INARCASSA, CNI e CNAPPC: finalmente un confronto

COVID-19: VERTICE CNAPPC CNI INARCASSA

I presidenti, del Consiglio Nazionale degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori (CNAPPC) Giuseppe Cappochin, del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), Armando Zambrano e di Inarcassa Giuseppe Santoro, si sono riuniti in streaming per definire e mettere a fattor comune ulteriori iniziative in difesa delle due categorie professionali. 

cnappc_cni_inarcassa.jpgIn un quadro di estrema criticità, di cui mal si intravedono i confini temporali, la stretta collaborazione tra CNI, CNAPPC ed INARCASSA rappresenta il mezzo indispensabile per offrire un futuro lavorativo e previdenziale agli uomini, alle donne e ai giovani architetti e ingegneri che ogni giorno si misurano con le crescenti difficoltà create dalla pandemia da coronavirus. 

Durante il lungo e cordiale incontro - condividendo i valori etici, morali e professionali che da sempre reggono l’operato degli ingegneri e degli architetti d’Italia - i presidenti si sono impegnati a presentare al Governo ulteriori provvedimenti finanziari per assicurare la sopravvivenza degli studi professionali con azioni straordinarie di sostegno.

Contestualmente, nell’ambito del recente stanziamento di 100 milioni di euro messo in campo da Inarcassa, a garantire tutti gli interventi necessari di assistenza per i liberi professionisti iscritti all’Ente. 

I presidenti Zambrano, Cappochin e Santoro torneranno ad incontrarsi a stretto giro per verificare i passaggi effettuati, ognuno per la propria parte di competenza, e proseguire in quello che dovrà essere un work in progress strategico per i mesi a venire. 

Roma, 4 aprile 2020


Commento dell'Editore

Comunicato forse fin troppo scarno a cui il mio primo commento è "FINALMENTE".

Finalmente perchè in un momento come quello attuale non possiamo permetterci il lusso ne della divisione tra professionisti, ne di quella tra Consigli Nazionali e Inarcassa, ne tra Consigi Nazionali e Ordini territoriali.

Molti richiamano oggi la necessità di avviare un nuovo "Piano Marshall" per l'Europa, per il Paese, per l'industria, per le professioni ... ma il Piano Marshall, come riportato nell'articolo che ho recentemente pubblicato, non si esaurì in un semplice finanziamento. Fu un piano generale al cui interno venenrò trattate le politiche commerciali, i piani industriali, le scelte monetaria, l'interscambio di esperienze e conoscenze, e la riorganizzazione mondiale delle strutture economiche. Il Piano Marshall fu la base per la nascita dell'OCSE e della NATO.

Se si vuole quindi avviare un piano post emergenza coronavirus è necessario costituire un tavolo in cui siano presenti le diverse componenti delle nostre professioni per intervenire su un sistema quanto mai obsoleto, quello del welfare, della gestione, della regolamentazione, del controllo e (forse) rappresentanza delle professioni. Per comprenderne l'obsolescenza è sufficiente vedere che l'Ordine di Lodi - ingegneri o architetti che siano - con meno di 1000 iscritti e l'Ordine di Milano con più di 10.000 devono operare con le stesse regole, essere in grado di soddisfare il fabbisogno di servizi e formazione di figure con esigenze multidisciplinari. Oppure, basta osservare come vi siano molti professionisti che per la specializzazione applicata non abbiano ne l'obbligo ne l'esigenza di iscriversi all'ordine.

La stessa organizzazione di INARCASSA, giustamente indipendente nella sua gestione, è impensabile che però al proprio interno non abbia una componente che sia espressione dei Consigli Nazionali, al fine di poter indirizzare congiuntamente le politiche relative al welfare del sistema dei liberi professionisti.

Un tavolo di questo tipo lo aveva chiesto Armando Zambrano qualche giorno fa.

Con INGENIO seguiremo lo sviluppo.

Andrea Dari

Il Magazine

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