L’economia circolare e il settore del calcestruzzo prefabbricato: le iniziative del Gruppo Truzzi per il 2021

Il Gruppo Truzzi sta sviluppando diverse iniziative volte sia al monitoraggio sia al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali degli stabilimenti produttivi.

Nell’articolo viene spiegato quali soluzioni l’azienda intende implementare in ottica di economia circolare, con la speranza che possano essere d’ispirazione ad altre aziende e partners del settore del calcestruzzo prefabbricato. 


La grande attenzione del Gruppo Truzzi ai temi della Sostenibilità

Il tema della sostenibilità ha un ruolo sempre più centrale nell’attuale dibattito economico e politico e ha ritrovato una nuova dignità e attenzione a livello istituzionale. La sensibilità maturata dal Gruppo Truzzi nei confronti dell’ambiente ha portato l’azienda ad investire nella sperimentazione di tecnologie innovative volte a produrre meno rifiuti e ridurre i consumi di risorse naturali nelle attività operative giornaliere. 

Economia circolare nel settore del calcestruzzo prefabbricato: ecco cosa ha previsto il Gruppo Truzzi per il 2021

Quali sono le iniziative del Gruppo Truzzi

Le iniziative che l’azienda intende realizzare porteranno i seguenti risultati in termini di prestazioni ambientali: 

  • il riutilizzo integrale dell’acqua di recupero secondo quanto previsto dalla normativa Uni En 1008:2003, grazie a tecnologie innovative da integrare all’attuale impianto di betonaggio;
  • la riduzione delle risorse naturali impiegate nelle operazioni di maturazione artificiale dei manufatti tramite un innovativo sistema di gestione dell’impianto.

 

Il riutilizzo integrale dell’acqua di recupero negli stabilimenti Truzzi: una panoramica dello stato attuale 

Le acque di recupero negli impianti di produzione di calcestruzzo derivano principalmente dal lavaggio degli Speedy, mezzi speciali adibiti al trasporto e alla distribuzione di calcestruzzo. 

Attualmente, per trasformare in acqua di recupero la miscela fangosa composta da acqua, cemento e aggregati derivante dal lavaggio degli Speedy, sono necessari tre step

  1. Il composto viene trattato con un apposito strumento, chiamato Beton Wash, che consente la separazione della frazione solida grossolana (diametri > 0,15 mm) dalla frazione liquida con sedimenti aventi diametro inferiore a 0,15 mm.
  2. La frazione liquida con sedimenti inferiori a 0,15 mm viene raccolta in un’apposita vasca di raccolta attrezzata con un agitatore che impedisce ai piccoli sedimenti di depositarsi. 
  3. Il composto viene poi trattato tramite filtropressa per separare ulteriormente la frazione solida da quella liquida.

Questi step portano all’ottenimento di:

  • fanghi composti da sabbia e cemento che vengono poi smaltiti come rifiuto;
  • acqua.

Truzzi ha studiato una soluzione che consentirà di ridurre i passaggi che portano all’ottenimento dell’acqua di recupero e di conseguenza, diminuire la produzione di rifiuti.

Il progetto consentirà di utilizzare la frazione liquida risultante dal Beton Wash (primo step) direttamente per la produzione di calcestruzzo, senza dover effettuare gli step successivi che portano alla produzione del rifiuto, ovvero i fanghi composti da sabbia e cemento. 

Gli obiettivi attesi

Investendo in soluzioni innovative come il recupero dell’acqua di lavaggio degli Speedy, l’azienda vuole ottenere i seguenti obiettivi:  

  • annullare i consumi di energia elettrica per la filtrazione dell’acqua; 
  • eliminare la produzione di rifiuti derivanti dal processo di filtrazione.

Impianti di calcestruzzo: determinazione della densità dell’acqua di recupero a tutti i cicli di impasto

La norma UNI EN 1008 descrive le caratteristiche chimico fisiche dell’acqua di recupero e prevede che i mix di calcestruzzo siano adeguati in funzione della densità dell’acqua, densità da rilevare almeno giornalmente. 

In Italia sono pochi gli impianti di calcestruzzo dotati di un sistema di riutilizzo dell’acqua di recupero e ancora meno quelli che riescono a rilevare istantaneamente la densità dell’acqua e correggere i mix di calcestruzzo ad ogni ciclo.

Tra gli obiettivi di Truzzi S.p.A. vi è quello di estendere la determinazione della densità dell’acqua di recupero a tutti i cicli di impasto.

È infatti risaputo che nei mix design, per tutti i costituenti solidi del calcestruzzo, è tollerato un errore minimo di dosaggio purché tale modifica non influisca sulle proprietà meccaniche del conglomerato. Quando si parla di costituenti liquidi invece (acqua, nel nostro caso), la questione è ben diversa.

Il riutilizzo integrale dell’acqua di recupero negli stabilimenti Truzzi


La resistenza a compressione: il mix design e l’importanza del dosaggio dell’acqua

La stretta correlazione tra il rapporto acqua-cemento e la resistenza a compressione del calcestruzzo è nota. In particolare, all’aumentare del rapporto acqua/cemento diminuisce la resistenza a compressione del calcestruzzo a parità di composizione (cemento, aggregati e additivi). La precisione nel dosaggio di acqua è quindi fondamentale per garantire le prestazioni del calcestruzzo e garantire un’elevata qualità e sicurezza dei prodotti strutturali. 

In collaborazione con MCT Italy Marcantonini Concrete Technology di Bettona (PG), azienda internazionale leader nel settore della produzione di impianti di betonaggio, Truzzi intende realizzare un sistema continuo di rilevazione della densità dell’acqua di recupero che consenta di adeguare il mix design in funzione della frazione solida apportata, ad ogni ciclo di impasto.

 

L’intervento per ridurre l’impiego delle risorse naturali nelle operazioni di maturazione artificiale dei manufatti in c.a.

Il secondo progetto in termini di economia circolare che Truzzi intende realizzare riguarda la riduzione delle risorse naturali impiegate nelle operazioni di maturazione artificiale dei manufatti in calcestruzzo. 

Negli stabilimenti, la tecnica della prefabbricazione industriale si articola tipicamente su cicli produttivi quotidiani. La preparazione e il getto degli elementi prefabbricati vengono effettuate nell’arco della giornata lavorativa, mentre le fasi di maturazione e di presa del calcestruzzo avvengono durante la notte, fino al raggiungimento dei valori di resistenza minimi per la scasseratura.

Questa tecnica consente in un uso più razionale dell'impianto e tempi di stoccaggio minori.

La fase di presa del calcestruzzo prefabbricato: alcune nozioni 

La fase del ciclo produttivo termina quindi con la presa del calcestruzzo. È la fase che porta allo sviluppo delle resistenze meccaniche, che avviene grazie alla reazione chimica di idratazione delle molecole di cemento a contatto con quelle di acqua presenti nell’impasto.

Tale reazione chimica è fortemente influenzata dalla temperatura del calcestruzzo che, a sua volta, subisce le condizioni climatiche esterne. Infatti, al di sotto di certe temperature la reazione chimica ha bisogno di tempi più lunghi per realizzarsi; tempi non compatibili con le esigenze industriali di cicli produttivi quotidiani.

Pertanto, nei periodi più freddi dell’anno, gli stabilimenti di prefabbricazione che operano su cicli quotidiani hanno necessità di forzare l’inizio e il successivo evolversi della reazione di presa del calcestruzzo, portandolo in maniera artificiale a temperatura richiesta. Per creare le condizioni idonee alla presa del calcestruzzo, le casseformi vengono riscaldate da generatori di vapore. Il calore generato viene poi convogliato ai sistemi radianti presenti all’interno o al di sotto delle casseforme.

Attualmente, negli stabilimenti Truzzi S.p.A. sono presenti esclusivamente linee di produzione soggette a sistema di maturazione forzata a vapore con tubi alettati e valvole di apertura e chiusura del flusso di vapore. Questa metodologia era stata scelta perché permetteva, nella fase di esercizio, un primo risparmio energetico in termini di quantità di vapore da somministrare alle linee e, di conseguenza, di combustibile da fornire ai generatori per produrre vapore.

L’evoluzione nel sistema degli additivi per calcestruzzo: la collaborazione con Mapei 

Truzzi S.p.A. ha quindi già da tempo intrapreso la strada del perseguimento della migliore efficienza energetica, ma la tecnologia evolve, così come le esigenze operative e ambientali. Per questo Truzzi ha deciso di migliorare ulteriormente l’efficienza degli impianti di riscaldamento.

Il sistema di stagionatura a vapore attualmente presente in stabilimento era stato concepito e dimensionato per un utilizzo più intenso e impattante di quello necessario ora, questo anche grazie allo sviluppo tecnologico compiuto nel campo degli additivi per calcestruzzo. Gli additivi presenti sul mercato, in combinazione con cementi molto performanti, permettono di raggiungere le resistenze richieste, anche nei periodi freddi dell’anno, con un apporto energetico esterno minore rispetto al passato.

Questa evoluzione del settore ha portato Truzzi S.p.A. ad individuare nuovi ed interessanti sviluppi per ottenere una maggiore efficienza energetica. Nel campo della ricerca e dello sviluppo di prodotti innovativi, è stata fondamentale la collaborazione con Mapei, azienda leader nel settore e partner storico di Truzzi S.p.A..

Gli stabilimenti Truzzi S.p.A. verso un efficientamento energetico degli impianti di riscaldamento

Con l’obiettivo di diminuire il dispendio energetico, pur garantendo il raggiungimento delle resistenze richieste, Truzzi interverrà applicando ai generatori attuali delle valvole che permetteranno di poter regolare e modulare in continuo i flussi di vapore in mandata ad ogni linea attiva.

Gli appositi microprocessori integrati a corredo delle valvole saranno in grado di gestire il tempo di accensione dell’impianto, ottimizzandolo in funzione delle temperature ambientali, della risposta termica di ogni cassaforma e delle istruzioni impartite al sistema dagli operatori.

I microprocessori consentiranno inoltre di registrare tutti i parametri di funzionamento fornendo dati preziosi per l’ottimizzazione dei cicli di stagionatura.

 

Le conclusioni e i risultati attesi: un po' di numeri 

Il progetto di Truzzi S.p.A. in ambito Economia Circolare porterà ovviamente diversi benefici in termini di impatto ambientale

Attraverso il riciclo delle acque di recupero, Truzzi potrà riutilizzare per la propria produzione circa 700 m3 di risorse idriche all’anno

L’azienda sarà quindi in grado di recuperare circa 730.000 kg di sottoprodotto suddiviso in circa 700.000 Kg di acqua e 30.000 Kg di frazione solida, ottenendo una diminuzione dei consumi di energia elettrica di circa 8.400 Kwh, equivalenti al consumo di circa 1,6 tonnellate di petrolio.

Attraverso il miglioramento energetico dell’impianto di riscaldamento si prevede un risparmio del volume del gas metano utilizzato compreso tra il 20 e il 30 % dei consumi attuali, a parità di produzione. 

In aggiunta alle iniziative in corso, il reparto Qualità dell’azienda si sta occupando dell’attuazione del sistema di gestione ambientale conforme ai principi e ai dettami della UNI EN ISO 14001:2015. 

In ottica di miglioramento continuo, il Gruppo Truzzi considera queste iniziative solamente una piccola parte di quello che intende fare in termini di sostenibilità, rispetto per l’ambiente, responsabilità sociale e corporate governance. 

Nato come pioniere della prefabbricazione, il Gruppo intende essere portavoce dei propri valori, consapevole del fatto che costruire è un atto etico. L’impatto di ogni attività e progetto sull’ambiente e sulle persone va valutato attentamente, con l’obiettivo di eliminare o quantomeno ridurre le emissioni dannose e promuovere un utilizzo consapevole delle risorse naturali.


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