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Brucia Notre Dame: sono le chiese più importanti gli edifici più a rischio, di chi la colpa

Ma sono sempre gli edifici storici quelli meno protetti, ecco un commento di Andrea Dari

Notre Dame: va a fuoco la cattedrale di Parigi, crollano guglia e tetto e brucia l’interno

Un violento incendio sta distruggendo la chiesa simbolo della capitale: collassato il tetto e la guglia, in fiamme anche una delle due torri. Nella chiesa erano in corso lavori di ristrutturazione. 

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Notre Dame brucia

15 aprile 2019: brucia la cattedrale di Notre Dame di Parigi, uno dei simboli dell’Europa, uno dei più importanti edifici religiosi del mondo, una delle testimonianze più importanti del gotico.

Un incendio devastante sta infatti divorando la cattedrale di Parigi dalle 18.30 di oggi. Già collassato il tetto e la guglia, il fuoco ora proviene dall’interno della cattedrale, mentre i vigili del fuoco lottano contro il tempo per salvare quello che resta del capolavoro dell'arte gotica, simbolo della città: in fiamme anche una delle due torri quadrangolari. 

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Le operazioni sono difficilissime per l'imponenza della struttura e l'entità del rogo e il rogo sembra fuori controllo. La quantità di acqua che viene portata dalle lance dei vigili del fuoco è limitatissima rispetto alla potenza delle fiamme.

L'incendio potrebbe essere collegato ai lavori di ristrutturazione che erano in corso all'interno della chiesa.

E' questa la prima idea che si sono fatti i pompieri (400 le unità mobilitate). Ma non ci sono ancora notizie certe sulle cause. Secondo le informazioni che arrivano dalla capitale francese, le fiamme sarebbero partite proprio da un'impalcatura nel solaio. La Procura di Parigi ha aperto un fascicolo

Un portavoce della Diocesi di Parigi ha detto all’Associated Press che tutto l’interno in legno del 13 secolo della cattedrale sta bruciando e andrà probabilmente distrutto. «Sta bruciando tutto, tutta la struttura in legno, che risale al XIX secolo da una parte e al XIII dall’altra, non ne resterà più niente» ha aggiunto il portavoce della amministrazione di Notre Dame, Andre Finot. 

Notre Dame: il rogo potrebbe essere partito da unimpalcatura interna.

La procura di Parigi ha annunciato l’apertura di un’indagine. Per ora non ci sono feriti. Il rogo si sarebbe sviluppato da un’impalcatura.

Isolata l’Ile-de-la Cité.

Notre Dame: più di un simbolo

Nel cuore di Parigi, su un’isola abitata sin da tempi remoti, laddove il fiume incontra la città, si trovala cattedrale di Notre Dame. Con preziosi rosoni e forme melodiose, questa chiesa rappresenta uno monumenti più belli di Parigi.

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La cattedrale venne edificata per iniziativa del vescovo Maurice de Sully a partire dal 1163, al posto di un precedente edificio sacro dedicato a S. Etienne. I lavori durarono meno di un secolo, fino al 1250 e proseguirono partendo dal lato del transetto sino alla facciata.

In seguito, nel corso dei secoli, vi furono diverse opere che completarono, modificarono o ristrutturarono alcune parti dell’edificio. Tra queste, i lavori più importanti furono quelli eseguiti nel XIX secolo. Durante la rivoluzione francese, infatti, numerosi erano stati i danni arrecati alla chiesa, come la decapitazione o distruzione di quasi tutte le statue (in particolare quelle dei re della galleria dei re, sulla facciata principale) – alcune delle teste originali sono ora esposte al museo medievale della città di Parigi, quello di Cluny - e lo smontaggio della guglia. 

Nell’800, il successo del romanzo di Victor Hugo “Notre Dame de Paris” riaccese l’interesse per la cattedrale spingendo il governo a decretarne una completa ristrutturazione. L’opera venne affidata alla cura di Eugène Viollet-le-Duc e di Jean-Baptiste Lassus. La morte prematura di quest’ultimo lascerà la gestione dei lavori completamente nelle mani di Eugène Viollet-le-Duc che modificarono radicalmente la cattedrale.

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Anche le vetrate sono state rifatte più volte nel corso del tempo: quelle del XII e XIII secolo furono sostituite da vetri bianchi nel 1700 e quelle che attualmente è possibile ammirare sono ancora più recenti, essendo state realizzate da Jacques Le Chevallier solo nel 1965! Le nuove vetrate non hanno soggetti figurati e sono colorate a ricordo dell’atmosfera luminosa che regnava nella cattedrale medievale.

Per saperne di più rimandiamo alla pagina di Wikipedia molto ricca di informazioni e immagini.

Era la chiesa più visitata di Europa con 12 milioni di visitatori l’anno.

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Il tetto di Notre Dame

Il tetto della cattedrale era ancora quello originario, sostituzione della copertura provvisoria dei tempi del vescovo Maurice de Sully terminata nel 1326 con l'installazione delle tegole, costituite da lastre di piombo con uno spessore di 5 millimetri.

Il telaio di sostegno della copertura era in legno di quercia; è stimato che per realizzarlo siano state necessarie circa 1.300 querce, corrispondenti a 21 ettari di foresta. Esso, dope quello della chiesa di Saint-Pierre-de-Montmartre (1147), era uno dei più antichi della città, essendo stato ricostruito a partire dal 1220 con il materiale (risalente all'VIII o al IX secolo) di uno più antico.

Sono gli edifici storici quelli più a rischio, ma facciamo finta di nulla

La cattedrale di Notre Dame era in fase di restauro. I grandi ponteggi sul tetto evidenziano come il tetto della cattedrale fosse soggetta a una importante manutenzione. Interventi che erano stati auspicati nel 2017 dall’arcivescovo della capitale francese per il restauro che ormai era diventato un’impellente necessità: "Pietre che si sgretolano, deterioramento delle gargouille, affaticamento delle arcate... ". Il Direttore della comunicazione di Notre-Dame André Finot ipotizzava che parte della colpa sia da imputare al restauro effettuato a metà Ottocento. “C‘è da chiedersi se i restauratori del XIX secolo non si siano fatti imbrogliare sulla qualità dei materiali” spiegava, “Quel che notiamo è che in certi punti su due pietre che sono state sostituite alla stessa epoca e che non sono più state mosse, una è perfettamente conservata mentre l’altra ha subito un pesante degrado”.

E come già detto a inizio articolo, la prima ricostruzione è che le fiamme si siano sviluppate dall'impalcatura sul tetto, "potenzialmente" legato ai lavori di restauro che erano iniziati da qualche giorno.

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Le fiamme hanno distrutto il tetto che era ancora quello terminato nel 1326 alla fine della costruzione iniziata nel 1163. Il restauro aveva previsto la rimozione di 16 sculture di rame raffiguranti Gesù, i 12 apostoli e i simboli degli evangelisti che, dunque, si sono salvati dal rogo così come molti degli arredi sacri che erano, a quanto si apprende, conservati nelle sacrestie che non sono state colpite dall'incendio. Ma anche queste erano statue relativamente recenti, dell'800.

Una cosa è certa: purtroppo questa cattedrale non sarà più la stessa.

"L’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame colpisce un simbolo del patrimonio culturale europeo, oltre che un simbolo della cristianità. La vicenda accende un faro sul tema cruciale della tutela e della conservazione del nostro patrimonio, del quale spesso dimentichiamo l’estrema fragilità. Al di là di qualsiasi ipotesi di futura ricostruzione, la perdita di memoria storica è letteralmente inestimabile.  Oggi è un giorno di lutto per chiunque abbia a cuore l’eredità culturale europea. Le competenze degli archeologi italiani sono a disposizione per la futura ricostruzione". Lo ha scritto, Alessandro Carrisi  neo - Presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi.

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Così come non lo sarà la Basilica di San Benedetto di Norcia, così come non lo è più San Francesco ad Assisi, così come è accaduto per la basilica di Saint Donatien a Nantes così come accade quando un evento catastrofico, come un incendio o un terremoto riguardano questo tipo di edifici.

Roberto Triozzi, Comandante Progr. Sviluppo VVFF, evidenzia come sia quasi inutile l'azione con acqua svolta dall'esterno dai VVFF di Parigi, che si sarebbe dovuto avere impianti antincendio sprinkler all'interno delle navate. Lo stesso Triozzi riporta che non conosce la normativa francese, ma che in Italia non vi è questo obbligo. Quindi anche i nostri monumenti sono a rischio.

E quello che mi trovo a commentare che nella logica che il "restauro è conservazione e non trasformazione" il risultato è che mentre ci occupiamo della messa in sicurezza di edifici anonimi stiamo abbandonando alla dea bendata il futuro del nostro patrimonio culturale, mondiale.

Ora tutti si dichiarano sotto schock per quello che è successo a Parigi, pura ipocrisia, perchè fra una settimana tutti saranno passati a parlare di altro, e così la maggior parte degli interventi - dove previsti - di manutenzione riguarderanno la pulizia delle facciate, il ritocco degli affreschi, la gestione dell'umidità ... ma nessuno riguarderà la riduzione della vulnerabilità strutturale e sismica di questi edifici, l'installazione di sistemi antincendio, il consolidamento delle fondazioni.

Oggi "Edificio vincolato" significa purtroppo "edificio a rischio di ruderizzazione". Piangiamo le tragedie ma non avviamo alcun piano di messa in sicurezza. E così scopriamo che - non potendo evitare ne che avvengano terremoti ne che possano esserci in assoluto situazioni di incendio - i veri colpevoli della ruderizzazione del nostro patrimonio siamo noi, con la nostra superficialità, con la nostra disattenzione, con la nostra cultura del "speriamo non accada mai nulla". Sono stati questi eventi, non i barbari, a distruggere i più grandi monumenti della storia, ma dietro a queste distruzioni c'è la nostra disattenzione, la nostra mancanza di cultura della sicurezza. 

Dopo questa tragedia, mi piacerebbe che Conte, dopo aver giustamente Twittato la propria solidarietà ai francesi, con il ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli avvii un piano di messa in sicurezza del nostro patrimonio, in cui siano coinvolti non solo i cultori della storia dell'arte (che è giusto che vi siano) ma anche gli esperti di strutture e antincendio, con pari dignità di intervento.

E lancio un appello al Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP., il Prof. Donato Carlea, che avendo tra le sue esperienze attive la docenza del Corso in "Consolidamento degli Edifici Storici" presso l'Università La Sapienza, possa saper animare questa rivoluzione necessaria.

Notre Dame: dov'era non com'era

Sono in partenza per Parigi. Oggi pomeriggio, con un compagno di viaggio, avevamo previsto di partecipare alla messa di Pasqua delle ore 10 proprio a Notre Dame, essendo prevista una messa gregoriana. Avevo promesso ai bambini di portarli a vedere i mitici Gargoyle (anch'essi aggiunti dall'architetto Eugène Viollet-le-Duc solo verso la metà del XIX secolo). 

Purtroppo vedremo solo i resti di un incendio speriamo estinto.

Il dolore diventa ancora più acuto, perchè il dov'era com'era è solo un messaggio politico, e ci rendiamo conto che non potremo più vedere questo meraviglioso monumento. Forse, fra alcuni anni, ce ne sarà un altro, per l'appunto, un altro.


"Era una di quelle giornate di primavera così piene di dolcezza e di bellezza che tutta Parigi, sparsa nelle piazze e sulle passeggiate, le festeggia come fossero domeniche.

In quei giorni di luminosità, di tepore e di serenità, c'è un'ora precisa in cui bisogna ammirare il portale di Notre-Dame. È il momento in cui il sole, che si appresta a tramontare, guarda quasi in faccia la cattedrale. I suoi raggi, sempre più orizzontali, si ritirano lentamente dal selciato della piazza e risalgono lungo lo strapiombo della facciata sulla quale fanno risaltare in un gioco di chiaroscuro le mille rientranze della scultura, mentre il grande rosone centrale fiammeggia come un occhio di ciclope infiammato dai riverberi della fucina.

Era proprio quell'ora."

Notre Dame de Paris, Victor Hugo (Libro 7 - Del pericolo di confidare un segreto ad una capra)