Progetto illuminotecnico nei sistemi di rating, nazionali ed internazionali

Quando parliamo di edifici sostenibili ed attenti al benessere delle persone certificati/ o in via di certificazione secondo i protocolli GBC, LEED, BREEAM, WELL... qual è il punteggio premiale offerto da un'attenta progettazione illuminotecnica?

Scopriamo attraverso questo articolo il valore qualitativo e quantitativo offerto dalla luce all'interno dei principali sistemi di rating, nazionali ed internazionali.


Edifici sostenibili certificati: il valore qualitativo e quantitativo della luce

L’attenzione alla progettazione della luce artificiale e naturale è un aspetto considerato da sempre all’interno di tutti gli schemi di valutazione delle prestazioni ambientali e di qualità indoor degli immobili.

Storicamente, l’attenzione è stata sin da subito concentrata su alcuni aspetti quali:

  • la controllabilità dei sistemi artificiali di illuminazione
  • l’attenzione agli assorbimenti elettrici e relativi consumi dei corpi illuminanti
  • la limitazione della dispersione verso l’alto del flusso luminoso proveniente da sorgenti di luce artificiale in esterno

Questi concetti sono evoluti nel tempo traendo forza dalla maggiore diffusione di strumenti tecnologici avanzati per l’analisi della qualità e della quantità della luce naturale, anche grazie alla maggiore sensibilità al tema del benessere riferito agli occupanti l’edificio.

Schemi di certificazione come Living Building Challenge, Well e Fitwell hanno di fatto ampliato l’attenzione dei progettisti verso un concetto di benessere che è più olistico rispetto al mero comfort secondo i classici parametri (aria, luce, acustica, comfort termico).  É proprio grazie a queste premesse che è possibile oggi articolare meglio le ripercussioni sul benessere date dai sistemi illuminotecnici e, da qui, le strategie per averne maggiore controllo.

Progetto illuminotecnico nei sistemi di rating, nazionali ed internazionali

In aggiunta alle attenzioni sopra menzionate, fin dalla diffusione dei primi sistemi di rating, la consapevolezza si è ora arricchita di altri concetti quali: 

  • l’attenzione al ritmo circadiano.  L’esposizione alla luce stimola il sistema circadiano, il quale parte dal cervello e regola i ritmi fisiologici attraverso i tessuti e gli organi del corpo, come ad esempio il livello ormonale ed il ciclo sonno-veglia.

  • Le analisi della luce naturale attraverso metodi e sistemi evoluti, in grado ad esempio di prevedere la % delle ore lavorative durante le quali si possono avere un certo quantitativo di lux sul piano di lavoro (Spatial Daylight Autonomy, SDA) oppure la % di ore lavorative durante le quali si eccede con la luce naturale causando abbagliamento (Annual Sunlight Exposure, ASE).

  • L’attenzione alle diverse necessità di intensità di luce in funzione dei differenti utilizzi degli spazi.

  • La valorizzazione di quelle postazioni di lavoro che sono più vicine alle superfici trasparenti, al fine di enfatizzare i benefici derivanti dalle viste esterne.

  • L’attenzione alle schermature solari, importanti sia per gestire gli apporti energetici gratuiti che il comfort visivo.

  • L’attenzione al contrasto derivante dalle diverse intensità di luce ed al colore degli spazi.
  • La promozione di corpi illuminanti con un elevato indice di resa cromatica.

Ma quanto pesano tutte queste attenzioni all’interno di un sistema di rating?

Per rispondere alla domanda bisogna anzitutto dividere concettualmente i sistemi di rating in due grandi famiglie:

  1. La famiglia dei sistemi di valutazione degli edifici ambientalmente attenti.
  2. La famiglia dei sistemi di valutazione degli edifici attenti al benessere indoor degli occupanti.

Nel primo caso si tratta di contribuire fino ad un massimo di 6 punti su 100, citando ad esempio LEED, attraverso alcune attenzioni sulla controllabilità dei sistemi illuminotecnici, la valorizzazione della luce naturale, oppure l’attenzione a non ostacolare la vista del cielo notturno. In questa prima grande famiglia di sistemi di rating il tema ambientale è quello che la fa da padrone, lasciando in secondo piano il comfort degli occupanti (che, comunque, viene considerato anche se non in forma così articolata come la famiglia di seguito esposta). Fanno parte di questa famiglia i protocolli GBC, LEED, BREEAM.

Nel secondo caso il contributo di un articolato progetto illuminotecnico, che valorizzi luce naturale e artificiale, la controllabilità della stessa, l’utilizzo di corpi illuminanti di alta qualità che non sfasino il ritmo circadiano, un’attenzione più articolata e olistica che integri le diverse competenze valorizzandole, può contribuire fino a 18 punti su 100 (citando ad esempio lo schema WELL). Fanno parte di questa famiglia gli schemi Living Building Challenge, WELL, Fitwel.

Si consiglia ai lettori di trarre spunto dalle riflessioni esposte dai vari schemi, al fine di farle proprie e arricchirle poi con altre considerazioni personali che, per questioni evolutive, non sono ancora incluse nei vari schemi, ma che potranno esserlo nei futuri sviluppi.

Si rimanda alla lettura di questi approfondimenti per coloro che intendono conoscere meglio questi concetti:

La luce nel sistema di certificazione WELL

La luce nel sistema di certificazione LEED

 


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ndr. Articolo pubblicato grazie alla collaborazione del Green Building Council Italia (GBC Italia)