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Smart Site-Smart City: Dal Cantiere a impatto zero alla città sostenibile

Cantiere a impatto zero è la proposta e l'impegno della Federazione ASCOMAC per una Politica Industriale Sostenibile delle costruzioni

A Samoter 2014 due giorni di workshop dal titolo “Smart Site- Smart City Dal Cantiere a impatto zero alla città sostenibile”

Cantiere a impatto zero è la proposta e l'impegno della Federazione ASCOMAC per una Politica Industriale Sostenibile delle costruzioni.

Ascomac in collaborazione con Autodesk, ICMQ, CNR Imamoter, e con i soci Partner DMO, Midi Equipment, e Tessari Energia, ha presentato l'iniziativa nel corso di Samoter con una due workshop dal titolo “Smart Site – Smart City. Dal cantiere a impatto zero alla città sostenibile” nei quali sono stati analizzati i vari approcci al tema.

Cantiere a impatto zero, vuol dire non solo “sostenibilità ambientale”, ma anche legalità, progettazione, formazione, gestione chiusura e certificazione dei risultati.

Hanno analizzato i vari “pilastri” di questo approccio innovativo al costruire, nella giornata di ieri l’Avv. Giovanni Catellani ed il Dr. Giacomo Ghidelli di Responsabilità e Impresa, l’Arch. Edoardo Accettulli e il Dr. Graziano Lento di Autodesk Srl, l’Ing. Leonardo Vita dell’INAIL e il Dr. Renato Delmastro CNR Imamoter; e in data odierna, l'Ing. Alfonso Ortalda, Chief Technical Officer di Engine Soft, l'Ing. Nicola Briguglio, ricercatore CNR ITAE (Istituto tecnologie avanzate per l'energia “Nicola Giordano”), l'Ing. Pietro Marani, responsabile oleodinamica per CNR Imamoter, l'Ing. Antonino Bonanno, responsabile nuovi materiali/sicurezza di CNR Imamoter, l'Ing. Roberto Paoluzzi, direttore di CNR Imamoter e l'Ing. Alberto Lodi, Responsabile Certificazione “Sistema Edificio” di ICMQ Spa.

Carlo Belvedere, segretario generale di Ascomac, spiega: «La vera sfida è riuscire a coniugare e mettere a rete il territorio attraverso il recupero e la riduzione del rischio idrogeologico, sismico e statico, le città, attraverso un attenta riurbanizzazione e riqualificazione, le infrastrutture attraverso le reti idriche, energetiche, logistiche, stradali e intermodali. Tutto questo attraverso un percorso di sostenibilità “per il lavoro” cioè l'occupazione e “per i lavori” cioè produzione distribuzione e servizi che vada verso la decarbonizzazione, vale a dire la sostituzione dei combustibili fossili, produttori di anidride carbonica, con altri più puliti». Un obiettivo delineato dall'Unione Europea per raggiungere nel 2050 un livello di emissioni di CO2 dell'80% assicurando allo stesso tempo la sicurezza energetica e la competitività delle economie dei paesi interessati.

«Cantiere a impatto zero- sottolinea Belvedere- è un forte impegno e una vera rivoluzione fatta di azioni e comportamenti che parte dalle fondamenta, diventando essa stessa parte integrante di quanto si costruisce- strada, ponte o edificio- tutto a basso contenuto di carbonio, ad elevato risparmio energetico, a ridotto consumo d'acqua e ad alta riciclabilità. E tutto questo, a partire dai prodotti, dalle macchine, dalle attrezzature impiegati, fin dalla fase di progettazione, per poi passare alla costruzione ed esercizio arrivando infine allo smaltimento a fine ciclo di vita».

L'innovazione tecnologica, ha un grande impatto nella costruzione sostenibile: vuol dire, per una impresa di costruzioni poter disporre ad esempio di macchine efficienti, a basso impatto ambientale e ridotto consumo di combustibile per ridurre il “carbon footprint” del cantiere; per i progettisti o per gli installatori, ricorrere a sistemi di fornitura energetica decentrati e basati su fonti rinnovabili, cogenerazione o pompe di calore. Infine il cliente finale, sia esso un privato o una entità pubblica può disporre di un edificio o una infrastruttura efficiente per l'intero ciclo di vita dalla sua costruzione fino alla sua dismissione. Un aspetto importante visto il lungo ciclo di vita che caratterizza questo tipo di prodotti.