Calano gli abilitati in ingegneria, negli ultimi 12 anni dimezzato il numero delle abilitazioni
Un rapporto del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri analizza l’accesso alle professioni di ingegnere e architetto.
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“La libera professione – ha commentato Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI – è diventata molto meno attrattiva di un tempo. Basti pensare che la redditività di uno studio professionale oggi non supera il 30/35. Va aggiunto che i compensi medi per le prestazioni di ingegneri e architetti si sono ridotti drasticamente negli ultimi anni per una molteplicità di fattori che vanno dall’abolizione della tariffa minima, che ha comportato una corsa a ribassi impensabili, all’enorme concorrenza: numerose figure professionali - ingegneri, architetti, geometri, periti - spesso si contendono lavori di modesta entità applicando sconti talvolta insostenibili. Infine va considerato che l’attività del professionista tecnico è gravata oggi da responsabilità e incombenze notevolmente superiori rispetto al passato. Pertanto non ci si può meravigliare del fatto che negli ultimi dodici anni il numero di nuove abilitazioni e iscrizioni all’Albo si sia dimezzato. In questo scenario gli Ordini devono diventare più attrattivi ampliando la loro gamma di servizi. Da parte loro i professionisti dovrebbero rivolgere l’attenzione a nuovi ruoli, campi e attività di consulenza, propri dell’ingegnere che possono aprire prospettive di lavoro in ambiti nei quali la concorrenza di altre figure professionali è meno forte (PMI, BIM, Risk Management, ecc. )”.
