CERTing ottiene l’accreditamento da Accredia. Le competenze dell’ingegnere diventano DOC!

Cosa significa? Significa molte cose e per comprenderle meglio abbiamo fatto una lunga chiacchierata con l’ing. Stefano Calzolari attualmente Consigliere del CNI ma anche “padre” del primo “progetto di certificazione delle competenze” nato a Milano, e diventato poi promotore del progetto a livello nazionale.

stefano calzolariDopo circa tre anni di lavoro e tanto impegno - commenta subito il consigliere del CNI - qualche giorno fa l'Agenzia Nazionale CERTing ha ottenuto l’accreditamento da parte di ACCREDIA, ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO/IEC 17024, ossia la norma che regola i requisiti generali per gli organismi che eseguono la certificazione di persone.

Si tratta di un risultato molto importante perché l’Agenzia Nazionale CERTing diventa così, a tutti gli effetti, un vero Ente di certificazione riconosciuto, che opera per certificare le competenze delle persone seguendo le regole internazionali adottate da altri enti e altri paesi europei e del mondo.

Significa che le certificazioni prodotte sotto accreditamento (ossia rilasciate da un Ente Accreditato come oggi lo è l’Agenzia CERTing) assicurano la conformità di persone ai requisiti fissati dalle norme e dagli standard internazionali.

La soddisfazione dell’ingegnere la leggo subito dal tono della voce e poi nella chiarezza ricca di dettagli con cui mi descrive gli obiettivi e il funzionamento del sistema, il risultato dell’accreditamento nonché le prospettive future.

Con l’accreditamento da parte di Accredia cosa cambierà per chi ha una certificazione CERTing?

certing-piccolo“L’accreditamento - così apre subito l’ing. Calzolari - è la prova che lo schema CERTing “Ingegnere Esperto” è conforme a una norma riconosciuta in tutto il mondo, la UNI-EN-ISO/IEC 17024, e ciò significa elevare al massimo livello le garanzie di serietà della certificazione, che utilizza regole di comprovata validità internazionale e un “linguaggio” comprensibile ovunque. Quindi, chi possiede una certificazione Cert’Ing avrà d’ora in poi una platea molto più vasta di prima e un riconoscimento indiscutibile."

Ma per rispondere a questa domanda nei contenuti occorre fare qualche precisazione. Occorre innanzitutto ricordare che la certificazione ha una doppia valenza: la prima di aiutare i professionisti che si certificano a testimoniare le loro abilità e la loro competenza nel mondo del lavoro, dall’altro di rassicurare il mercato sul fatto che, quando utilizzeranno i professionisti certificati Cert’Ing, avranno a disposizione persone preparate e formate a svolgere i compiti a cui sono chiamate.

Questa certificazione si rivolge a qualsiasi tipo di ingegnere, a qualunque tipo di settore e qualunque ruolo l’ingegnere svolga (libero professionista, PA, docente, imprenditore, industriale, dipendente, direttore di una funzione aziendale ecc). Quello che più conta è che questa certificazione mette in evidenza l’intero percorso lavorativo dell’ingegnere, tutte le sue competenze e poi – in particolare – mette in risalto la sua specializzazione, cioè quell’attività o quell’insieme di attività che l’ingegnere ritiene di saper fare meglio e di svolgere in maniera più verticale.

In altre parole, CERTing rappresenta il valore professionale "totale" dell'Ingegnere, perchè mette in risalto la sua specializzazione ("abito su misura" che lo stesso candidato definisce nel corso del processo di certificazione) insieme al pertinente campo dell'Ingegneria accreditato e insieme al suo intero CV e a tutte le altre abilitazioni, qualificazioni e certificazioni maturate fino a quel momento nella sua vita lavorativa. Questa ampiezza di rappresentazione, coerente e ben visibile nel data-base degli Ingegneri CERTing, è una autentica novità nel mondo della certificazione professionale e crediamo sia uno dei punti di forza dello schema.

Ci sono tante categorie che possono avvantaggiarsi di questa certificazione. Per esempio nel mondo dell’informazione, che è un mondo dove gli ingegneri sono spesso confusi con altri tecnici variamente formati, mettere in evidenza una specializzazione attraverso una certificazione CERTing permetterà al mercato di misurare il maggior peso specifico dell’Ingegnere rispetto alle altre figure professionali che si propongono per le medesime attività.”

Un’altra condizione particolare dove a parer dell’Ing. Calzolari ci sarà un effetto immediato è la categoria degli ingegneri biomedici, perchè gli ingegneri biomedici che vogliono diventare “ingegneri clinici” – per effetto della legge Lorenzin e del regolamento attuativo da poco ufficializzato – avranno d’ora in poi la possibilità di iscriversi in liste appositamente costituite presso il CNI tramite la certificazione CERTing, dopo aver dimostrato il possesso di ben determinati requisiti che li distingueranno in modo inequivocabile dagli altri tecnici professionisti che operano nel settore.

Con CERTing più trasparenza nel mercato del lavoro

Sul tema della trasparenza nel mercato del lavoro l’ingegner Calzolari non manca di ritornarci.

“La certificazione CERTing è una grande "operazione di verità e di trasparenza nel mercato del lavoro", perché fonda la competizione su valori reali misurati sul campo.

È quindi il presupposto di maggiore giustizia in un mondo dove il "millantato credito" si è purtroppo diffuso oltre i limiti tollerabili.

Ha anche una forte valenza sul piano etico, perché certificazione significa dimostrazione oggettiva di capacità professionale, a tutto vantaggio degli "utenti", cioè dei cittadini e della collettività dove gli Ingegneri operano, e a tutto vantaggio del rapporto costi/benefici delle attività a loro affidate.

Che cos’è la competenza di un ingegnere per CERTing?

La certificazione valorizza, oltre al titolo di studio, la formazione professionale continua, l'esperienza maturata sul campo e la capacità personale di assunzione di responsabilità, in tutti i settori, ruoli e attività dell'Ingegnere.

Questi tre elementi costituiscono appunto la definizione di competenza" in ambito EQF - European Qualification Framework, e sono la base di ogni futuro mutuo riconoscimento e di libera circolazione degli Ingegneri negli stati della EU (Ingegneri che per le loro diversità da paese a paese non hanno mai potuto beneficiare di una Direttiva europea a loro dedicata, come invece è avvenuto per es. per i medici o per gli architetti ...).

Lo schema di certificazione CERTing è ACCOGLIENTE (cioè mette in evidenza e amplifica il valore delle altre certificazioni che l'ingegnere ha ottenuto in precedenza, per es. basate sulla conformità a requisiti di una norma - come le norme UNI - o su schemi proprietari di comprovata validità) ed è APERTO. Significa che in futuro lo schema di certificazione CERTing "Ingegnere Esperto" potrà essere esteso (con opportune modifiche e integrazioni) agli Ingegneri non iscritti agli Ordini e potrà anche essere utilizzato concettualmente da altre professioni. Inoltre la certificazione potrà essere potenzialmente conferita anche da altri Enti di Certificazione accreditati da Accredia.

La certificazione CERTing, insieme al progetto Work-Ing di incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificata, rappresenta per il CNI uno degli sviluppi più innovativi e vitali della funzione degli Ordini in Italia, che è una funzione di garanzia per la collettività e di valorizzazione della professione a vantaggio dei cittadini. 

“Aggiungo – sottolinea Calzolari - che la certificazione dovrebbe anche evitare che l'Ingegneria sia "banalizzata", come è spesso avvenuto in questi anni in Italia, dove si è assistito a riduzioni spregiudicate di risorse e a una cronica mancanza di pianificazione ...  mentre SOLO LA "BUONA INGEGNERIA", CIOÈ L'INGEGNERIA NON PRIVATA DEI SUOI REQUISITI ESSENZIALI, PUÒ ESSERE UTILE ALLA SOCIETÀ

Come si è arrivati a questo accreditamento?

“Si è trattato di un processo lungo e complicato su cui abbiamo lavorato negli ultimi tre anni. Le procedure di controllo di Accredia sono state molto serie e impegnative. Abbiamo dovuto organizzare non solo una struttura organizzativa e operativa che fosse efficiente verso gli iscritti, ma abbiamo dovuto anche costruire una serie di evidenze che permettessero a qualunque persona terza (in questo caso agli ispettori di Accredia) di verificare che ogni passaggio del processo di certificazione fosse conforme a ciò che richiede la norma.

È stato cosi costruito un sistema con una doppia valenza: di funzionare in maniera friendly nei confronti di coloro che si certificano, ma costituito da “ingranaggi ispezionabili e visibili al manutentore” (ispettore di Accredia).”

Quale struttura c’è, oggi, per gestire questa attività di certificazione?

“Si tratta di una struttura complessa con una serie di organi e un’ampia squadra di coordinatori e soprattutto valutatori. Al centro di tutto c’è l’Agenzia Nazionale CERTing che è diretta da un Direttore ed è governata da un Consiglio Direttivo, che è un’emanazione della Fondazione del CNI pur rimanendo – sottolinea Calzolari – assolutamente indipendente dal punto di vista funzionale.

In secondo luogo c’è un Comitato di certificazione che ha la responsabilità di avvallare le certificazioni mano a mano che vengono emesse; c’è poi un Comitato di Controllo che ha tanti compiti ma quello principale è di vigilare sulla imparzialità del processo di certificazione; infine c’è il grande mondo dei coordinatori e dei valutatori cioè di coloro che fisicamente attuano il processo di certificazione. Stiamo parlando complessivamente di oltre un centinaio di persone che devono essere formate, controllate e che sono state tutte pre-qualificate dall’Agenzia.”

Per conoscere meglio i vari organi dell’Agenzia Nazionale e come funziona la certificazione CERTing vai al LINK.

Ad oggi quanti sono gli ingegneri certificati CERTing?

“Ad oggi abbiamo raggiunto circa 300 certificazioni ma pensiamo di raggiungerne rapidamente un migliaio entro il 2020, per arrivare nel 2030 a 10.000 certificazioni”.

Questi i dati cautelativi dell’Agenzia anche se l’ing. Calzolari non nasconde una visione più ottimistica dello sviluppo della certificazione delle competenze. “Mi auguro che l’ingegnere ne capisca il valore perché il mondo che viviamo sta scegliendo nuove forme di riconoscimento delle capacità professionali. Una volta bastava la laurea, poi essere laureati ed essere iscritti ad un ordine. Oggi invece bisogna avere molto di più di un titolo di studio. Occorre che l’ingegnere dimostri nel tempo di aver avuto una formazione professionale continua e di aver raggiunto delle capacità misurabili – meglio se certificate – per soddisfare determinati requisiti.”

All’estero esistono esempi simili?

“Noi siamo stati tra i primi ad iniziare questo percorso ma purtroppo lenti nel suo sviluppo e questo perché l’Italia ha trovato difficoltà a comprendere il valore di queste nuove forme di promozione professionale. In Europa quindi altri paesi hanno iniziato dopo per finire prima questo percorso. In Spagna per esempio ci sono associazioni professionali come la AQPE/AIPE che hanno un sistema di certificazione simile al nostro e con i quali abbiamo già sottoscritto un trattato di mutuo riconoscimento. Stessa cosa è stata fatta con gli ingegneri francesi IPF che sono stati storicamente i primi a iniziare questo percorso in Europa. Poi ci sono altre organizzazioni molto note, come la EC inglese o la BW-E tedesca o il KIVI olandese, che hanno sistemi molto simili perché anche loro certificano la competenza come somma della cultura di base dell’ingegnere, della sua esperienza professionale maturata sul campo e della sua capacità personale di assunzione di responsabilità. Un modo questo che descrive la competenzaprofessionale esattamente come fa CERTing”.

In virtù di queste forti somiglianze l'Agenzia CERTing è stata promotrice di un meeting internazionale all'inizio di Giugno 2019, presso la sede del CNI a Roma, al quale hanno partecipato tutte le associazioni prima citate, dove sono state poste le basi di una "piattaforma comune" per la certificazione professionale degli Ingegneri in EU. Prossimo appuntamento a Lisbona a fine Settembre. Si procede dunque nella cooperazione, per conseguire concretamente la mutual confidence tra i principali paesi europei e rendere più facile il riconoscimento e la libera circolazione degli Ingegneri nella EU. Partecipa a questo progetto anche l'ufficio rapporti internazionali del CNI, attraverso il Consigliere Nazionale referente ing. Roberto Orvieto.