Pavimenti sopraelevati per interni: caratteristiche tecniche e normativa di riferimento per un corretto utilizzo

Cosa sono i pavimenti sopraelevati, o galleggianti?

Si definiscono pavimenti sopraelevati, o galleggianti, quei sistemi a pavimento che prevedono il piano di calpestio sopraelevato rispetto al piano del massetto/solaio.

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Fino a qualche tempo si parlava solamente di pavimenti sopraelevati da interno ma negli ultimi anni sono apparsi sul mercato anche i sistemi modulari per pavimenti sopraelevati da esterno. Dato il loro ampio impiego, i pavimenti sopraelevati sono divenuti una vera e propria categoria merceologica nel settore delle pavimentazioni. 

In questo articolo, che non vuole essere un manuale di progettazione e d’uso ma un semplice strumento informativo, parleremo dei pavimenti sopraelevati da interno che si differenziano sostanzialmente dai pavimenti sopraelevati da esterno per i materiali utilizzati, i sistemi di posa e le implicazioni di carattere tecnico normativo. Le pavimentazioni sopraelevate da esterno saranno approfondite a breve con un articolo dedicato.

I singoli moduli di un pavimento sopraelevato hanno generalmente una dimensione standard di 600x600 mm, non manca però la possibilità di utilizzare moduli di altro formato da impiegare in particolari progetti.

Funzioni principali del pavimento sopraelevato da interno

Essenzialmente, lo scopo principale del pavimento sopraelevato consiste nel creare un “vano tecnico” che permette di alloggiare gli impianti tecnici e le connessioni di ogni genere (elettriche, telefoniche, informatiche, adduzione, espulsione di fluidi, ect). Il “vano tecnico” ha la caratteristica di essere facilmente ispezionabile, in qualsiasi punto della pavimentazione, qualora si renda necessario un intervento di manutenzione o di adeguamento degli impianti sottostanti.

Inoltre, un pavimento sopraelevato garantisce un'organizzazione funzionale ed efficiente degli spazi in quanto offre ai progettisti la possibilità di creare ambienti che si svincolano architettonicamente dalla distribuzione del sistema impiantistico. Si tratta di una tipologia di pavimentazione la cui installazione è ideale in tutti gli ambienti destianti ad uso direzionale, commerciale, ristorativo ed espositivo; ambienti per i quali è richiesta una maggior flessibilità d'uso degli spazi e di costante adeguamento alle moderne soluzioni tecnologico-impiantistiche.

Il pavimento sopraelevato, se correttamente progettato offre anche:

  • innegabili vantaggi riguardo l’isolamento acustico e termico dell’ambiente;
  • la possibilità di installare un nuovo pavimento su un pavimento esistente comportando una riduzione dei costi di intervento ma anche di salvaguardia dell’esistente (si pensi agli edifici storici vincolati);
  • la possibilità di considerare i pavimenti sopraelevati come pareti mobili, offrendo vantaggi e sgravi fiscali
  • vantaggi circa il dimensionamento delle strutture e sul calcolo sismico; un pavimento sopraelevato arriva a pesare circa 50 kg/mq.
    Si tratta di una riduzione di carico sul solaio portante notevole rispetto a un pacchetto pavimento tradizionale che vede gravare sul solaio portante il peso del sottofondo che accoglie gli impianti, il peso del massetto di supporto per lo strato di finitura del pavimento e il peso dai vari strati di isolamento (Parliamo di un peso complessivo del pacchetto che si aggira circa intorno ai 150 -170 kg/mq).

Le componenti di un pavimento sopraelevato

  1. componenti-pavimento-sopraelevato.jpgFinitura superiore, rappresenta la parte calpestabile e può essere in diverso materiale (laminato, pvc, gomma, linoleum, moquette, parquet, cotto, grés porcellanato, marmi e graniti naturali, o materiali ricomposti).
  2. Anima o Pannello, funge da supporto portante per la finitura superiore e può essere in:
    • Truciolato di legno (legno riciclato densità:  680/720 kg/m3 – spessore 38 mm)
    • Solfato di calcio (fibre di cellulosa e gesso: densità 1500 kg/ m3 spessori da 28-38 mm)
    • Bricktile (impasto sinterizzato in materiale ceramico: densità 2200 – 2.600 kg/m3 – spessore 18 mm)
  3. Rivestimento inferiore, ha la funzione di proteggere dall’umidità e può essere in:
    • Laminato plastico
    • Foglio di alluminio 0,05 mm
    • Foglio di carta melaminica
    • Foglio plastico impermeabile
    • Lamiera zincata 0,5 mm
    • Vaschetta in acciaio zincato 0,5 mm.
  4. Bordo perimetrale per tenuta polvere in ABS antiurto.
  5. Guarnizioni in politene antirombo, a tenuta d’aria e polvere.
  6. Traverse per la stabilità laterale del sistema in acciaio zincato a sezione aperta o chiusa.
  7. Colonne fisse o regolabili in altezza con testa in un unico pezzo in acciaio zincato con incastro a 4 razze per traverse.

I pavimenti sopraelevati metallici

I pavimenti sopraelevati in metallo sono costituti da una scatola in lamiera dentro la quale viene posta un’anima portante generalmente in truciolare coperta successivamente da un coperchio ermetico sempre in lamiera. La parte di traverse e colonne rimane la stessa per tutte le tipologie di pavimentazione sopraelevata da interno.

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Il pavimento soprelevato metallico offre una resistenza ai carichi maggiore, soprattutto se riferita al carico da urto da corpo pesante, e una superficie adatta a ricevere, tramite l'applicazione di foglio magnetico, qualsiasi finitura di qualunque formato e foggia in modo stabile e solidale con il pavimento.

È possibile quindi utilizzare anche come strato di finitura le lastre ceramiche di grande dimensione, o listoni, con foglio magnetico applicato che consente una adesione e adattamento del pezzo ceramico al piano di appoggio.

Caratteristiche tecniche dei pavimenti sopraelevati

La norma UNI EN 12825:2003 è la norma che specifica le prestazioni dei pavimenti sopraelevati il cui principale uso è previsto all’interno degli edifici.

Carico statico concentrato

Prima di recepire la norma EN 12825:2001, in Italia la normativa di riferimento per i pavimenti sopraelevati era costituita dal pacchetto di norme UNI 10465:1995, 10466:1995, 10467:1995 (parte -1-2-3-4-5).

Per completezza di informazione, ritengo interessante evidenziare le differenze concettuali fra la norma UNI 10466 (oggi ritirata con sostituzione) e la norma EN 12825 sul criterio di riferimento:

  • per la precedente UNI 10466, il riferimento è il “carico di esercizio” garantito con una freccia ≤ 2,5 mm e un coefficiente di sicurezza ≥ 2.
  • la normativa europea EN 12825 invece, dovendo armonizzare tutti coefficienti di sicurezza previsti dagli stati membri in ambito nazionale, si riferisce al parametro univoco comune del “Carico Massimo di Sicurezza” (molto prossimo al carico di rottura). Tale carico è inteso come il carico massimo concentrato al quale il sistema può resistere sul suo punto più debole per almeno 5 minuti senza collassare (a prescindere dalla freccia).

Riguardo alla freccia la norma europea prevede 3 classi:

A = freccia ≤ 2,5 mm               B = freccia ≤ 3,0 mm               C = freccia ≤ 4,0 mm

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Possiamo anche evidenziare che la norma EN 12825 non mette in relazione diretta la classe con la destinazione d’uso della pavimentazione ma divide in classe di resistenza in base alla sollecitazione.

Può essere di supporto per questo la norma inglese PSA MOB PF/2 che è più esaustiva a riguardo per non incorrere in dimensionamenti sovrastimati o sottostimati.

La normativa inglese distingue i pavimenti nelle classi:

  • Light: in questa classe troviamo soprattutto uffici di aziende private dotate di attrezzature leggere con pochi addetti ma che soprattutto non prevedono che l’utilizzo possa diventare più gravoso.
    Carico concentrato 1,50 kN - max freccia 2,50 mm
    equivalente delle Classi 1 e 2 della normativa Europea UNI EN 12825
  • Medium: uffici pubblici e privati con attrezzature standard, numero di addetti/ afflusso di persone elevato ma che soprattutto può essere sottoposto nel futuro a carichi maggiori (librerie, banche, spazi di vendita, centri di calcolo).
    Carico concentrato 3,00 kN -  freccia max 2,50 mm
    Corrisponde all’incirca alle Classi 3 e 4 della normativa Europea UNI EN 12825
  • Heavy: Classe che distingue soprattutto locali tecnici con attrezzature pesanti come quadri elettrici, server, armadi telefonici, laboratori industriali.
    Carico concentrato 4,50 kN - freccia max 2,50 mm
    Corrisponde all’incirca alle Classi 5 e 6 della normativa Europea UNI EN 12825
  • Extra Heavy: non trova corrispondenza con le Classi della normativa Europea UNI EN 12825. 

Carico distribuito

La norma UNI EN 12825 non tiene conto del carico distribuito o accidentale che è comunque un dato di progetto del solaio normalmente dimensionato tra 200 e 600 kg/mq; carico inferiore a quanto può reggere un pavimento sopraelevato.

Carico dinamico

La norma UNI EN 12825 stabilisce due prove di carico dinamico:

  1. Urto con corpo duro (penetratore di forma sferica di 4,5 kg)
  2. Urto con corpo morbido (sacco di tela con sabbia di 40 kg)

In entrambi i casi si valuta se il pannello (o anima) abbia ceduto o meno.

In relazione alla destinazione d’uso del pavimento, il progettista deve richiedere e valutare l’esito della prova d’urto avendo presente la sicurezza degli utilizzatori, mentre in alcuni cataloghi di ditte specializzate non troviamo menzione di questa prova.

Comportamento al fuoco

Come è noto, due sono gli aspetti da tenere presenti nella progettazione di un edificio e dei suoi componenti in relazione al fuoco:

  • REAZIONE AL FUOCO secondo norma UNI EN 13501- 1
  • RESISTENZA AL FUOCO secondo norma UNI EN 13501 -2

Un pavimento sopraelevato non è, per sua natura, un elemento di compartimentazione al fuoco ma deve essere progettato in modo che la propagazione della fiamma sia conforme alle disposizioni (reazione) e che la portata dello stesso permetta una evacuazione sicura delle persone in conformità alle norme sopracitate (resistenza).

È importante evidenziare un concetto apparentemente semplice ma fondamentale:

non è detto che l’uso di componenti di per sé ignifughi (vedi ceramica), renda tale anche il pavimento nella sua interezza. Deve essere valutato il comportamento al fuoco dell’intero sistema. 

Credo che l’utilizzo di rifiniture ignifughe in classe A1fl, come ad esempio il gres porcellanato, sia una buona partenza per ottenere un buon risultato.

Caratteristiche elettriche

È importante definire quelle che sono le caratteristiche elettriche di un pavimento sopraelevato in quanto occorre evitare il più possibile l’accumulo di cariche elettrostatiche per la salute ed il comfort delle persone ma anche per questioni di sicurezza degli ambienti stessi. Negli ambienti in cui vengono utilizzati pavimenti sopraelevati sono spesso presenti impianti elettrici, computer, sale operatorie, laboratori.

In funzione dei materiali utilizzati un pavimento sopraelevato può avere capacità:

  • Isolante: Il pavimento ha una resistenza superficiale maggiore di 10÷12 ohm/mq.
    In queste condizioni possono esserci scariche elettrostatiche.
  • Antistatico: Il pavimento ha una resistenza superficiale fra 105÷1012 ohm/mq.
    Il materiale componente possiede una buona capacità dissipativa delle scariche elettrostatiche.
  • Statico conduttivo o statico dissipativo: La resistenza superficiale si colloca intorno a 105 ÷ 108ohm/mq.
    Siamo nel campo dei pavimenti sopraelevati industriali.
  • Conduttivo: La resistenza superficiale è compresa fra 103 ÷10 6 ohm/mq.
    I materiali inseriti in questa categoria possiedono la capacità di assicurare l’invio delle cariche elettrostatiche verso terra e di prevenire la loro generazione.

È quindi doveroso per i pavimenti con proprietà elettrostatiche essere dotati di opportuna messa a terra.

Rischio sismico

Il pavimento sopraelevato può essere soggetto a rischio sismico e quindi va progettato tenendo conto di questo aspetto pur non essendo considerato elemento strutturale. Il pavimento sopraelevato deve continuare a svolgere la propria funzione anche in presenza di un evento sismico specialmente in luoghi pubblici quali ad esempio ospedali, scuole ed uffici.

Le ditte specializzate offrono varie soluzioni a seconda del rischio sismico esistente ma la progettazione deve fare capo agli Eurocodici ormai consolidati.

EN1998: Eurocodice 8 “Design for structures for earthquake resistance”

Accessori nelle pavimentazioni sopraelevate

Numerose aziende offrono accessori per il pavimento sopraelevato quali:

  • Torrette di distribuzione per energia elettrica o linee telefoniche;
  • Sportelli di accesso;
  • Griglie per il passaggio aria;
  • Rampe di raccordo e gradini;
  • Suddivisori acustici e tagliafuoco;
  • Controventature

Manutenzione ordinaria di un pavimento sopraelevato: la pulizia

Le modalità di pulizia dipendono molto dal tipo di rifinitura utilizzata ma è comunque da evitare l’uso di abbondante acqua specialmente nelle zone adiacenti ad impianti elettrici. Occorre quindi usare stracci o strumenti di pulizia preventivamente “ben strizzati” per evitare il passaggio dell’acqua nel vano del pavimento sopraelevato.

Si consiglia di non usare detersivi alcalini, soda, saponi, solventi. Non usare pomice, carta vetro, pagliette metalliche, abrasivi vari.

Quando il pavimento prevede particolari caratteristiche prestazionali elettriche ricordarsi che le cere sintetiche sono, in genere, elettricamente isolanti.

Ulteriori indicazioni su caratteristiche e normativa di riferimento per i pavimenti sopraelevati 

Concludiamo con ulteriori indicazioni su alcune caratteristiche dei pavimenti sopraelevati e su alcuni riferimenti normativi.

Il pavimento sopraelevato risulta essere un prodotto da costruzione esente dalla marcatura CE mentre le singole componenti possono essere soggette.

Per alcune prestazioni che possono essere richieste, si fa riferimento a norme esistenti:

  • Isolamento acustico: prova secondo UNI EN ISO 10848-2:2017
  • Conduttività termica: in base a UNI EN ISO 10456:2008

Alla norma sui pavimenti UNI EN 12825 che specifica le prestazioni e le caratteristiche dei pavimenti sopraelevati si è aggiunta la norma UNI 11617:2016 “Pavimenti modulari sopraelevati amovibili interni – Istruzioni alla progettazione, per l’installazione e la manutenzione”.

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