Bandi di progettazione e Servizi di Architettura e Ingegneria: cosa è successo nel 2020? Il Rapporto ONSAI

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e il CRESME hanno pubblicato il rapporto 2020 elaborato dall'Osservatorio Nazionale dei Servizi di Architettura e Ingegneria (ONSAI).

Nel corso del 2020, nonostante gli effetti della pandemia, il settore dei concorsi e dei servizi di architettura e ingegneria hanno mostrato segnali di ripresa molto incoraggianti

In allegato il Report integrale che include anche le analisi dei dati regionali, i dettagli sulle procedure di affidamento e sui criteri di aggiudicazione, nonché le criticità dei bandi di progettazione, direzione, esecuzione e collaudo, da cui emerge uno scenario che presenta diverse irregolarità.

A esempio, il 49,6% dei bandi analizzati non ha allegato il calcolo del corrispettivo e l’85% dei corrispettivi presenta incongruenze rispetto alla normativa. Tutti i dettagli.

 

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Bandi SAI, concorsi e servizi di pianificazione: il mercato del 2020 

In particolare, l’ONSAI ha registrato, rispetto al 2019, un incremento dei bandi per affidamento di servizi di architettura e ingegneria, come progettazione, direzione lavori e collaudo, pari all’8,5% per numero e al 50,2% per importo dei lavori.

Per i concorsi, è stata rilevata una certa stabilità rispetto all’anno precedente in termini di numero, ma al tempo stesso un incremento, per importo dei lavori, pari al 31,7%. Anche per i servizi di pianificazione è stata rilevata stabilità rispetto all’anno precedente in termini di numero (+0,4%) ed un incremento, per importo dei corrispettivi a base di gara, pari al 71,7%.

È rilevante inoltre l’incremento, pari a +25,8%, dei concorsi espletati nel quinquennio 2016-2021 (n°864) rispetto ai concorsi del precedente quinquennio 2011-2015 (n°687). 

Dall’analisi dei 52 concorsi ospitati dalla piattaforma del CNAPPC, risulta che il ruolo di RUP è stato assunto da un architetto per il 44% dei casi, da un ingegnere per il 35% e da altre figure professionali per il 10%, mentre il ruolo di coordinatore operativo (supporto al RUP) è stato assunto da un architetto per l’84% dei casi. 

 

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«Nel corso degli ultimi anni - ha sottolineato Rino La Mendola, VicePresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti e Consigliere delegato ai Lavori Pubblici - abbiamo adottato una serie di politiche complementari per alimentare l’esternalizzazione degli incarichi di progettazione, puntando soprattutto sui concorsi a due gradi. Da un lato, siamo riusciti ad inserire nel Codice dei contratti una serie di emendamenti importanti per aprire i concorsi ai professionisti di talento e, dall’altro, abbiamo redatto i bandi tipo, offrendo alle stazioni appaltanti gli strumenti per bandire i concorsi e per affidare gli incarichi ai liberi professionisti. Sempre con l’obiettivo di promuovere i concorsi di progettazione a due gradi, abbiamo inoltre costituito, conseguendo ottimi risultati, la piattaforma informatica, su cui i concorsi oggi viaggiano veloci e nel pieno rispetto dell’anonimato».

«Siamo dunque soddisfatti dei dati censiti dall’Osservatorio dai quali viene fuori un trend positivo per l’affidamento di Servizi di Architettura e Ingegneria - ha continuato - e soprattutto un significativo rilancio dei concorsi di progettazione, che negli ultimi anni, ha fatto registrare un incremento del 25,8%, percentuale che, nonostante gli effetti devastanti della pandemia, nel 2020 cresce, per importo dei lavori, addirittura al 31,7%, rispetto all’anno precedente».

 

La Mendola: «Chiederemo riforma del Codice dei Contratti, no all'accordo quadro e all'appalto integrato».

«Nella consapevolezza che c’è comunque ancora tanta strada da fare -  ha concluso - chiederemo al Governo neo-eletto una nuova riforma del Codice dei contratti che, seguendo i principi lanciati dalle linee guida per l’architettura varate dal MIBACT, su cui recentemente è stato espresso parere favorevole dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, punti al concorso a due gradi,  quale procedura principale da adottare per la progettazione delle nostre opere pubbliche, nella consapevolezza che tale tipologia concorsuale costituisce, senza alcun dubbio, uno strumento fondamentale per valorizzare la professionalità dei concorrenti e per acquisire il migliore progetto tra quelli selezionati ed ammessi al secondo grado. Chiederemo una riforma che abbandoni definitivamente procedure che limitano la concorrenza, come l’accordo quadro, e che relegano il progetto ad un ruolo marginale nell’esecuzione dei lavori pubblici, come l’appalto integrato». 


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