Giovanni Carbonara: ricostruzione post terremoto deve rispettare anche il tessuto urbano

14/09/2017 2603

Ecco la relazione tenuta oggi dal Prof. Giovanni Carbonara durante i lavori di IF CRASC 2017, l’appuntamento biennale dedicato all’ingegneria forense applicata nel settore delle costruzioni e industriale.

Molto diretto l’intervento del Prof. Carbonara, in particolare sul tema della riduzione del rischio sismico che non può riguardare solo i singoli edifici, come accade oggi, ma deve interessare gli interi tessuti urbani delle città e dei borghi storici.
Ma il problema è che oggi le sovraintendenze sono coinvolte solo sugli edifici, e il risultato è che troppo spesso le iniziative e gli investimenti preventivi per la riduzione della vulnerabilità sismica, e quelli effettuati dopo i terremoti, finiscono per “radere al suolo” quello che è il valore del patrimonio urbano del nostro Paese.
Carbonara ha ricordato, per esempio, il caso di Avezzano, oggi Città priva di un’identità storica e urbana a causa proprio degli interventi post terremoto del 1915 (il famoso terremoto della Marsica).

Carbonara ha sottolineato però quanto sia importante non dare precedenza alle carte, ricordando l’esperienza positiva post terremoto del Friuli, quando nacque la protezione civile (grazie a Moro e Zamberletti, a Gemona, nel 1976, all’interno della caserma Goi Pantanali divenuta per l’occasione il quartier generale dei soccorsi, nacque la Protezione civile), e in cui si diede la precedenza agli interventi di messa in sicurezza dimenticandosi per un momento le procedure ordinarie di appalto.

Tutto questo lo trovate nel video qui riportato, trasmesso da INGENIO in diretta video sul suo canale YOUTUBE e ora visibile anche sul portale. LINK