All’Italia la leadership della Geotecnica

Non si incorre in alcuna esagerazione o altro nell’affermare che l’Italia sia in una posizione di indiscussa leadership a livello internazionale nel settore della Geotecnica.
Sia a livello scientifico che applicativo, il nostro paese si colloca ai vertici nel campo della meccanica delle terre e delle rocce ed è al timone della ricerca, progettazione e realizzazione delle più importanti opere geotecniche nel mondo. Per tutto ciò siamo molto ben conosciuti all’estero anche se, nel nostro interno, tarda ad arrivare quel coinvolgimento pieno del ruolo della geotecnica nell’ambito di ogni fase dei processi progettuali e realizzativi, nelle opere di stabilizzazione dei pendii e di salvaguardia ambientale.
I retaggi del passato hanno influenzato ma, sotto certi aspetti l’influenzano tuttora, la cultura dei privati, delle varie pubbliche amministrazioni ai diversi livelli di coinvolgimento o in certi organismi di controllo, rivolgendo l’attenzione più agli aspetti formali che sostanziali della materia. Il ruolo della geotecnica deve essere visto sempre di più come un aspetto essenziale di tutto il processo progettuale ed esecutivo di una qualunque opera dell’uomo la quale vada ad interagire con il materiale suolo.
Collocandosi ai vertici, l’Italia deve prestare molta attenzione e custodire gelosamente il patrimonio scientifico e la leadership che i nostri tecnici e le nostre aziende possiedono nel campo della geotecnica. È qui che il legislatore, le associazioni del settore e gli ordini professionali devono entrare a tutela della materia, dell’innovazione e della diffusione tecnologica.
Infatti, la crescente complessità della normativa da un lato e la nascita e lo sviluppo straordinario del calcolo numerico che permette ora la modellazione matematica delle strutture, del loro comportamento nel tempo e per qualsiasi condizione di sollecitazione, hanno progressivamente industrializzato i processi progettuali dell’ingegneria civile. In questa evoluzione la geotecnica, pur avendo largamente beneficiato dello sviluppo dell’analisi numerica e della ricerca sulle caratteristiche meccaniche dei terreni, con un progresso straordinario nell’ampiezza e nell’affidabilità delle previsioni del comportamento delle opere, è stata progressivamente ridotta ad una schematica o formale definizione delle condizioni al contorno nella soluzione di un problema di analisi e sempre più frequentemente estranea al nucleo concettuale dell’attività di progetto.
Molto spesso la definizione quantitativa dei parametri che descrivono il comportamento dei terreni viene delegata ad altri operatori, esterni al processo centrale della concezione di un’opera, e la soluzione dei problemi costruttivi è direttamente affidata all’impresa esecutrice.
Le nuove norme tecniche hanno introdotto un aspetto importante per quanto concerne le verifiche sismiche ovvero, lo studio della risposta sismica locale con sondaggi e indagini eseguite fino a 30 metri di profondità. Capita però, che ciò venga invece frainteso, più o meno volutamente, considerando lo studio della risposta sismica locale non come un’indagine aggiuntiva a quelle già da fare, ma come l’unica indagine da eseguirsi. La preoccupazione è che gli strutturisti che prima richiedevano a noi geotecnici la costante di sottofondo di Winkler, d’ora in poi ci chiedano soltanto qual è la classe di sottosuolo, vale a dire il Vs,30. La norma afferma chiaramente che le indagini necessarie allo studio della risposta sismica locale sono da considerarsi come aggiuntive.
Già in molte occasioni lavorative ho potuto riscontrare casi in cui le indagini si limitino soltanto alla determinazione del Vs,30, contrariamente a quanto sancito dalla norma.
Data la notevole espansione delle zone urbanizzate sul territorio, le costruzioni interessano sempre più spesso terreni poco resistenti e molto deformabili, mentre le condizioni di sollecitazione aumentano per intensità e complessità.
Operando da anni nell’ambito delle opere in sotterraneo, spesso le difficoltà da superare sono tali che è indispensabile una spiccata capacità basata non solo su una profonda esperienza conoscitiva, ma anche su un alto grado di personale attitudine e genialità a sviluppare e tradurre in atto indicazioni frutto dell’esperienza e della tecnica. Come già detto, l’Italia nell’ultimo ventennio ha assunto una posizione di comando che l’ha vista protagonista sia dal punto di vista dell’innovazione che dell’industrializzazione dei processi costruttivi. La realizzazione di queste opere con tecnologie avanzate di scavo, in situazioni geologiche complesse e con standard di sicurezza elevati, ha visto nascere speciali competenze sia a livello scientifico che imprenditoriale ponendo l’Italia ai vertici. Di conseguenza, l'importanza della Geotecnica è andata crescendo enormemente e le nostre imprese di costruzioni, i nostri ingegneri e tecnici specializzati hanno varcato i confini nazionali entrando in competizione con imprese, ingegneri e tecnici di ogni parte del mondo.
 

Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su