Sismica
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Terremoto: a Marradi scossa di magnitudo 4.9 a una profondità di 8 km

Un terremoto di magnitudo Mw 4.9 è avvenuto nella zona: 3 km SW Marradi (FI), il 18 settembre 2023 alle ore 5:10:14 con coordinate geografiche (lat, lon) 44.0580, 11.5870 ad una profondità di 8 km.

La nostra redazione ha sentito alcuni tecnici locali. Ecco quanto è emerso.

"La prima è stata una botta secca, la seconda più prolungata di alcuni secondi, che ha portato le persone a scendere in strada, poi tante scosse di assestamento. Al momento abbiamo osservato delle setolature e delle fessurazioni sui tramezzi e sui collegamenti, e al di fuori degli edifici danni minori come la caduta di calcinacci e qualche comignolo. Ovviamente ora si dovrà procedere a verifiche tecniche più attente."

Terremoto dove è avvenuto il terremoto (Fonte: INGV)

Terremoto scuote l'Appennino Tosco-Romagnolo: zone di Forlì e Firenze più colpite

Il terremoto che ha colpito l'Appennino Tosco-Romagnolo nelle prime ore della mattinata ha provocato danni nelle aree limitrofe a cominciare da Marradi e Tredozio, i comuni più vicini.

Molti cittadini sono stati svegliati bruscamente dalle scosse, con molti che hanno descritto di essere stati "buttati giù dal letto" e di aver sentito il loro letto oscillare intensamente.

Accelerazioni e contenuto impulsivo Jerk nel sisma del 18 settembre 2023 a Marradi: prime considerazioni
Per l’evento sismico del 18 settembre 2023 con epicentro nel Comune di Marradi (Firenze) viene presentata una prima valutazione sulle accelerazioni e sul contenuto impulsivo o ad alta frequenza jerk per le componenti orizzontali e verticali, al fine di valutarne le entità dei picchi e delle frequenze dominanti. Il jerk, variazione dell’accelerazione e origine delle sollecitazione impulsive, viene caratterizzato in ragione del danno conseguente alla sua durata.

LEGGI L'APPROFONDIMENTO

Il Presidente dell'INGV sottolinea la sismicità della zone

Secondo l'Ingv, la zona di Marradi, dove è avvenuto l'epicentro del sisma, è nota per la sua alta pericolosità sismica.

La mappa della sismicità storica mostra che l'area ha avuto numerosi terremoti significativi nel passato, come quelli del 1542, 1919, 1661 e 1725.

Il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni, ha commentato la situazione su Rainews24, sottolineando la storica attività sismica dell'area: "Questa è un'area estremamente sismica legata all'estensione dell'Appennino tra Toscana e Emilia Romagna". Doglioni ha richiamato l'attenzione sui precedenti terremoti nella stessa zona, come quello di magnitudo 6,4 del 1919.

Dello stesso avviso anche Carlo Meletti (INGV - Pisa) che al "Giornale della Protezione Civile" ha dichiarato che questo terremoto "è stato simile a quelli che avvengono sull'appennino (di tipo "distensivo") dove cioè si stanno allontanando due porzioni di crosta. Tutto l'Appennino si muove verso Nord-Est, verso l'Adriatico, però c'è una porzione, quella più esterna, quella dell'Emilia-Romagna, che si muove più velocemente della parte interna, quella toscana. Quindi questa differente velocità fa sì che si allontanino le due porzioni di crosta. Sicuramente le scosse continueranno, anche per diversi giorni, ma non sappiamo per quanti e se ce ne sarà una più intensa di altre. Stiamo comunque parlando di una zona notoriamente sismica, e colpita anche da terremoti importanti, basti ricordare quello che nel 1919 colpì il Mugello"

La storicità sismica del territorio (Fonte: INGV)

Scuole chiuse e danni agli edifici

Mentre molti sindaci della zona hanno adottato precauzioni chiudendo le scuole, a Tredozio, il sindaco Simona Vietina ha riferito di danni significativi in paese, incluso al municipio. Le attività scolastiche sono state spostate in tende provvisorie, dal momento che le scuole del paese sono state dichiarate inagibili.

Mentre le autorità locali continuano a monitorare la situazione, vi è una sensazione collettiva di solidarietà tra i residenti, sperando che non ci siano ulteriori scosse e che la zona possa recuperare rapidamente.

Già poche ore dopo la scossa ci si è subito mossi per dare un aiuto ai cittadini sfollati, con brandine e coperte, oltre all'installazione di alcune tende pneumatiche mini-modulo

Negli ultimi 30 anni nella zona ci fu solo una scossa più forte rispetto a questa, nel 2003 (Mw 5.2)

Negli ultimi decenni, l'area nei dintorni del Comune di Marradi è stata oggetto di un'attività sismica significativa. Dal 1985 a oggi, nel raggio di 30 km dalla zona di interesse, sono state registrate migliaia di scosse, tutte di magnitudo inferiore a quella dell'evento sismico di questa mattina. Tuttavia, va notato un eccezionale evento del 14 settembre 2003 a Loiano (BO), che ha raggiunto una magnitudo di Mw 5.2, attestandosi come uno dei terremoti più significativi nell'area.

Una panoramica della sismicità storica nell'area entro un raggio di 30 km dal Comune di Marradi rivela due aree distintive caratterizzate da una sismicità storica rilevante. A nord e a est, l'Appennino faentino-forlivese ha registrato terremoti significativi nel 1661 (Mw 6.0), nel 1725 (Mw 5.7) e la sequenza sismica dell'aprile-luglio 1781, con due eventi di magnitudo Mw 6.1 e 5.6. Invece, a sud-ovest, la regione del Mugello ha sperimentato due terremoti di notevole magnitudo: nel 1542 e nel 1919, entrambi con una magnitudo Mw superiore a 6.0.

Riducendo l'area di osservazione a un raggio di 20 km, emergono dettagli interessanti sulla storia sismica dell'area più prossima a Marradi. Nel corso dell'ultimo millennio, si sono verificati solo circa una trentina di terremoti in questa zona, quasi tutti rientranti nella classe di energia compresa tra magnitudo Mw 4 e 5. Questi eventi sismici, sebbene meno intensi rispetto a quelli menzionati in precedenza, continuano a contribuire al quadro della sismicità storica della regione.

Rilevante, inoltre, è l'osservazione dei terremoti "locali" nel senso più stretto, cioè quelli verificatisi entro un raggio di soli 10 km da Marradi. Tra questi, vanno menzionati l'evento del 29 dicembre 1892 a Palazzolo sul Senio, con una magnitudo di Mw 3.9, e il terremoto del 15 dicembre 1931 nel Mugello, con una magnitudo di Mw 4.6. Questi eventi, pur essendo di magnitudo inferiore rispetto ad altri nella regione, hanno avuto un impatto significativo nelle comunità locali, sottolineando l'importanza di monitorare e comprendere la sismicità dell'area.

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