Iperveloce, multimodale, sostenibile: ecco come cambia la mobilità

Abbiamo incontrato Roberto Minerdo, per capire come sarà la mobilità del futuro prossimo, alla luce della diffusione di Hyperloop, del Mobility as a Service (MaaS), della digitalizzazione. Ecco le risposte.


Il PNRR, occasione unica per trasformare il Paese

Andrea Dari

Dott. Minerdo, lei parteciperà all’evento organizzato dal CIFI "La digitalizzazione per una maggiore sostenibilità di opere ferroviarie» e terrà una relazione sul tema del Mobility as a Service (MaaS). Ma che cosa si intende per "Mobility as a Service (MaaS)"?

 

Roberto Minerdo

Il MaaS è l’acronimo di Mobilty as a Service, un modello già applicato in altri settori che consente di erogare degli abbonamenti mensili a forfait per l’utente per l’utilizzo di un bundle di trasporti pubblici e privati quali autobus, treni, metropolitane, taxi, car, scooter e bike, sharing, normalmente attraverso una unica App. sostanzialmente modifica il modo di spostarsi, non più principalmente solo con mezzi privati ma attraverso la mobilità condivisa da usufruire secondo le necessità dell’utente. Nelle città di grandi dimensioni si applica con maggiore efficacia in ottica di intermodalità, le piattaforme di gestione sono in grado di gestire mezzi, orari, tariffe. L’obiettivo del MaaS è quello di mettere gli utenti, sia nel caso si tratti di passeggeri che di merci, al centro dei servizi di trasporto, offrendo loro soluzioni di mobilità su misura basate sui loro fabbisogni individuali.

La digitalizzazione è ancora una volta al centro dello sviluppo del nostro Paese, abbiamo le migliori tecnologie a disposizione, competenze di grado superiore in tutti i settori e non possiamo non sfruttare la grande opportunità che il PNRR ci dà per trasformare veramente l'Italia in un Paese al passo con i tempi e per migliorare la vita delle persone.

 

La digitalizzazione per una maggiore sostenibilità di opere ferroviarie

Venerdì 10 giugno si terrà un Convegno dal titolo "La digitalizzazione per una maggiore sostenibilità di opere finanziarie", organizzato da Harpaceas e il Politecnico di Milano e patrocinato da GBC Italia e che ha come obiettivo quello di presentare e discutere sui temi legati a digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo territoriale delle infrastrutture ferroviarie.

Il trasporto ferroviario riveste, infatti, un ruolo di primo piano nelle scelte di mobilità europee dei prossimi anni. Il Green Deal Europeo (Green Deal), presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2019, si propone infatti di ridurre i livelli delle emissioni nocive dei trasporti, registrati nel 1990, del 90% entro il 2050.

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Andrea Dari

Due sono i temi primari che alimentano le strategie globali di ogni paese: il rispetto dell’ambiente e la riduzione dei consumi energetici. La sensazione che abbiamo è che il mondo dei trasporti possa sensibilmente migliorare su entrambe i fronti. Quali saranno i driver che potranno consentire un cambiamento radicale?

 

Roberto Minerdo

Durante la pandemia, in Europa, le emissioni in atmosfera derivanti dall’industria, dalla produzione di energia, dall’agricoltura e dalle abitazioni hanno registrato un netto calo mentre quelle relative ai trasporti, che pesano per più di un terzo sul totale della emissioni sono risultate in crescita.

La loro composizione è rappresentata da oltre il 70% delle emissioni legate alla mobilità delle persone e merci riferibile al trasporto stradale, poco meno del 30% al traffico aereo e marittimo. Nell’Unione Europea il petrolio copre il 94% del fabbisogno energetico del settore, una percentuale decisamente alta che si registra solo nel comparto dei trasporti. Ne consegue che la mobilità sostenibile rappresenta un pilastro della transizione energetica e che questo tema debba essere affrontato a livello globale.

L’Unione Europea ha indicato gli obiettivi e il Recovery Fund ha previsto stanziamenti importanti per realizzare opere infrastrutturali e migliorare i servizi, gli Stati Europei non potranno più rimandare alcune decisioni strategiche nel settore della mobilità. Si dovranno necessariamente rivedere le pianificazioni infrastrutturali, anche alla luce del cambiamento di abitudini ormai acclarato, che ha modificato, sono certo in modo ormai permanente, le modalità di spostamento delle persone in particolare

Dobbiamo pensare a sistemi di trasporto delle merci che decongestioni le arterie stradali e che usino carburanti a basso impatto ambientale, si deve ripensare alle autostrade del mare e a passare ad alimentazioni sostenibili per i trasporti aerei anche passando per l'elettrico.

 

Il grande punto di forza di Hyperloop Italia sarà la sostenibilità

Andrea Dari

Nel mondo dei trasporti c’è un’altra rivoluzione in fase di lancio, quella dei sistemi ultraveloci, e in Italia sembra che finalmente ci si sia accorti di questa soluzione, con il progetto Hyper Transfer nel Veneto. Può dirci qualcosa di più?

 

Roberto Minerdo

Nel mondo, da tempo, ci si è accorti dei sistemi ultraveloci come Hyperloop, l'Europa e, in particolare, la DG Move da oltre 4 anni sta studiando il sistema Hyperloop. Ora abbiamo di fronte una grande opportunità: quella di vedere realizzato un intera tratta Hyper proprio in Italia, partendo dal trasporto veloce e efficiente delle merci per arrivare allo spostamento delle persone, in piena autonomia, sicurezza e sotenibilità. Con Hyperloop Italia siamo presenti per trasformare un sogno avvenieristico in una opportunità per tutto il Paese che non ha nella velocità il suo più grande punto di forza ma nella sostenibilità, nell'efficienza energetica e nel contenimento dei costi di gestione.

 

 

In Veneto arriverà Hyper Transfer, il treno supersonico che viaggia a oltre 1000 km/h
Hyper Tranfer è il sistema di trasporto super veloce a guida vincolata, che sarà sperimentato in Veneto nei prossimi anni.
Il sistema consiste nel trasferimento di merci in container e persone attraverso un tubo, nel quale viaggiano capsule isolate dall’esterno e spinte attraverso sistemi di propulsione e sospensione garantita dalla lievitazione magnetica. In questo modo è possibile mantenere la differenza di pressione con l’esterno e raggiungere velocità superiori ai 1000 km/h.

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Andrea Dari

I sistemi ultraveloci potrebbero a suo modo di vedere portare a un cambiamento anche socio economico territoriale ? mi spiego meglio, collegando città come Bologna e Milano con sistemi che in 10/15 minuti consentano di trasferirsi da una città all’altra, la mobilità «giornaliera» potrebbe comportare un nuovo modello di sviluppo urbano?

 

Roberto Minerdo

Le autostrade si configurano fino a questo momento come collegamento tra aree urbane e spesso la congestione del traffico e i cantieri trasformano le nostre automobili in auto-immobili (avete mai pensato in tal senso a quante ore della nostra vita trascorriamo fermi in auto ?!) Le città di converso sono candidate a trasformarsi sempre più in smart city (nelle quali si concentra maggiormente l’inquinamento atmosferico e di polveri sottili) e dove ci si muoverà maggiormente con mezzi diversi da quelli con cui si arriva.

La mobilità principale risulterà sempre più quella locale e la vera transizione si giocherà soprattutto all’interno delle aree urbane, con attenzione sull’ultimo miglio per le merci e la mobilità intermodale delle persone. I processi di digitalizzazione in atto sono destinati a migliorare la gestione della mobilità condivisa: auto, scooter, biciclette, monopattini integrandoli con i mezzi pubblici.  

Lo spostamento veloce, ma soprattitto efficiente e sostenibile, tra i grandi centri urbani, porteà a una valorizzazione delle aree extraurbane che diventeranno, sempre più un luogo dove trascorrere la propria vita e il proprio tempo, al difuori degli impegni lavorativo. Questo cambiamento influirà anche sul valore del patrimonio immobilare che dovrà fare i conti con una nuova modalità di spsotarsi, di lavorare, di trascorrere il prorpio tempo libero. Quando prevarrà il valore del nostro "tempo" si vivrà meglio.

 

Iperveloce, multimodale, sostenibile: ecco come cambia la mobilità

Hyperloop Transportation Technologies (Hyperloop TT)  

 

Andrea Dari

Ma in un contesto in cui il futuro dei trasporti potrebbe essere non «ad Alta Velocità» ma a «Iper velocità» non c’è il rischio che gli investimenti previsti per il TEL-T europeo possano supportare lo sviluppo di una rete di fatto a rapida obsolescenza?

 

Roberto Minerdo

Hyperloop non è un sistema alternativo all'alta velocità. Nella storia un sistema non ha mai sostituito l'altro. Hyperloop rappresenta l'evoluzione del sistema ferroviario. Immaginatevi che oggi solo dal 5% al 20% delle merci e dei passeggeri viaggiano su rotaia. Hyperloop sarà l'evoluzione delle linee ad alta velocità ed andrà ad integrare ed a sviluppare il network esistente in linee dove l'alta velocità non arriva o la rete è già satura. C'è ancora un 80% delle merci e passeggeri che intasano le nostre arterie autostradali e dobbiamo fare qualcosa subito! Io non lo voglio un futuro come questo per i miei nipoti.