I sistemi radianti per le riqualificazioni

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Come gli scorsi anni, per tutto il 2018, sono state confermate le detrazioni fiscali al 50% per le ristrutturazioni e al 65% per interventi di efficienza energetica con alcune modifiche. Nel presente articolo vengono descritte le potenzialità e le caratteristiche dei sistemi radianti per le riqualificazioni degli edifici.

L’approccio alle riqualificazioni

Diversi sono i vincoli che si devono tenere in considerazione quando si progettano le riqualificazioni. A questi si sommano le richieste da parte della committenza. Unendo questi due aspetti si possono determinare le linee guida per la scelta dei sistemi impiantistici  da installare, in modo da rispondere puntualmente a tutte le richieste. Di seguito è schematizzato l’iter da seguire per analizzare lo stato di fatto e definire le scelte da adottare nella riqualificazione.

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Figura 1. Sette passi per definire la riqualificazione

Come primo passo è necessario fotografare e documentare lo stato di fatto: i sistemi impiantistici, le altezze, gli spessori, i materiali, gli spazi ecc.
L’analisi e la diagnosi energetica si potrà focalizzare sui consumi prima della riqualificazione (bollette, spese condominiali, contatori ecc), sul monitoraggio degli ambienti interni e sull’analisi della struttura e degli impianti mediante termografie, sondaggi, analisi della documentazione esistente (Figura 2).

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Figura 2.Analisi e diagnosi energetica

È di fondamentale importanze la fase 3, ovvero la valutazione dei vincoli che possono essere relativi alla struttura, ai materiali, architettonici, impiantistici ecc, come rappresentato di seguito. 

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   Figura 3.Valutazione dei vincoli (strutturali, di spazio, di tempo, della committenza, …)

Segue la fase della scelta delle soluzioni di riqualificazione, che possono riguardare l’involucro, la struttura e gli impianti e combinazioni di questi. Un esempio di combinazione tra riqualificazione dell’involucro e degli impianti è l’installazione di un sistema radiante a parete che riduce la trasmittanza dell’elemento e, contemporaneamente lo rende componente attivo per la climatizzazione.
La valutazione del risparmio energetico ottenibile è un altro importante tassello. Un esempio è riportato in Figura 4, ne quale è rappresentata la percentuale di riduzione di energia primaria per diverse soluzioni impiantistiche e un’unica soluzione di involucro (sostituzione infissi e installazione cappotto esterno).

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Figura 4. Esempio di analisi energetica per diverse soluzioni di riqualificazione dell’involucro abbinate a sistemi impiantistici

Per quanto riguarda i costi e i tempi di ritorno l’analisi dovrà essere fatta anche tenendo in considerazione gli incentivi fiscali e le agevolazioni disponibili.

Quale sistema scegliere?

Una delle più frequenti domande che viene posta sul tema “sistemi radianti e riqualificazioni” è

                            “Qual è il miglior sistema per le riqualificazioni degli edifici?”.

Dare una risposta univoca non è facile, ma la più semplice e rapida è: dipende. Ma da che cosa?

Prima di tutto dipende dalla tipologia edilizia: edifici residenziali, per uffici, chiese ed edifici scolastici hanno caratteristiche è requisiti molto diversi. Edifici con vincoli architettonici dovranno essere analizzati approfonditamente per trovare la soluzione impiantistica meno invasiva, più conservativa e, contemporaneamente più efficiente.  
Oltre alla destinazione d’uso un aspetto di grande importanza è l’utilizzo: il sistema radiante potrà essere scelto a bassa, media, alta o altissima inerzia in funzione degli orari di presenza delle persone e delle loro necessità. Un sistema ad alta o altissima inerzia (come i sistemi TABS – sistemi ad attivazione termica della massa) sono in grado di mantenere temperature costanti per molte ore, evitando rapide variazioni di temperatura (sia in accensione che in spegnimento). Tale aspetto potrebbe risultare svantaggioso per edifici con uso discontinuo come le chiese oppure alcune parti di edifici per uffici. 

Il secondo dipende riguarda invece le caratteristiche dell’immobile oggetto della riqualificazione: è un intero edificio? Un singolo appartamento? Quali caratteristiche ha l’involucro – è molto disperdente oppure no? 

Un altro dipende riguarda lo stato dell’immobile e l’entità dei lavori di ristrutturazione: l’edificio verrà completamente rifatto oppure oggetto delle modifiche è solo un parte? 

Un altro importante aspetto da considerare riguarda gli impianti di generazione e di distribuzione al servizio dell’edificio. Per gli edifici residenziali il sistema radiante andrà infatti scelto tenendo in considerazione la tipologia di impianto (ad esempio se è centralizzato, singolo o a servizio di alcuni appartamenti), la tipologia di generatore (caldaia, pompa di calore, chiller ecc.)

Un altro aspetto di grande importanza riguarda lo spessore a disposizione: molto spesso infatti i sistemi per le riqualificazioni vengono scelti sulla base del minor spessore (sia che si tratti di pavimento che di soffitto).

Un ulteriore tema da affrontare riguarda le tempistiche di cantiere. Se sono necessari ridotti tempi di installazione si  potrà optare per un sistema radiante a pavimento con strato di supporto a secco oppure per un sistema radiante a soffitto.