Co-housing e comunità energetiche: Legambiente e Homers insieme per favorire la rigenerazione urbana

28/03/2021 1172

Legambiente e Homers, società benefit spin-off del Politecnico di Torino, lanciano il progetto synoikeō che punta alla rigenerazione urbana attraverso il recupero di immobili dismessi a fini abitativi, avviando progetti di co-housing e di comunità energetiche.

Le prime sperimentazioni sono previste al Sud, nelle città di Messina, Taranto e Napoli.

 

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Legambiente e lo spin-off del Politecnico di Torino per il progetto Synoikeō 

Avviare su tutto il territorio italiano esperienze di co-housing e di comunità energetiche rinnovabili partendo dal Sud Italia, con sperimentazioni a Messina, Taranto e Napoli.

È quanto prevede il progetto synoikeō che vedrà collaborare insieme Legambiente e Homers, una società benefit spin-off del Politecnico di Torino, specializzata nella costruzione di comunità di abitanti per il recupero di immobili dismessi.

L'obiettivo è rigenerare alcune parti di città attraverso il riuso di immobili dismessi pubblici e privati a fini abitativi, con l'integrazione di spazi per il co-housing, di lavoro, produzione, servizio e cultura condivisi e aperti al territorio. Un modo per riconoscere al tempo stesso il valore strategico che «cohousing» e «comunità energetiche rinnovabili» forniscono allo sviluppo sostenibile dell’Italia.

L’«abitare collaborativo» rappresenta una delle forme più antiche di aggregazione umana  - synoikeō nella Grecia antica significava decidere di abitare insieme - e può costituire un importante laboratorio di sperimentazione sociale. 

Sono anche definite «comunità intenzionali», volte alla tutela, al recupero e alla valorizzazione di aree spesso marginalizzate o di territori con problemi di spopolamento, puntando anche al riutilizzo di infrastrutture.

 

Verso un'urbanistica rigenerativa e nuove tecnologie energetiche e digitali

«Con questo tipo di interventi – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – vogliamo contribuire a dare una risposta in forma innovativa a una domanda di abitazione di persone a basso reddito che oggi non trova risposta, per il limitato numero di edifici di edilizia residenziale pubblica e per i prezzi di mercato. Nelle città italiane, in particolare del Sud, è presente un vasto patrimonio che si trova in uno stato di abbandono e che può essere recuperato con progetti di abitare condiviso. Con progetti di questo tipo puntiamo anche a dimostrare com'è possibile affrontare il tema della crescente povertà energetica presente nel nostro Paese. Sono oltre 2 milioni le famiglie italiane che non riescono a pagare le bollette del riscaldamento o della luce. Riqualificare il patrimonio edilizio puntando ad azzerare i fabbisogni di energia per riscaldamento e raffrescamento, autoproducendo e condividendo l'energia prodotta da pannelli solari, è la strada più efficace e lungimirante per affrontare i problemi delle città italiane e aiutare le famiglie in difficoltà».

«Ricostruire nuclei di comunità, a partire dalla scelta di abitare insieme, non significa solo promuovere in nuove forme ed autonome il diritto alla casa - afferma Matteo Robiglio, Presidente di Homers -  vuole anche dire praticare un'urbanistica rigenerativa, a consumo di suolo zero, fatta non di vincoli e conservazione, ma di riuso, economia circolare, innovazione tipologica e ritrovata bellezza. L'esperienza della pandemia ci ha mostrato quanto i nostri spazi abitativi e urbani debbano essere ripensati, proponendo nuove configurazioni tra casa e lavoro, tra interno ed esterno, tra privato e condiviso, e incorporando in modo intelligente nuove tecnologie energetiche e digitali nel tessuto esistente delle nostre città».

Con questo progetto, Legambiente e Homers adottano un approccio integrato per la promozione e l’erogazione di servizi tecnici e di accompagnamento, che supportino la nascita di esperienze reali di cohousing e comunità energetiche rinnovabili.

Il progetto synoikeō prende avvio dal Sud, perché Legambiente ed Homers credono che la città mediterranea contenga grandi risorse di sostenibilità e socialità da attivare, non a caso la prima comunità energetica sostenuta da Legambiente è partita qualche settimana fa proprio a Napoli. Ed oltre a Napoli, synoikeō lavorerà anche a Messina e a Taranto, città che hanno un gran bisogno di processi di rigenerazione social.

Forme diverse di «cohousing» si applicano in aree rurali, ma anche in contesti urbani e in particolare nelle metropoli, dove sopperiscono alla riduzione delle relazioni interpersonali, di mutuo aiuto e di gestione economica condivisa. In questo tipo di comunità infatti, si sviluppano processi che permettono di ammortizzare tra più persone costi e difficoltà insostenibili per un solo nucleo familiare e, allo stesso tempo, si attivano circoli virtuosi come la riduzione dei consumi energetici, grazie al ricorso alle energie rinnovabili.

Il 22 ottobre 2020 è stata presentata alla Camera dei Deputati una Proposta di Legge per il “Riconoscimento e disciplina delle comunità intenzionali” nella quale vengono sottolineati il valore civile e la funzione di utilità sociale delle comunità intenzionali che si esprimono nello svolgimento di attività in favore della collettività. 

 

Le comunità energetiche rinnovabili

Altra forma importante è rappresentata dalle comunità energetiche rinnovabili, ovvero associazioni tra cittadini, attività commerciali o imprese che decidono di unire le forze per dotarsi di impianti per la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili.

A partire da marzo 2020, le comunità energetiche sono state introdotte anche in Italia con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe, traducendo così il contenuto della Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE) e dando il via libera a esperienze presenti ormai da diversi anni in alcuni Paesi del Nord Europa come Danimarca e Germania.

Il 17 novembre, è stato inoltre pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto del ministero dello Sviluppo Economico che definisce gli incentivi per comunità energetiche e autoconsumo collettivo. Con il recepimento completo della Direttiva, previsto nel 2021, verranno eliminati i limiti alla dimensione degli impianti e ulteriormente chiariti e semplificati questi interventi che particolarmente al Sud possono trovare grandi opportunità, considerando il soleggiamento presente.

Attraverso la costituzione di comunità energetiche rinnovabili diventa così possibile raggiungere obiettivi davvero ambiziosi nella riqualificazione degli edifici.


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