Ponti e viadotti: l’ispettore ponti e la sua attività di controllo

Intervista a Matteo Felitti, ispettore ponti e profondo conoscitore delle criticità tecnologiche e meccaniche delle infrastrutture in c.a. e c.a.p..
Attraverso una ricca rassegna fotografica racconta, sinteticamente, la sua esperienza sul campo.


Attività di ispezione: preparazione di base dell'ispettore ponti, organizzazione e piano di ispezione

Le ispezioni riguardano alcuni cavalcavia collocati sulle autostrade italiane con impalcato a sezione mista acciaio – calcestruzzo realizzati negli anni sessanta. Posseggono uno schema statico di trave continua su quattro appoggi (pile a sezione circolare e spalle in calcestruzzo armato) e due cerniere intermedie su travi in acciaio con sezione a I (Figura 1 e Figura 2). Molti di essi sono stati progettati dal Prof. Fabrizio De Miranda del quale, in nota, si riportano alcuni dettagli della Sua pregevole attività professionale.

Cavalcavia tipo: prospetto

IMMAGINE 1: Cavalcavia tipo: prospetto

 

Cavalcavia tipo-schema statico

IMMAGINE 2: Cavalcavia tipo: schema statico

 

In generale, vista la complessità delle ispezioni, il tecnico - Ispettore ponti - a mio avviso, deve avere, innanzitutto, una solida preparazione sui concetti base della Scienza e della Tecnica delle costruzioni. Tali conoscenze - acquisite nei corsi universitari - gli consentiranno di “inquadrare” appieno il comportamento strutturale del ponte, del viadotto o del cavalcavia oggetto di analisi. Ulteriori corsi e certificazioni possono certamente contribuire ad arricchire la preparazione di base. 

Per quanto riguarda l’individuazione dei danni e dei difetti sugli elementi strutturali, l’ispettore ponti, deve, inoltre, avere una adeguata conoscenza della tecnologia dei materiali, dei meccanismi chimico-fisici che portano al degrado delle strutture, dell’elettrochimica di base e dell’ampia tematica relativa alla corrosione dei metalli (Figura 3 e Figura 4).

L’ispezione viene, generalmente, organizzata in dettaglio secondo i seguenti punti: 

  • A) Individuazione del “tronco” autostradale;
  • B) Selezione di ponti, viadotti e cavalcavia da ispezionare;
  • C) Scelta del tipo di ispezione se trimestrale o annuale.

Attività di studio-Matteo Felitti

IMMAGINE 3: Attività di studio

 

Attività di ispezione: esperienza sul campo

IMMAGINE 4: Attività di ispezione: esperienza sul campo

 

Ponti, viadotti e cavalcavia in c.a., c.a.p. e a struttura mista acciaio-calcestruzzo: quali sono le principali criticità in termini di degrado e di danno riscontrato?

I danni e i difetti riscontrati, in fase di ispezione, sono molteplici e opportunamente catalogati in funzione di alcuni parametri (vedi ad esempio Allegato C “Schede difettologiche” delle Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti): 

  • Peso del difetto G (può assumere valori da 1 a 5);
  • Estensione k1 (assume valori: 0,2 - 0,5 - 1);
  • Intensità k2 (assume valori: 0,2 - 0,5 - 1).

Si riportano qui di seguito alcuni estratti dell’Allegato C, che illustrano i fenomeni di degrado che sono stati principalmente riscontrati durante le attività ispettive.

 

Esempio scheda difettologica per ossidazione (MIT)

IMMAGINE 5: Esempio scheda difettologica per ossidazione (MIT)

 

Esempio di scheda difettologica per deformazione anime/piattabande (MIT)

IMMAGINE 6: Esempio di scheda difettologica per deformazione anime/piattabande (MIT)

 

Esempio di scheda difettologica per distacco copriferro (MIT)

IMMAGINE 7: – Esempio di scheda difettologica per distacco copriferro (MIT)

 

 

Esempio di scheda difettologica per armatura ossidata e/o corrosa (MIT)

IMMAGINE 8: Esempio di scheda difettologica per armatura ossidata e/o corrosa (MIT)

 

felitti-ponti-e-viadotti9.jpg

IMMAGINE 9: Esempio di scheda difettologica per piastra di base deformata (MIT)

 

Le criticità riscontrate, durante le ispezioni, riguardano essenzialmente quelle legate alla corrosione delle barre di armatura con conseguente fessurazione del calcestruzzo e corrosione delle parti strutturali in carpenteria metallica.

È noto che, i danneggiamenti progressivi, nel tempo, possono ridurre i margini di sicurezza su cui si fonda la progettazione strutturale. La Figura 10 mostra il tipico diagramma di Tuutti tempo-grado di corrosione.  Si noti, in ascissa, la vita utile divisa in “tempo di innesco” e “tempo di propagazione” fino all’eventuale collasso strutturale. 

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