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Superbonus, studio CENSIS: 115 mld di attivazione della produzione totale e ricadute positive sul risparmio energetico

CENSIS: attraverso alcune proiezioni su dati Enea si stima che in due anni gli investimenti attivati con SuperEcobonus hanno prodotto un risparmio energetico pari a circa 11.700 GWh/anno

Il Superbonus è un costo inaffrontabile per lo Stato o un'opportunità che va cavalcata e valutata aldilà delle mere spese a bilancio?

Se lo chiede, cercando di dare una risposta, il recente e interessante stuido "Ecobonus e superbonus per la transizione energetica del Paese", realizzato dal Censis in collaborazione con Harley&Dikkinson e la Filiera delle Costruzioni e scaricabile in calce all'articolo.

Nello studio, si sotolinea che i 55 miliardi di investimenti certificati da Enea fino ad oggi per il SuperEcobonus hanno attivato direttamente un valore della produzione nella filiera delle costruzioni e dei servizi tecnici connessi pari a 79,7 mld di euro (effetto diretto) a cui si aggiungono 36 mld di produzione attivati in altri settori del sistema economico connesso alle componenti dell'indotto (effetto indiretto). L’occupazione totale attivata è stimata in 900 mila unità.

Lo studio è stato presentato da Andrea Toma, responsabile dell’area Economia, Lavoro e Territorio del Censis, e discusso da Ilaria Bertini, Direttrice del Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’Enea, Stefano Betti, Vicepresidente Ance, Stefano Crestini, Presidente Anaepa Confartigianato Edilizia, Alessandro Ponti, Amministratore Delegato Harley&Dikkinson, Enzo Ponzio, Presidente Nazionale Cna Costruzioni, Marco Ribaldone, Presidente Assocond-Conafi, Armando Zambrano, Presidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Massimiliano Valerii, Direttore Generale Censis, con Maurizio Leo, Viceministro dell’Economia e delle Finanze.

Interventi di riqualificazione immobiliare e bonus edilizi: da cosa nasce lo studio CENSIS

Lo studio - si legge nella premessa - costituisce un contributo alla riflessione sull’insieme degli incentivi finalizzati a interventi di riqualificazione immobiliare, provvedimenti che mirano all'innalzamento del livello di efficienza energetica degli edifici, al contenimento del rischio di danni agli immobili nelle zone esposte ad eventi sismici, alla facilitazione degli interventi di manutenzione e al recupero della qualità abitativa nei centri urbani e in ambito extra urbano.

Data la rilevanza degli obiettivi generali del pacchetto “ecobonus” e “superbonus” - oggi anche coerenti con la strategia di contenimento dell’emergenza provocata dal deciso innalzamento dei costi dell’energia e dall’incertezza dell’approvvigionamento delle fonti energetiche - l’attuazione degli interventi ha sviluppato un’ampia discussione sulle modalità e sui meccanismi pensati e messi in campo per rendere efficace il pacchetto rispetto agli obiettivi e, nello stesso tempo, ha posto l’attenzione sulla sostenibilità finanziaria degli strumenti e sull’effettiva esecuzione e rendicontazione degli interventi.

I numeri del Superbonus

Secondo gli autori dello studio, ogni intervento sulla rimodulazione dei Superbonus dovrebbe basarsi sulla valutazione di più parametri, non soffermandosi esclusivamente sul disavanzo di bilancio generato dalla spesa per gli incentivi alla riqualificazione degli edifici.

Il CENSIS evidenzia che:

  • metodologie di calcolo che poggiano sulla Matrice delle interdipendenze settoriali elaborate dall’Istat, nonché su dati di Contabilità nazionale, consentono di stimare che i 55 miliardi di investimenti certificati da Enea fino ad oggi per Super ecobonus hanno attivato direttamente un valore della produzione nella filiera delle costruzioni e dei servizi tecnici connessi pari a 79,7 mld € (effetto diretto) a cui si aggiungono 36 mld € di produzione attivati in altri settori del sistema economico connesso alle componenti dell'indotto (effetto indiretto). L’occupazione totale attivata è stimata in 900milla unità;
  • una spesa così consistente si stima abbia generato un gettito fiscale altrettanto consistente. Non è un caso che proprio nel 2022 il Mef registri un rilevante incremento del gettito rispetto all’anno precedente (c.d. extra gettito), pari all’11% tra gennaio e settembre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ verosimile pensare che proprio la consistente mole di lavori attivati in edilizia negli ultimi 12 mesi, abbiano contribuito almeno in parte alla formazione dell’extra-gettito. Occorre considerare che, attivando il Super ecobonus una produzione consistente per via degli effetti moltiplicativi, il gettito fiscale derivante da tale produzione aggiuntiva inciderebbe per circa il 70% della spesa a carico dello Stato, il che significherebbe che 100 euro di spesa per incentivo, costerebbero in modo effettivo allo Stato 30 euro, ridimensionando in questo modo il valore reale del disavanzo generato dall’incentivo stesso;
  • nel 2021, il valore aggiunto delle Costruzioni è aumentato del 21,3% rispetto all’anno precedente. Nel Mezzogiorno la crescita è stata pari al 25,9%, nel Nord Ovest del 22,8%. Più contenuta al Centro (16,3%) e nel Nord Est (18,5%);
  • nel solo periodo compreso fra gennaio e ottobre 2022, si stima che l’impatto occupazionale del Super ecobonus sia stato pari a 636 mila addetti attivati, di cui 411 mila diretti (nel settore edile, dei servizi tecnici e dell’indotto);
  • l’incremento medio del valore immobiliare delle unità abitative che hanno beneficiato della riqualificazione energetica è stimato fra il 3% e il 5%, a seguito di un salto di classe energetica dell’immobile.

Non solo. Il CENSIS sottolinea che per quanto attiene agli obiettivi di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale, alcuni esiti risultano particolarmente incoraggianti:

  • attraverso alcune proiezioni su dati Enea si stima che in due anni gli investimenti attivati con SuperEcobonus hanno prodotto un risparmio energetico pari a circa 11.700 GWh/anno. Insieme ai circa 150 GWh/anno di nuova potenza rinnovabile installata, è possibile stimare un minor consumo di gas per gli edifici residenziali pari a 1,1 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Se il dato fosse confermato, questo risparmio sarebbe pari a circa il 40% del risparmio energetico che il Piano emergenziale di riduzione dei consumi del settore domestico si prefigge di realizzare nell’autunno-inverno 2022-2023;
  • considerando unitamente gli interventi finanziati dai bonus edilizi “ordinari” fino al 2020 e quelli finanziati attraverso il SuperEcobonus si arriverebbe ad un risparmio stimabile in circa 2 miliardi di metri cubi di gas, pari ad oltre i 2/3 di tutti i risparmi di gas previsti in Italia dalle ultime misure di riduzione dei consumi per il settore domestico (2,7 miliardi di metri cubi di gas da risparmiare);
  • la riduzione nelle emissioni di Co2 generati da interventi con SupeEcobonus è stimabile in 1,4 miliardi di tonnellate di mancate emissioni, contribuendo alla riduzione dell’impronta ecologica del patrimonio edilizio italiano e conseguendo risultati importanti nei processi di transizione ecologica del Paese.

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