Immobiliare in termini di Detenzione Disponibile e Fruibile, le Società Autostradali e Ferroviarie iniziano a proporsi come erogatori di «Esperienze (Sartoriali) di Viaggio».
Ecco perché, dunque, allorché, per «Casa Italia» si accenna a sistemi costruttivi, a prototipi, adattabili numerose volte, occorrerebbe non arrestarsi al Materiale, al Tangibile, che non esauriscono di certo la natura, Immateriale, della Digitalizzazione della Economia, della Società, della Politica.
Per essi, infatti, servirebbe immaginare una Media Imprenditorialità Multidisciplinare, Ibrida, di carattere Territoriale, non dissimile da quanto ci si attende dalla Industria 4.0.
L'ipotesi di ricorrere a Sistemi che siano, anzitutto, Reti o Filiere di Partenariato Pubblico Privato spiega bene come servano Sistemisti, oltre e più che Progettisti, esattamente come accade, come detto, per i System Integrator della Industry 4.0: per evitare di focalizzarsi solo su Manufatti, che siano Macchinari o Edifici.
Se nel Paese del Life Styled in Italy, della Unicità ottenibile su presupposti di Mass Customization, questa Difficile Sintesi fosse praticabile, come Industry 4.0 for Living Services, il tema della Produttività potrebbe proporsi in vesti originali.
Il fatto è che il Settore coltiva, nel Nostro Paese, una concezione dell'Edificio, da costruire, da conservare o da ricostruire, esclusivamente legata al Manu-fatto, laddove esso nell'Era del Cognitive Computing, diviene sempre più un Data Provider per erogare Living Services.

È proprio la Natura Sistemica e Relazionale del Cespite Immobiliare che si immagina che lo apparenta allo spirito del 4.0.
Questa scarsa Cultura Digitale come Cultura dell'Immateriale non permette, infatti, di cogliere appieno quanto il Building Information Modeling sia davvero solo l'anticamera, il presupposto, delle profonde trasformazioni che attendono il Settore delle Costruzioni.
Qui servirebbe, a partire dai profili formativi e dall'assunto che le Identità e i Prodotti Convenzionali non siano più «sostenibili» sul Piano Analogico, uno scarto decisivo sul Piano Digitale, un cambio di paradigma che i Britannici definiscono come BIM Maturity Level 3A.

Ma, come è noto, si stanno avviando le procedure della Brexit e ciò consentirà di percepire quella realtà come incommensurabile per una narrazione che intenda circoscriversi a Economia Circolare, Prefabbricazione Leggera, e così via.
Auguriamoci solo che l'Era Digitale non giunga mai sino alle sue estreme conseguenze.