Industria 4.0: doppia opportunità per gli ingegneri e per la nazione

Il Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020 può far recuperare all’Italia il gap attuale grazie alle competenze degli ingegneri Italiani.
 
Enrico P. Mariani - Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano - Delegato CNI presso UNINF
 
Dal primo marzo le imprese che ottengono finanziamenti bancari per l’acquisto di tecnologie Industria 4.0 possono presentare domanda di agevolazione, prevista dalla Nuova Sabatini, per usufruire di contributo maggiorato del 3,575% (anziché 2,75%) sugli interessi corrisposti.
 
L'elenco dei beni materiali sul cui importo viene applicato il contributo pari al 3,575% si trova sul sito del MISE all’indirizzo:
 
 
Il beneficio è cumulabile ad altre agevolazioni:
Iperammortamento e Superammortamento.
Credito d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo.
Patent Box.
Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE).
Incentivi agli investimenti in start-up e PMI innovative.
 
Queste agevolazioni sono il principale strumento con il quale Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020 intende favorire l'ammodernamento ed aumentare la competitività delle industrie Italiane nell’ambito della cosiddetta quarta rivoluzione industriale.
 
Il piano è descritto nella guida del Ministero dello Sviluppo Economico, scaricabile al sito:
 
 
Una importante novità di particolare interesse per gli ingegneri è:
 
Iperammortamento e Superammortamento
 
L’iperammortamento è una supervalutazione al 250% ai fini fiscali degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0.
Questo significa che lo Stato finanzia una notevole parte dell’investimento attraverso una riduzione delle tasse per tutto il periodo dell’ammortamento. Questa agevolazione è riservata ai titolari di reddito di impresa, quindi i liberi professionisti ne sono esclusi.
 
Il superammortamento è una supervalutazione al 140% ai fini fiscali degli investimenti in beni strumentali nuovi. La novità qui è la possibilità di fruire dell’agevolazione anche per gli investimenti in beni strumentali immateriali (software e sistemi IT)
 
Il beneficio fiscale si applica si applica agli investimenti effettuati nel periodo che va dal primo gennaio 2017, data di entrata in vigore della legge di bilancio, al 31 dicembre 2017; l’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2017 e mentre la consegna del bene potrebbe anche avvenire entro il 30 giugno 2018.
 
La semplicità è un pregio di questa disposizione, infatti si accede in maniera automatica in fase di redazione di bilancio:
- per gli investimenti fino a 500.000 € per singolo bene
               tramite un’autocertificazione
- per gli investimenti oltre i 500.000 € per singolo bene
                tramite una perizia tecnica giurata da parte di un perito o ingegnere, iscritti nei rispetti albi professionali, attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B della legge di Bilancio 2017
 
Gli allegati si trovano sul sito del MISE agli indirizzi:
 
 
 
L’allegato A elenca i beni per i quali è consentito l’iperammortamento; l’agevolazione è estesa al software embedded acquistato assieme al bene e necessario al funzionamento dello stesso, mentre non si applica ai software stand alone, ai quali è possibile applicare il superammortamento se rientrano tra i beni elencati nell’allegato B.
 
Anche se la perizia tecnica giurata è necessaria solo per i beni che superano i 500.000 €, date le responsabilità penali che un’autocertificazione comporta e la necessità di stabilire in modo certo se il bene acquistato ha effettivamente le caratteristiche per rientrare nelle tecnologie abilitanti per l'industria 4.0 la consulenza di un ingegnere prima di procedere all’investimento è sempre consigliabile.
 
Il governo mette a disposizione parecchi miliardi di Euro per fare ripartire l’economia, e questo sicuramente stimolerà gli investimenti, ma affinché il piano ottenga i risultati sperati è necessario che gli investimenti agevolati non si limitino alla singola acquisizione di un macchinario interconnesso (vedi nota1), ma rientrino in un progetto aziendale che tenda a realizzare Industria 4.0?
 
Industrie 4.0 è un’iniziativa strategica tedesca formalizzata nel 2013 che si pone l’obiettivo di realizzare una quarta rivoluzione industriale. Il concetto portante è quello di realizzare centri manifatturieri (spesso designati “smart factory”) estremamente efficienti, grazie all’interconnessione tra operatori, impianti, strumenti ed il mercato.
 
Questo può essere possibile tramite uno scambio di informazioni e di comandi pervasivo e tempestivo tra impianti e sistemi informatici, ma soprattutto grazie alla capacità dei progettisti di valutare le opportunità ed i rischi delle tecnologie emergenti per sfruttarle ed integrarle al meglio.
Infatti l’uso corretto delle principali tecnologie sulle quali si basa l’Industria 4.0, quali robotica, IoT (Internet of Things), cloud computing, big data analisys, realtà aumentata, simulazioni, machine learning e sicurezza informatica, richiede la visione d’insieme del progetto e la capacità di scegliere ed integrare i vari componenti in un sistema unitario.
L’obiettivo è quello di realizzare aziende flessibili ed efficienti, non solo in grado di produrre rapidamente quanto richiesto dal mercato, ma addirittura di prevederne le esigenze future, tenendo sempre sotto controllo i consumi energetici, il ritorno degli investimenti e la sicurezza, sia della fabbrica che dei prodotti.
              
Una smart factory è il risultato di progettazione, project management, tecnologie abilitanti, infrastrutture ed oggetti interconnessi, per questo sono necessarie competenze multidisciplinari ed una mentalità progettuale tipica degli ingegneri.
 
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Enrico P. Mariani – Ingegnere in Milano                                  
Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano
Delegato CNI presso UNINFO