Regolamento edilizio tipo: al club si iscrive anche la Regione Lombardia. Il punto della situazione

La Lombardia è la tredicesima Regione a dotarsi del Regolamento Edilizio Tipo, dopo Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto e Basilicata. L'aggiornamento completo

Lombardia aderisce al Regolamento edilizio tipo: le ultimissime

Anche la Lombardia entra nel club del regolamento edilizio tipo (o unico): con notevole ritardo (si tratta di un'Intesa in CU del 20 ottobre 2016, dove si approvò un preciso schema di regolamento uniforme), è la tredicesima regione italiana ad aderire grazie alla delinbera proposta dall'assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni, di concerto con l'assessore al Bilancio e Semplificazione Davide Caparini.

Ricordiamo che l'ossatura di base del RET è rappresentata dalle 42 definizioni standard, cui i comuni si devono attenere per la redazione dei regolamenti.

In virtù di quanto sopra esposto, quindi, i comuni lombardi dovranno adeguarsi entro e non oltre 180 giorni e il mancato adeguamento comporterà comunque la diretta applicazione delle definizioni uniformi che prevarranno sulle disposizioni comunali. A tal fine l'assessore nei prossimi giorni scriverà una lettera a tutti i sindaci fornendo loro le prime indicazioni per procedere all'adeguamento. Inoltre, sono stati già previsti quattro incontri di accompagnamento sul territorio, uno a Milano e altri tre a Brescia, Lecco e Lodi. In queste sedi ai tecnici e amministratori comunali verrà fornito un testo commentato, per aiutarli a ridefinire i regolamenti edilizi.

Regolamento edilizio tipo: tutte le regioni 'aderenti'

Siamo, in totale, a 12 regioni entrate nel 'club', tra l'aprile 2017 e l'ottobre 2018. Oltre alla Lombardia, hanno recepito infatti la normativa l'Abruzzo (dicembre 2017), la Campania (maggio 2017), la Calabria (dicembre 2017), l'Emilia-Romagna (giugno 2017), il Lazio (maggio 2017), la Liguria (aprile 2017), le Marche (maggio 2018), la Puglia (aprile 2017), il Piemonte (novembre 2017), il Veneto (novembre 2017), la Toscana (maggio 2018) e la Basilicata (giugno 2018).

Regolamento edilizio tipo: il punto

Ricordiamo in primis che le 42 definizioni uniformi (contenute nell'Allegato A al Regolamento), trattano in pratica tutte quelle comuni, dalla “superficie netta alla “superficie utile”, dal “soppalco” alla “sagoma”, oppure anche solo “l’altezza dell'edificio”.

L'Allegato B elenca invece 118 norme statali che hanno un impatto sull'edilizia: nel nuovo regolamento comunale, in ogni caso, qualsiasi norma statale viene richiamata esclusivamente attraverso il rinvio all'Allegato B. Il regolamento edilizio tipo si articola pertanto in due parti:

  • Principi generali e disciplina generale dell'attività edilizia;
  • Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia.

Tra i principi generali, sono compresi la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati.

Le disposizioni regolamentari comunali contengono invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari. In ogni caso, gli da perseguire riguardano semplificazione, igiene pubblica, estetica, incremento della sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e riqualificazione urbana.

Tempistiche e recepimento (tempistiche originarie)

Le Regioni avevano 180 giorni (termine massimo, scadenza 18 aprile 2017) per adeguarsi al regolamento: in caso di recepimento, il comune è a sua volta obbligato ad adottarlo entro i successivi 180 giorni. In assenza di recepimento ufficiale, scaduti i 180 giorni, le definizioni uniformi e le norme sovraordinate (statali e regionali) “trovano diretta applicazione”.

Se invece le regioni non si adeguano entro la scadenza - ma non sono previste sanzioni - il comune può recepire il regolamento ma non è obbligato a farlo. E, in ogni caso, Il recepimento delle definizioni uniformi non comporta la modifica degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dal piano comunale vigente.

I documenti utili