Da EURAC gli energy hub, i moduli idronici per il monitoraggio dei consumi energetici nelle case

14/10/2016 2685
È l’energy hub: una unità idraulica prefabbricata che gestisce gli impianti di riscaldamento e semplifica la ristrutturazione. Ricercatori europei e imprese al lavoro per immetterlo sul mercato.
 
Al 47 di Calle de la Canción del Olvido a Madrid, lo scorso inverno gli inquilini hanno riscaldato i loro appartamenti con stufe elettriche e a gas. Quest’anno possono contare su un sistema più intelligente e basato su energia rinnovabile: l’edificio spagnolo è il primo complesso europeo dov’è stato installato l’energy hub targato EURAC Research.
 
Si tratta di una unità idraulica prefabbricata, quindi semplice da installare e manutenere, che gestisce gli impianti di riscaldamento di un condominio e ne controlla i consumi energetici. A trasformare l’idea in un prodotto concreto è stato un team di ricercatori europei coordinato da EURAC Research.
Ora, nella cornice di un’ampia ricerca europea sulle tecnologie di risanamento energetico, il centro di ricerca altoatesino guiderà un nuovo gruppo internazionale per portare questo prodotto sul mercato.
 
Si installano nel locale caldaia dei condomini e, agli occhi dei non addetti ai lavori, si presentano come delle scatole da cui partono una serie di tubi.
Ma è guardando all’interno che gli energy hub mostrano la loro natura: “un sistema di valvole, pompe e sistemi elettronici di controllo e di misura pronto all’uso che rivoluziona il lavoro di idraulici e impiantisti. Lhub gestisce gli impianti idraulici di un edificio, dalla fornitura di acqua calda sanitaria ai sistemi di riscaldamento e raffrescamento, tenendo sempre monitorati i consumi” spiega Roberto Fedrizzi di EURAC Research, ideatore del sistema.

Lo sviluppo dell’energy hub è solo uno dei risultati raggiunti dal gruppo che per quattro anni ha lavorato con un finanziamento europeo di oltre sette milioni di euro su tecnologie innovative in grado di semplificare la ristrutturazione energetica.
Gli esperti guidati da EURAC Research hanno sviluppato anche sistemi per l’involucro, per lo sfruttamento del potenziale climatico delle diverse zone europee e per la gestione delle informazioni relative alle prestazioni e ai costi lungo la vita di un edificio.
“Ora coordineremo una nuova fase di ricerca dedicata all’industrializzazione di queste tecnologie, finanziata dall’Unione Europea con altri quattro milioni di euro. Questo è un punto di orgoglio per noi, perché la competizione per questi finanziamenti è molto alta e coinvolge realtà d’eccellenza in tutta Europa.
 
L’Unione investe sulla nostra attività perché, in questo e in altri casi, i nostri progetti di ricerca fanno da traino per l’industria,” commenta Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le Energie Rinnovabili di EURAC Research.
Roberto Lollini, esperto di efficienza energetica di EURAC Research che coordina questa seconda fase di lavoro, spiega come continuerà il lavoro dei ricercatori: “Insieme a partner europei provenienti dal settore industriale, dei servizi e della ricerca testeremo le tecnologie in laboratorio e in diversi edifici, per renderle più robuste e pronte per il mercato”. In particolare, l’energy hub, verrà ottimizzato, puntando a un equilibrio tra costi di produzione e semplicità di funzionamento, e, ottenute le certificazioni necessarie, sarà messo a catalogo da una ditta. A quel punto i progettisti potranno sceglierlo al pari di altri componenti attualmente sul mercato.
L’obiettivo di lungo periodo di queste ricerche è incentivare il più possibile l’utilizzo di tecnologie che permettono di velocizzare i processi di risanamento, ridurre i costi e rendere i risultati misurabili. Per questa ragione i ricercatori si concentreranno anche sulla formazione degli utilizzatori e sullo sviluppo di modelli di business rivolti agli investitori.