Cosa significa Resilienza. E come si realizzano territori resilienti

Fare resilienza

Strategie per adattare città e comunità agli shock climatici e sociali, in Italia e nel mondo

fare-resilienza-di-pietro-mezzi.jpgHo letto con molta curiosità il libro “Fare Resilienza” di Pietro Mezzi  (160 pagine, 14 euro, Altreconomia), dato che sul tema trovo molto nei Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti, ma poco ancora in Italia. Ammetto che questa premessa di fatto anticipa una mia prevenzione iniziale al testo, un preconcetto sul fatto che in Italia si possa davvero parlare di resilienza, e ancor più lo possa fare un architetto impegnato anche nella Pubblica Amministrazione come Pietro Mezzi. 

Un preconcetto che mi ha accompagnato nel leggere che il testo era arricchito di contributo di diversi esperti del mondo accademico e professionali, tra cui qualche architetto di fama, portandomi a pensare che mi trovavo di fronte all’ennesimo libro fatto di definizioni, citazioni e lezioni piene di parole incomprensibile e frasi ripetute (ne sto leggendo ora uno simile sulla semiotica e il web marketing, una noia terribile). E nelle prime pagine ho quasi confermato questo mio pregiudizio negativo, perchè la partenza è un po’ moscia, un po' troppo istituzionale.

Ma nel proseguio della lettura, pagina dopo pagina, ho scoperto un testo quanto mai interessante, un crescendo di informazioni, cosiderazioni, esperienze,  e utile, sia per chi voglia avvicinarsi all’argomento, che per chi lo voglia approfondire e abbia in tal senso bisogno di una bussola che con esempi nazionali e internazionali possa guidarlo a poter individuare una propria conoscenza sulla resilienza.

E così, armato come è di mia abitudine per i libri che trovo di maggiore interesse, di matita per sottolineare e trascrivere i passaggi chiave, e di cellulare per ricercare e approfondire man mano che Mezzi riportava degli esempi, dei rapporti, dei nomi di ricercatori, dei siti utili, ho proseguito in una lettura sempre più lenta, paziente, approfondita, gustosa e goduta. All'inizio di ogni capito di mi dicevo "chissà se è stato fatto ..." per trovare dettagli e informazioni, e quindi scoprire che era stato fatto.

Un libro in cui si evince come la Resilienza sia un traguardo che si può raggiungere solo attraverso un'azione multidisciplinare. Lo ritroviamo ben scritto nell'intervista che Pietro Mezzi fa a Stig Lennart Andersson, fondatore e direttore creativo dello studio internazionale SLA, con sedi a Copenaghen, Aarhus e Oslo, «Abbiamo sociologi, antropologi, giardinieri, biologi, architetti del paesaggio, architetti, pianificatori, comunicatori e altri esperti che lavorano con noi. Solo così possiamo creare progetti di città olistiche basate sulla natura e pronte per il nuovo clima».

Il libro “Fare Resilienza” è un testo ricco di informazioni e un supporto utile, di cui ne consiglio la lettura e non solo a chi ha la necessità di approfondire, ma anche per chi, dopo ogni tragedia causata da un evento quasi eccezionale, è pronto a indossare una fascia tricolore e versare lacrime di coccodrillo su quello che in genere è causato dal suo non aver fatto.

Non mi resta ora che leggere "La città resiliente - Strategie e azioni di resilienza urbana in Italia e nel mondo" che lo stesso autore ha scritto con Piero Pelizzaro, “chief resilent officer” del Comune di Milano.

 

La recensione ufficiale del volume

“Che cos’è la resilienza? È la capacità di un sistema – un organismo, una città, una comunità, un’azienda, una foresta o un sistema socio-economico – di adattarsi e innovarsi dopo avere subìto un impatto, di origine naturale o antropica. È la capacità di continuare a esistere nonostante tutto, incorporando il cambiamento e rigenerandosi. Un ottimismo della volontà e dalla realtà. In psicologia, è l’attitudine delle persone ad affrontare le avversità della vita, superandole e uscendone spesso trasformate in senso positivo.

Siamo in un’epoca di “cambiamenti shock”, climatici, economici e sociali, con conseguenze sempre più gravi per città e comunità. Come far fronte a uragani, siccità, pandemie e alle disuguaglianze che portano con sé?

Questo libro illustra con esempi da tutto il mondo, in particolare da Europa – Italia compresa – e Stati Uniti, in che modo architetti, urbanisti, esperti di mitigazione climatica, sindaci, reti e comunità in transizione abbiano affrontato in modo “resiliente” e innovativo gli shock provocati dal climate change ma non solo.

Il saggio affronta anche il rapporto tra architettura ed emergenza climatica, il tema della progettazione di spazi e infrastrutture ad hoc e quello della forestazione urbana. Con i preziosi contributi di studiosi come Stefano Caserini del Politecnico di Milano e Giorgio Vacchiano dell’Università Statale di Milano e con le interviste a Pietro Trabucchi, psicologo dello sport ed esperto di resilienza e Piero Pelizzaro, Chief resilient officer. Interventi di architetti, urbanisti e paesaggisti, tra cui Mario Cucinella, Alfonso Femia, Andrea Arcidiacono, Andreas Kipar, Stig Lennart Andersson.”

 

Chi è Pietro MEZZI

Architetto e giornalista professionista. Scrive per riviste di architettura, edilizia e ambiente. Ha svolto attività di ricerca nel settore delle costruzioni e nel settore ambientale con enti pubblici e società private. È stato sindaco di Melegnano (1994-2002), assessore al Territorio della Provincia di Milano (2004-2009). Attualmente ricopre l’incarico di consigliere della Città Metropolitana con deleghe a Territorio e Ambiente. È coautore del libro “La città resiliente” (Altreconomia, 2016).

Per maggiori informazioni: pietromezzi.it

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