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Intonaco termoisolante: efficace alternativa al cappotto?

Quando si parla di isolamento termico di un’abitazione si pensa immediatamente al cappotto termico. Che siano pannelli in EPS, in lane minerali o altre tecnologie, spesso, la realizzazione di un cappotto viene vista come l’unica soluzione per avere un incremento delle prestazioni termiche dell’edificio. Ma questo non è sempre vero…  vediamo perché.

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L’intonaco termoisolante è una malta caratterizzata da ridotta conducibilità termica, applicabile direttamente alla muratura per incrementarne la resistenza termica senza ricorrere necessariamente a pannelli isolanti. Il confronto con un cappotto ETICS non può però essere limitato allo spessore: occorre valutare λ di progetto, trasmittanza U della parete, continuità dell’isolamento, ponti termici, comportamento igrometrico, supporto e modalità applicative. Attraverso dati e un caso applicativo, INGENIO analizza quando l’intonaco isolante può rappresentare una soluzione tecnicamente efficace e quali verifiche deve eseguire il progettista.


Intonaci isolanti: non servono grandi spessori per ottenere le resistenze termiche di un sistema a cappotto

Perché l’idea che un intonaco termoisolante non costituisca una valida alternativa al cappotto realizzato tramite lastre è così radicata?

Ciò che spesso ci fa “scartare” a priori la scelta di intonaco termoisolante è la credenza che sia necessario applicare grandi spessori al fine di ottenere le medesime resistenze termiche di un classico sistema a cappotto.

Se questa affermazione trova riscontro nei casi di alcuni intonaci, definiti “isolanti”, ma che presentano una densità in opera anche superiore ai 500 kg/m3, è molto lontana dalla realtà quando prendiamo in esame un vero intonaco termoisolante.

Infatti, quando si riescono a raggiungere densità in opera inferiori ai 200 kg/m3, la conducibilità termica si riduce in modo pressoché lineare, fino a valori prossimi a quelli di una comune lastra isolante in EPS.

 

Intonaco termoisolante, l'alternativa al cappotto termico
Intonaco termoisolante, l'alternativa al cappotto termico (© Edilteco)

 

Intonaco termoisolante: scopriamo i vantaggi attraverso un caso pratico

Consideriamo un’abitazione in classe climatica “C”, avente una muratura in mattoni forati da 30 cm e intonaco calce-cemento. Questa abitazione, al fine di accedere al “Superbonus 110%”, dovrà raggiungere una trasmittanza delle strutture opache verticali di 0,3 W/m2k. Tale valore è raggiungibile applicando un pannello da 9 cm in EPS (𐓛=0,036 W/mK), oppure applicando 10 cm di intonaco termoisolante (tipo Isolteco Light 110, 𐓛=0,043 W/mK).

Differenziandosi tra loro per appena 1 cm di spessore, possiamo considerare le due opzioni del tutto equivalenti!

Spostando il caso studio in zona climatica “E” vedremo che, per raggiungere la trasmittanza imposta di 0,23 W/m2K, saranno necessari dei pannelli da 12 cm di EPS, contro 14,5 cm di intonaco termoisolante (tipo Isolteco Light 110).

Anche in questo caso i due sistemi si differenziano per un modestissimo aumento di spessore: appena 2,5 cm.

Sommando a tutto questo l’elevata permeabilità al vapore acqueo, combinata ad un’elevata traspirabilità (in grado di evitare i problemi relativi allo sviluppo di condensa che possono portare alla formazione di efflorescenze), gli intonaci termoisolanti possono essere considerati un’alternativa equivalente al cappotto, sia in termini prestazionali, sia in termini di praticità.

Ecco perché in Edilteco definiamo con il termine “sistema a cappotto”, non solo i sistemi che vedono l’utilizzo del classico pannello (in EPS o altro materiale), ma anche quelli realizzati tramite l’applicazione dell’intonaco termoisolante. Mantenendo la lavorabilità necessaria per un’applicazione pratica e veloce, ogni “mano” di intonaco può arrivare a 4 cm di spessore. Questo grazie anche agli speciali additivi presenti, che ne donano fluidità e plasticità.

 

Intonaci termoisolanti premiscelati Edilteco
Intonaci termoisolanti premiscelati Isolteco (© Edilteco)

 

Edilteco propone una gamma completa di intonaci termoisolanti, per adattarsi ad ogni specifica esigenza: 

  • Isolteco Light 110: intonaco superleggero premiscelato, a densità 110 kg/m3, ad elevato potere termoisolante, dotato di una conducibilità termica di soli 0,043 W/mK;
  • Isolteco 150: Intonaco premiscelato, a densità 150 kg/m3, ad elevato potere termoisolante, con conducibilità termica pari a 0,058 W/mK;
  • Isolteco 230: Intonaco premiscelato a 230 kg/m3 ad elevato potere termoisolante, con conducibilità termica pari a 0,063 W/mK.

Intonaci termoisolanti  ISOLTECO®

Isolteco è la gamma di intonaci premiscelati ad elevato potere termoisolante di Edilteco.
Si tratta di intonaci a base di leganti idraulici, perle vergini di polistirene espanso e speciali additivi. Ideale per isolamenti termici a cappotto, isolamenti termici di pareti interne, isolamenti termici a soffitto, eliminazione dei ponti termici di costruzione ed in genere, protezione delle facciate dalle acque meteoriche.

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FAQ TECNICHE: Intonaco termoisolante vs cappotto: prestazioni, spessori e differenze

Che cos’è un intonaco termoisolante?
È una malta per intonaco formulata per fornire una resistenza termica superiore rispetto agli intonaci tradizionali, attraverso aggregati leggeri e una struttura a bassa densità. Nel caso riportato nell’articolo, i prodotti considerati presentano densità comprese tra 110 e 230 kg/m³ e λ dichiarate da 0,043 a 0,063 W/(mK).  
La prestazione effettivamente utilizzabile nel progetto deve essere verificata sulla documentazione tecnica del prodotto e secondo le norme applicabili.

L’intonaco termoisolante può sostituire il cappotto termico?
In determinate condizioni può fornire una resistenza termica compatibile con l’obiettivo progettuale, ma non esiste un’equivalenza generale tra intonaco isolante ed ETICS. A parità di λ e spessore può essere confrontato il contributo alla resistenza termica; restano differenti configurazione del sistema, posa, continuità, caratteristiche meccaniche e qualificazione tecnica. Un ETICS è infatti un sistema composito costituito da più componenti valutati nella loro combinazione. 

Quali norme riguardano gli intonaci termoisolanti?
La UNI EN 998-1:2016 disciplina le malte prodotte in fabbrica per intonaci interni ed esterni a base di leganti inorganici e ne definisce requisiti prestazionali.  
Per il calcolo della resistenza termica e della trasmittanza dell’elemento edilizio è centrale la UNI EN ISO 6946:2018.  
La specifica classificazione e dichiarazione prestazionale del singolo prodotto deve essere verificata nella relativa documentazione.

Quali vantaggi offre rispetto a un isolamento realizzato con pannelli?
L’applicazione continua può risultare utile su murature irregolari, geometrie complesse e superfici nelle quali la posa di pannelli richiederebbe numerosi adattamenti. Può inoltre contribuire alla regolarizzazione del supporto e alla riduzione di discontinuità locali. La convenienza tecnica non deve però essere dedotta dalla sola facilità di posa: occorre confrontare resistenza termica ottenibile, spessori necessari, dettaglio dei nodi e prestazioni dell’intero sistema.

Quanto spessore di intonaco termoisolante occorre?
Dipende dalla λ di progetto del materiale e dalla resistenza termica richiesta. Nell’esempio originario, 10 cm di intonaco con λ dichiarata pari a 0,043 W/(mK) vengono confrontati con 9 cm di EPS λ 0,036 W/(mK); in un secondo caso sono confrontati 14,5 cm di intonaco e 12 cm di EPS.  
Questi valori sono esempi riferiti a specifiche stratigrafie e non costituiscono spessori prescrittivi generalizzabili.

Un intonaco traspirante elimina il rischio di condensa?
No. La permeabilità al vapore è una proprietà importante, ma non consente da sola di affermare che una stratigrafia sia esente da condensazione superficiale o interstiziale. Il comportamento dipende dall’intera parete, dalle condizioni termoigrometriche interne ed esterne, dai ponti termici e dalle proprietà di tutti gli strati. 

Quali sono gli errori più frequenti nella progettazione e posa?
Il primo è confrontare i sistemi utilizzando soltanto lo spessore nominale. Occorre invece utilizzare le corrette caratteristiche termiche di progetto e calcolare la U della stratigrafia completa. Altri errori riguardano la mancata verifica del supporto, la discontinuità nei nodi, spessori non conformi al ciclo applicativo, gestione insufficiente di zoccolature e imbotti e assenza di verifiche termoigrometriche. Gli spessori massimi per singola applicazione devono essere quelli indicati dal produttore.

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