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Incarichi tecnici: il direttore dei lavori delle opere comunali non può diventare Responsabile dei Lavori Pubblici

ANAC: è inconferibile l’incarico di Responsabile del Settore Lavori Pubblici/Patrimonio al professionista tecnico che ha svolto diversi incarichi professionali come direttore lavori di opere comunali a favore del comune stesso

Se un professionista tecnico svolge molti incarichi come direttore dei lavori per svariate opere di un comune, non ne può diventare Responsabile dei Lavori Pubblici.

Lo ha chiarito di recente l'ANAC, l'Autorità italiana di Anticorruzione, nella delibera 550 del 16 novembre 2016, sottolineando come sia inconferibile l’incarico di Responsabile del Settore Lavori Pubblici/Patrimonio affidato da un comune (con la conseguenza che la nomina risulta nulla), in quanto il professionista incaricato - fino al momento della nomina - ha svolto diversi incarichi professionali come direttore lavori di opere comunali a favore del comune stesso, specialmente nel periodo dei due anni antecedenti il conferimento dell’incarico.

Il direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza delle opere comunali non può diventare dirigente

La nomina era avvenuta dopo che alla procedura di affidamento dell’incarico secondo le caratteristiche richieste dal Comune, aveva partecipato un solo professionista, lo stesso che aveva eseguito lavori per il Comune negli anni precedenti l’incarico, come direttore dei lavori di opere e coordinatore della sicurezza.

Le regole sull'inconferibilità degli incarichi nelle amministrazioni pubbliche

L'articolo 4 comma 1 del d.lgs. 39/2013 dispone che “A coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall'amministrazione o dall'ente pubblico che conferisce l'incarico ovvero abbiano svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall'amministrazione o ente che conferisce l'incarico, non possono essere conferiti: c) gli incarichi dirigenziali esterni, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici che siano relativi allo specifico settore o ufficio dell'amministrazione che esercita i poteri di regolazione e finanziamento”.

La ratio sottesa alla disposizione in esame è quella di assicurare che i pubblici funzionari agiscano al solo fine di perseguire e massimizzare l’interesse pubblico dominante senza che taluni interessi privati condizionino illegittimamente l’azione amministrativa.

Le sanzioni agli amministratori per la nomina inconferibile

In base al decreto legislativo 39/2013, inoltre, gli amministratori del Comune che votarono tale nomina risultano oggetto di una misura sanzionatoria: per tre mesi non possono conferire incarichi di natura amministrativa di loro competenza.


LA DELIBERA 550 DEL 16 NOVEMBRE 2022 DELL'ANAC E' SCARICABILE IN FORMATO PDF PREVIA REGISTRAZIONE AL PORTALE

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