E' mancato l'ingegner Fabrizio Perazzi. RIP

Martedì 9 giugno si è spento a Piacenza l’ing. Fabrizio Perazzi, storico Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Piacenza e figura di riferimento nella Provincia per tutto il settore professionale.

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Laureatosi in ingegneria strutturale al politecnico di Milano nel 1962, ha sviluppato buona parte della carriera nel settore Pubblico, ricoprendo prima il ruolo di dirigente dell’E.N.P.I. (Ente Nazionale Prevenzione Infortuni) e quindi, fino al 1998, quello di dirigente superiore dell’I.S.P.E.S.L. (Istituto per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro).

Nel corso della carriera suddetta, ha svolto attività ispettive, di collaudo e di esame progetto in svariati settori della meccanica e dell’impiantistica industriale e civile, diventando uno dei massimi esperti nazionali nel campo della sicurezza delle macchine per il sollevamento di materiali e persone.

In particolare è stato membro della Commissione Metodologie tecniche dell’ENPI fino al 1982; membro del Comitato Apparecchi di Sollevamento e piattaforme elevabili dell’ISPESL fino al 1998; collaboratore della rivista SECURITAS edita dall’ENPI per gli apparecchi di sollevamento e trasporto.

Dal 1998, insieme al fratello Marzio, è tornato ad occuparsi a tempo pieno dello studio di ingegneria di famiglia, fondato nel 1922 dal padre; in tale ambito si è occupato di progettazione strutturale nel campo civile ed industriale, è stato consulente e progettista di macchine operatrici e apparecchi di sollevamento per importanti aziende del settore, ha svolto attività di direzione lavori e collaudo di opere sia pubbliche che private.

La costante crescita dell’attività e la progressiva affermazione dello studio professionale ha portato quest’ultimo a configurarsi, nel 2009, come società di engineering, specializzata nel settore meccanico ed, in particolare, nella progettazione di macchine operatrici nei settori delle costruzioni, dell’oil & gas, della movimentazione merci in ambito industriale e logistico, portuale ed aeroportuale.

Con la crescita della società, e il contestuale subentro di nuovi soci, del figlio Italo e del nipote Marco, si è allargato anche il raggio di attività della stessa, che può vantare consulenze per diverse aziende multinazionali del settore (americane, cinesi e dei Paesi arabi) e può fregiarsi anche di un riconoscimento ufficiale del Governo della Repubblica Popolare Cinese.

 

L’impegno istituzionale e nel sociale.

In continuità con la tradizione famigliare di impegno nelle Istituzioni e nel sociale, che ha visto anche il padre ed il fratello ricoprire incarichi in consigli di Enti Pubblici amministrativi e culturali, Fabrizio ha proseguito in particolare l’impegno nell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Piacenza di cui è stato Presidente dal 1994 al 2017. Profondo cultore e conoscitore della regolamentazione ordinistica, non gli è mancata la capacità critica di individuare le sfide dei tempi, accompagnando alla conoscenza profonda dei principi originari una visione riformatrice.

Al di là degli impegni legati alla professione, ha diviso le sue energie in altri due ambiti: l’impegno nel sociale, con la sua storica appartenenza al club Lyons, e la passione calcistica, vissuta fin da bambino nella fede granata e praticata da adulto come fondatore e consigliere di una società di calcio dilettantistica piacentina.

 


Fabrizio. Un impegno costante a tutela della Professione

Quando nel 2009 divenni Editore del Giornale dell'Ingegnere, ebbi la fortuna di conoscere fin da subito Fabrizio. Dovevo dare slancio alla testata milanese e quindi cominciai ad incontrare le più importanti Associazioni tecniche dell'ingegneria, tra cui su suggerimento dell'amico Bruno Finzi anche l'ACAI, in cui operava un giovane ingegnere come Direttore, Marco Perazzi. Diventammo subito amici, una di quelle amicizie basate sul confronto continuo sui temi culturali di comune interesse, tra cui quello della professione e del ruolo degli Ordini. Mi presentò così Fabrizio, presidente dell'Ordine di Piacenza. Con Fabrizio intrattenni lunghissime telefonate e incontri, in questo caso accompagnati dall'ottimo vino piacentino, per parlare proprio di questo argomento. Il ruolo dell'Ordine, la tutela della Professione e non del Professionista, la storia che questa istituzione ha avuto in Italia, le vicessitudini durante la guerra, le normative di riferimento. E quante volte, ricordo ancora, l'ho richiamato per chiarimenti su queste complesse tematiche ordinistiche, sempre ricevedno attenzione e risposte. E' grazie a Fabrizio che ho potuto conoscere tanti aspetti che poi sono stati alla base del progetto di INGENIO e al successivo successo.

Di lui ricordo quindi la passione, la cultura ordinistica, e l'immancabile cortesia tipica dei suoi luoghi che lui accompagnava sempre con un sorriso.

Credo che sia opportuno che il Consiglio Nazionale gli riconosca un ricordo formale, così come per tutti quei professionisti che generosamente, senza restribuzioni e gettoni, hanno sui territori avuto la capacità e la costanza di rapresentare e difendere per tempi così importanti la professione ingegneristica con tanta caparbietà.

Ingenio porge le più sentite condoglianze alla famiglia.

RIP

Andrea Dari

Il Magazine

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