Demolizione e ricostruzione di edificio vincolato: senza permesso è reato penale anche se si mantiene la sagoma

Cassazione: non si può demolire e ricostruire edificio di interesse storico e paesaggistico senza preventivamente ottenere il permesso di costruire, anche se si replica il profilo dell’edificio demolito

sentenza-norma-legge-700.jpg

La demolizione e ricostruzione senza permesso di un edificio di interesse storico costituisce abuso edilizio e la ricostruzione fedele del bene vincolato non esclude la responsabilità penale.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione nella sentenza 386/2021 dello scorso 8 gennaio, dove si evidenzia che la demolizione di un edificio sottoposto a vincolo paesaggistico in assenza di permesso di costruire non diventa penalmente irrilevante per il solo fatto che la nuova opera realizzata riproduca fedelmente la sagoma e i prospetti di quella precedente. Ciò significa - semplificando - che l'intenzione soggettiva di replicare l'opera non esclude l'illecito.

Nel caso specifico, siamo di fronte ad una condanna per i reati di cui agli artt. 81 cod. pen., 44 comma 1 lett. c) del dpr 380/2001 e 181 comma 1-bis del d.lgs. 42/2004.

La Cassazione non accoglie il ricorso in quanto:

  • i titoli abilitativi ottenuti dall'imputata e indicati dalla difesa prevedevano solo interventi parziali e piccoli interventi di demolizione, con immediato ripristino, ma non consentivano l'integrale demolizione e ricostruzione dell'edificio;
  • ai fini della riconduzione di un'attività di demolizione nell'ambito delle deroghe alla necessità del permesso di costruire fissate dall'art.3 comma 1 lett. d) del TUE per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del d.lgs. 42/2004, non basta che tale demolizione si svolga con l'intenzione soggettiva dell'agente di non operare modificazioni di sagoma, volumetria, prospetto ecc., poiché l'opera da realizzare, previa demolizione della preesistente, deve risultare in modo chiaro e univoco ex ante dalla documentazione progettuale sulla base della quale si effettua l'attività edilizia;
  • i titoli abilitativi richiamati nel ricorso non autorizzavano in alcun modo l'integrale demolizione realizzativa, ma opere radicalmente diverse, di portata assai limitata.

Cosa avrebbe dovuto fare, quindi, la società dell'imputato, per evitare il reato? Dotarsi di titolo abilitativo necessario ad operare la demolizione di un immobile sottoposto a vincolo paesaggistico, mentre quello in possesso non consentiva una demolizione integrale, ma semplici interventi minori.

LA SENTENZA INTEGRALE E' SCARICABILE IN FORMATO PDF

LEGISLAZIONE e TECNICA URBANISTICA ed EDILIZIA

banner-dalprato-700.jpg

L'AREA è un luogo di riflessioni, commenti, studi e proposte sullo stato dell’arte dell’Edilizia e dell’Urbanistica in cui ci proponiamo di dare sistematicità alle informazioni inerenti l’evoluzione normativa e giurisprudenziale che pubblichiamo giornalmente.

Nell'area di principi e modalità applicative delle norme dell’Urbanistica e dell’Edilizia facendo il punto critico sulle tematiche che maggiormente si pongono all’attenzione della legislazione e della giurisprudenza in un momento in cui l’evoluzione della materia appare confusa e, a volte, contraddittoria; per questo trattiamo gli argomenti, per così dire, più attuali, interpretandoli ed inquadrandoli alla luce dei principi fondanti della materia anch’essi oggetto di evoluzione concettuale e dottrinaria.

Vai all'area di approfondimento "LEGISLAZIONE e TECNICA URBANISTICA ed EDILIZIA"



Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su