Il settore delle costruzioni nel 2021: investimenti, produzione e occupazione. I dati dell'ANCE

Dopo la pandemia e anni di bassa crescita, l’Italia è tornata a essere tra i principali Paesi Ue in termini di sviluppo, un risultato ottenuto soprattutto grazie al settore delle costruzioni che ha rappresentato oltre un terzo della crescita del Pil del +6,5% nel 2021.

È questa l’analisi del Centro Studi Ance presentata a Roma dal Direttore del Centro studi Flavio Monosilio, dal Vicepresidente Rudy Girardi e il Presidente Gabriele Buia.

 

Osservatorio congiunturale: un terzo della crescita del Pil nel 2021 è grazie alle costruzioni

Dopo anni di bassa crescita e la crisi generata dalla pandemia, il Paese è tornato a crescere in termini di sviluppo. In questo contesto, un forte impulso è arrivato dal settore delle costruzioni che, con tutte le attività collegate, arriva a rappresentare il 22% del Pil, attivando una filiera connessa a quasi il 90% dei settori economici.

Nel 2021, gli investimenti nel settore sono cresciuti del +16,4% con numeri da record:

  • produzione: +24,3%;
  • occupazione: +11,8% iscritti alle casse edili;
  • ore lavorate: +26,7%.

Tuttavia, come evidenzia ANCE, è ancora da recuperare il GAP produttivo generatosi dall'inizio della crisi del settore: -28,8% rispetto al 2007, ossia 60 miliardi in meno rispetto al livello annuale degli investimenti.

 

Riqualificazione e Bonus edilizi trainano la crescita 

Grazie ai Bonus edilizi e ai meccanismi di cessione del credito e dello sconto in fattura, nel 2021 gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo sono cresciuti del 25% portando a 55 miliardi di euro il totale degli investimenti nel comparto.

 

Gli investimenti in costruzioni

 

Nel dettaglio, il giro d’affari collegabile agli incentivi fiscali nei primi 11 mesi del 2021 sono aumentati del 43,4% e il Superbonus 110%, al 31 gennaio scorso, registrava 107.588 interventi per 18,3 mld di euro (monitoraggio Enea - MISE - MITE).

Le continue modifiche alle misure incentivanti potrebbero però minare questi risultati: per il 2022 le previsioni Ance si ridimensionano delineando una sostanziale tenuta (+0,5%) del mercato dovuta soprattutto a un -8,5 della manutenzione, a causa del ridimensionamento di alcuni Bonus edilizi e del periodo di blocco nella cessione dei crediti generato dal Decreto Legge Sostegni ter.

 

L'uso del Superbonus in Italia

 

Crescono gli investimenti in opere pubbliche 

Grazie ai cantieri del PNRR, gli interventi per le opere pubbliche registrano buone performance, con un più 15% nel 2021 rispetto al 2020. Tuttavia, sulla piena realizzazione del Piano, pesano alcune incognite dovute al caro materiali.

Per l'Associazione dei costruttori infatti, le misure messe in campo dal Governo non sono ancora sufficienti, occorre un adeguamento dei prezzari e degli importi a base d’asta, come peraltro recentemente effettuato da alcune primarie stazioni appaltanti. Anche la scarsità di manodopera preoccupa: l'anno scorso ben il 40% dei profili richiesti nel comparto delle costruzioni era di difficile reperimento. C'è perplessità anche sul fronte dell'impegno richiesto alle Pubbliche amministrazioni, infatti tutti gli investimenti previsti devono essere aggiudicati entro il 2023: un ulteriore e importante elemento di criticità in considerazione della capacità della Pubblica amministrazione, impoverita da anni di mancati investimenti e dal blocco del turnover.

Aspetti sui quali il Presidente Buia ha richiamato l’attenzione:

«Dei 220 miliardi di risorse del PNRR, 108 miliardi passano per il mondo delle costruzioni, dalla grande infrastruttura al piccolo intervento. Ci sentiamo responsabili di questo grande cambiamento, ma per riuscirci bisogna correre e far funzionare al meglio la macchina».

 

Caro materiali: l'aumento dei prezzi nel settore delle costruzioni

 

A commentare lo scenario disegnato dall’Ance, erano presenti anche il Chief economist di intesa San Paolo, Gregorio De Felice e  l’Amministratrice delegata di Rfi, Vera Fiorani che, come si legge dalle pagine di Avvenire, ha rimarcato come quest'anno verranno lanciate «nuove gare per 24,7 miliardi» al contempo «abbiamo aggiornato i prezzi con i nuovi materiali e questa variazione del tariffario ha provocato un aumento medio del 16% dei quadri economici dei progetti che devono andare in gara, che sono in fase di aggiornamento».

 

Credito: le banche considerano ancora rischioso il settore

Nonostante gli investimenti nelle costruzioni siano in forte crescita le banche continuano a considerare rischioso il settore.

Come rilevato dall'Osservatorio, le misure introdotte dal Governo nel 2020, durante il periodo pandemico, hanno contribuito ad aumentare i finanziamenti al settore anche grazie al Fondo di garanzia per le PMI.

Nel 2021 però, i dati sulle erogazioni dei finanziamenti alle imprese di costruzioni mostrano una prima battuta d’arresto (-7,2%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

È probabile che il termine della moratoria al 31 dicembre 2021 e l’avvicinarsi della scadenza del Temporary Framework (prevista per il 30 giugno 2022) inizino a influire sull’erogazione dei finanziamenti.

 

Le frodi legate ai bonus edilizi

Nel corso dell'appuntamento, il presidente Buia è intervenuto anche sulla questione delle frodi legate ai Bonus edilizi.

«L’Ance si costituirà parte civile in tutti i casi di frode e di malaffare. Non abbiamo niente a che vedere con furbetti e operatori improvvisati».

Il Presidente ha anche ribadito l'importanza del rispetto del contratto di settore per usufruire dei Bonus edilizi (una richiesta più volte avanzata da Ance) così come previsto dalla nuova norma approvata dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando.


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