Consultazione Pubblica il tema del valore legale del titolo di studio

Il valore legale del titolo di studio è stato oggetto, nel corso degli ultimi anni, di un dibattito che ha coinvolto istituzioni, forze politiche e larghi strati dell’opinione pubblica, a livello nazionale e, prima ancora, europeo.

Il 27 gennaio 2012, al termine del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato di voler sottoporre a consultazione pubblica il tema del valore legale del titolo di studio, affidandone la gestione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. È una scelta che segna un elemento distintivo importante rispetto al passato. Quella che, in Europa, è oramai una prassi consolidata, in Italia ha trovato solo timide e sporadiche applicazioni.Lo scopo della consultazione è acquisire elementi di valutazione, spunti di riflessione, osservazioni e proposte da parte di tutti gli interessati.
Consultare i cittadini sui temi di maggiore interesse per la società civile è estremamente importante.
L’apertura ai contributi esterni di coloro che hanno un interesse nei confronti della decisione pubblica assicura numerosi benefici:
a. Primo tra tutti quello della trasparenza. Maggiore partecipazione alla costruzione dei contenuti delle decisioni significa assicurare ai cittadini uno strumento ulteriore di controllo sull’attività delle amministrazioni.
b. Secondo beneficio, non meno importante, è quello dell’accessibilità: per i cittadini, un governo più inclusivo e disposto ad ascoltare, e accogliere, le opinioni dei destinatari delle decisioni. A sua volta, dalla partecipazione il Governo trae indicazioni preziose, utili a modellare la propria attività sulla base delle esigenze concrete della “base”, i cittadini e le imprese.
c. Il terzo vantaggio, infine, è l’allineamento ai principi generali europei in tema di consultazioni pubbliche. In Europa, infatti, la condivisione dei contenuti delle decisioni pubbliche costituisce da tempo una prassi consolidata. Ed è proprio in questa direzione che muove il Governo. Rendere cioè lo strumento consultivo una pratica diffusa, da utilizzare in tutte le occasioni in cui un tema particolarmente complesso e dibattuto divida l’opinione pubblica.

Il processo di consultazione prevede varie fasi:
a. La prima è quella dell’acquisizione delle opinioni. In questa fase tutti quelli che sono interessati hanno la possibilità di rispondere ad alcuni Quesiti ed esprimere così la propria preferenza in merito al tema. Compilato il Questionario, ai partecipanti è data facoltà di chiedere che i propri contributi non siano pubblicati.
b. Al termine della consultazione, i contributi ricevuti saranno pubblicati, in forma anonima, sul sito istituzionale del MIUR. Il Ministero elaborerà anche un documento riepilogativo che sarà oggetto di pubblicazione.
c. Gli esiti della consultazione costituiranno il presupposto per tutte le proposte da sottoporre al Consiglio dei Ministri oltre che per i provvedimenti del Ministero.
d. Il MIUR potrà altresì organizzare uno o più seminari per la discussione del tema trattato anche con riferimento al contesto europeo e al panorama internazionale.

La consultazione si svolge esclusivamente in modalità telematica.
Per partecipare è necessario, nell’ordine:
1. cliccare sul banner “Vai all’applicazione per la consultazione pubblica on line” ;
2. nella schermata “Autenticazione”, cliccare sulla voce “Registrati”;
3. inserire tutte le informazioni richieste tra cui il proprio indirizzo di posta elettronica;
4. tornare nella schermata “Autenticazione” e inserire le proprie credenziali di accesso (username e password) inviate all’indirizzo di posta elettronica indicato;
5. nella schermata “Contenuti del Questionario”, selezionare una o più Tematiche (I, II, III, e/o IV) di interesse in relazione alla/e quale/i si intende offrire il proprio contributo;
6. selezionare uno o più Quesiti, contraddistinti da una numerazione progressiva;
7.
a) salvare il lavoro svolto se si desidera, in seguito, accedere nuovamente al sistema per effettuare modifiche e/o integrazioni;
b) salvare il lavoro svolto; autorizzare/non autorizzare la pubblicazione delle risposte fornite; cliccare sul comando “Invia” se si desidera concludere, in via definitiva, la propria partecipazione alla consultazione.

La partecipazione si intende utilmente effettuata anche qualora il contributo sia stato reso con riferimento solo ad alcuni dei Quesiti proposti.
Si segnala che è possibile accedere al documento di consultazione un numero illimitato di volte prima dell’inoltro definitivo; una volta eseguito l’inoltro di cui al punto 7 lettera b), non sarà possibile effettuare ulteriori accessi.
Per ulteriori chiarimenti sulle modalità di svolgimento, è possibile inviare le relative richieste all’indirizzo di posta elettronica: consultazionepubblica@istruzione.it.

Il sito di riferimento: http://www.istruzione.it/web/ministero/consultazione-pubblica

Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su