Regno Unito: la strategia del governo di sua maestà per l’innovazione del settore produttivo delle costruzioni

Nella periodica riunione di fine Maggio dell’International Council di buildingSMART International, l’organismo tecnico-scientifico senza fini di lucro che produce e diffonde le tecnologie di interoperabilità tra i programmi software impiegati nel settore delle costruzioni, lo StandarD ISO 16739 IFC – Industry Foundation Classes, il Dr. Ing. Mark Bew, Presidente del Capitolo U.K. & Ireland di buildingSMART, ha presentato per esteso la politica tecnica che il Governo Britannico intende attuare per conseguire l’obiettivo del risparmio del 20% sui costi del settore delle costruzioni della Pubblica Amministrazione entro il 2016.
Lo stato dell’arte attuale nello sviluppo dell’iniziativa di programmazione e messa in atto dell’innovazione si riconosce nel “livello2” dello schema che rappresenta la direzione di sviluppo dell’applicazione di tecnologie digitali prevista per il governo dell’intero settore e per le competenze tecniche degli operatori.

Fig 1: ROADMAP – B/555 Committee. Design Construction & Operation Data Process & Management. Il grafico mostra i “livelli di maturità” nel modello di processo. Da: BIM Management for value, cost & carbon Improvement.


La dimensione economica delle attività del settore e della filiera afferente nel Regno Unito è calcolato in circa 30 miliardi di Sterline (più di 35 miliardi di Euro): è su questa grande massa di valore che si esercita lo sforzo del Governo di Sua Maestà per ridurlo del 20% entro il 2016, cioè di procurare un risparmio per la collettività di 6 miliardi di Sterline. A compiere questo sforzo collettivo sono chiamati tutti i portatori di interesse: l’insieme degli operatori economici afferenti al mercato delle costruzioni attua un’azione di “spinta”; dalla parte opposta i Committenti, specie quelli pubblici, sono impegnati a “tirare” il più possibile la corda del risparmio. Il progetto del Governo Britannico conta di far convergere il più possibile questi sforzi, coinvolgendone gli attori in un percorso virtuoso di cooperazione all’innovazione e all’efficienza.

Fig 2: Il grafico mostra le fasi di sviluppo ed i correlati livelli di definizione della documentazione di progetto e offerta scanditi lungo il processo. Da: BIM Management for value, cost & carbon Improvement.


Proponenti e sostenitori di questa strategia sostengono che non si tratta di sottrarre valore al ciclo economico delle costruzioni, limitando il flusso di denaro immesso nel ciclo dai committenti e insieme strizzando i profitti degli imprenditori, sfruttando la contrapposizione tra i due principali schieramenti di operatori (quindi riducendo di fatto il valore complessivo prodotto), invece impiegando tutti i mezzi possibili per ridurre le occasioni di spreco e di perdita di valore annidato in ogni piega buia del ciclo produttivo e della filiera. Quindi, secondo gli epigoni della digitalizzazione integrale di tutte le fasi del processo, committenti e imprenditori non avranno necessariamente interessi contrapposti, ma entrambi godranno del maggior valore complessivo prodotto dall’efficienza e dalla trasparenza, madre di una sana competizione. Non sfugge ai nostri colleghi britannici la complessità e la delicatezza del progetto: sono consapevoli che basterebbe una smagliatura della catena – filiera da parte da uno dei portatori d’interesse dotato di influenza decisiva, per rompere la fattibilità dell’intero disegno: quindi è essenziale promuoverne prima di tutto la conoscenza, poi la condivisione, facendo emergere le zone di vantaggio dovute al maggiore risparmio o al migliore servizio comunque generabili dal circolo virtuoso cui vorrebbero si ispirasse l’intera Comunità. Da qui l’intervento diretto del Governo con l’istituzione di un apposito “Cabinet” ministeriale.

Fig 3: Il modello digitale 3D, ‘Object Oriented’ e parametrico per il progetto di H.M.P. Cookham Wood, the Prison Project. Da: Nick Nisbet, Nick Tune. UK Government BIM and COBie, buildingSMART UK & Ireland.