I giunti nei sistemi radianti a pavimento

Il sistema radiante a pavimento subisce variazioni di temperatura e fenomeni di ritiro idraulico, determinando tensioni più o meno evidenti, legati alle dimensioni della lastra costituita. Per assorbire queste contrazioni si devono realizzare delle interruzioni in modo da ridurre, in più frazioni il sistema composto da isolante, massetto e pavimentazione.

Tipologie e caratterizzazione dei giunti nei sistemi radianti a pavimento

Nel disegno riportato di seguito sono rappresentai i tipi di giunto (giunto strutturale, o di costruzione, giunto di dilatazione, giunto di contrazione o di frazionamento).

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Figura 1. Giunti a pavimento

  1. Pavimentazione
  2. Massetto (strato di distribuzione dei carichi e del calore)
  3. Isolante
  4. Isolante acustico (se presente)
  5. Soletta strutturale
  6. Giunto di contrazione
  7. Giunto di dilatazione
  8. Giunto di costruzione

Giunti a pavimento e sistemi radianti: i riferimenti normativi

Sul tema dei giunti i riferimenti normativi sono molteplici e a volte sono riportate informazioni in contrasto. Sono di seguito elencati i riferimenti normativi e i relativi dettagli.

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I giunti strutturali devono essere predisposti in corrispondenza dei giunti presenti nella struttura e devono interessare sia il massetto che la pavimentazione di legno o parquet. La larghezza dei giunti strutturali deve tenere conto di quella dei corrispondenti giunti presenti nella struttura. 

I giunti di lavorazione sono realizzati per delimitare il punto di interruzione della lavorazione o al termine di una giornata di lavoro o sul bordo di una campitura e interessano tutto lo spessore del massetto. I giunti di lavorazione rappresentano la parte più debole del massetto in quanto costituiscono i punti in cui i movimenti per ritiro e dilatazione sono maggiori cosi come gli eventuali imbarcamenti.

I giunti di contrazione sono previsti per controllare la posizione delle fessurazioni da ritiro igrometrico durante la fase di stagionatura o per assorbire le variazioni dimensionali dovute al ritiro stesso. Generalmente nei massetti cementizi i giunti di contrazione si realizzano in corrispondenza di: 

  • cambio repentino dello spessore del massetto;
  • porte;
  • superfici maggiori di 40 m2;
  • superfici con lato di lunghezza maggiore di 8 m;
  • elementi di discontinuità.

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Figura 2. Esempio di giunto di frazionamento.

La norma UNI 11371:2017 riporta che sui massetti non aderenti (desolidarizzati), galleggianti e con riscaldamento/raffrescamento devono essere realizzati giunti di contrazione ogni 20 m2 - 25 m2. Per la realizzazione dei giunti di contrazione occorre tagliare il massetto per una profondità di circa 1/3 dello spessore prestando attenzione a non incidere l'armatura sottostante, se presente. I giunti di contrazione devono essere realizzati non appena è possibile incidere il massetto stesso.

I giunti di dilatazione nei massetti di riscaldamento

Nella norma UNI EN 1264 (similmente alla norma UNI EN ISO 11855-5:2015) sono descritti i giunti di dilatazione per sistemi radianti a pavimento.

La norma riporta che:

  • Per i massetti di riscaldamento destinati all'applicazione di rivestimenti in pietra o in ceramica, le zone delimitate da giunti non devono superare i 40 m2 di area e una lunghezza massima di 8 m.
  • Nel caso di ambienti rettangolari, le zone delimitate da giunti possono superare queste dimensioni, ma con un rapporto massimo sulla lunghezza pari a 2:1. Tutte le aree irregolari devono avere i giunti.
  • Lo scopo è quello di avere solo aree rettangolari con le dimensioni sopra specificate. I giunti di dilatazione posizionati nei massetti di riscaldamento, devono essere tagliati ad una profondità di non più di un terzo dello spessore del massetto (nei sistemi di Tipo A, bisogna tenere in considerazione la posizione delle tubazioni) e devono essere sigillati dopo il ciclo di avviamento.

L’ultima frase (evidenziata) risulta errata, in quanto i giunti di dilatazione non sono tagli di 1/3 del massetto, ma sono giunti che consentono le dilatazioni del massetto e presentano le seguenti caratteristiche:

  • Devono arrivare all’isolante del sistema radiante (ovvero disaccoppiano il massetto)
  • Devono essere portati in superficie (ovvero disaccoppiano la pavimentazione).

La norma riporta un errore che verrà corretto durante la revisione della norma attualmente in atto.

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Figura 3. Esempio di collocazione di giunti di dilatazione

Gli obblighi dell’installatore del sistema radiante riguardo i giunti a pavimento

Nella norma UNI EN 1264 è riportato quanto segue:

  • L’installatore del sistema deve essere provvisto di un progetto che illustri la posizione dei giunti come parte delle specifiche. Nel caso di massetti di riscaldamento di Tipo A e C, i giunti di dilatazione e i giunti perimetrali devono essere attraversati solo da tubazioni di collegamento (tubazioni di mandata e tubazioni di ritorno del circuito) e solamente in un unico livello. In questo caso, le tubazioni di collegamento devono essere rivestite con una guaina di isolamento flessibile di circa 0,3 m di lunghezza.
  • Per quanto possibile, il posizionamento di giunti di dilatazione dovrebbe iniziare dagli angoli, per esempio dai pilastri e dai camini, cioè in punti in cui può verificarsi una dilatazione o un restringimento della superficie del massetto. I giunti di dilatazione o di contrazione devono essere posizionati nelle soglie delle porte e nei passaggi.

Il testo riportato nella norma, a livello italiano implica che:

  • L’installatore di sistemi radianti dovrà avere un progetto (nota: la norma e il D.M. 37 non richiedono specificatamente che questo sia firmato da un tecnico abilitato) o uno schema di impianto.
  • L’installatore dovrà allegare tale documento alla Dichiarazione di conformità.