L’importanza di una corretta fornitura per ottenere un buon pavimento

08/11/2016 4877

Alcune semplici regole e le risposte alle domande più frequenti per l’acquisto delle piastrelle

Quante piastrelle ordinare?
Per rispondere a questa domanda occorre:
• conoscere l’estensione della superficie da rivestire;
• avere già stabilito la tecnica ed il disegno di posa (a giunto unito, cioé con i bordi delle piastrelle strettamente accostati l’uno all’altro, o con fughe di alcuni millimetri fra le piastrelle; con fughe a correre o con fughe sfalsate; in parallelo o in diagonale).
Tenendo conto che:
• alcune piastrelle dovranno essere tagliate o forate, per cui dobbiamo mettere in conto una certa quantità di scarto. Questo scarto dipende dalle caratteristiche dell’ambiente, in particolare dalla presenza di irregolarità, e dalla tecnica di posa (ad esempio, la posa in diagonale comporta uno scarto maggiore della posa in parallelo);
• è bene conservare, al termine della posa, alcune piastrelle di riserva (per eventuali riparazioni, o anche per disporre di un campione rappresentativo del materiale in caso di contestazione); conviene ordinare un quantitativo di piastrelle superiore mediamente del 10-15 % rispetto all’estensione della superficie da piastrellare. Il quantitativo va valutato con cura al momento dell’ordine, poiché, nel caso di un ordine successivo, non è detto che il prodotto disponibile sia perfettamente omogeneo con quello fino a quel momento utilizzato.


Come verificare la correttezza della fornitura?
Nell’ordine devono essere precisati tutti i dati di identificazione del prodotto (Ditta produttrice, Denominazione a catalogo, Formato) e la classe di scelta (nonché eventualmente le diverse caratteristiche pattuite).

La fornitura è poi contraddistinta da due ulteriori parametri, il “TONO” ed il “CALIBRO”, che sono riportati su ciascuna scatola di piastrelle:

• il TONO: è la tonalità cromatica che caratterizza quel lotto di piastrelle.
Nella fabbricazione industriale, per motivi legati alla tecnologia di fabbricazione, è praticamente impossibile ottenere piastrelle tutte di identica tonalità cromatica, ma possono verificarsi piccole variazioni di colore - evidenti solo se le piastrelle sono messe una accanto all’altra - fra piastrelle per altro identiche. Per questo motivo, al termine del processo produttivo e prima del confezionamento, vi è una fase di scelta nella quale, oltre ad eliminare i pezzi difettosi, si provvede a raggruppare le piastrelle in classi omogenee per tonalità cromatica, cioé per tono. In molti casi il tono é indicato con una lettera, e riportato sulla confezione con un timbro (ad esempio, Tono A, Tono B).
il CALIBRO: (o “dimensione di fabbricazione”). Per motivi analoghi a quelli precedentemente addotti, e soprattutto nel caso di piastrelle a supporto molto compatto, le piastrelle in uscita dal forno possono essere di dimensione diversa. Anche in questo caso, in fase di scelta, le piastrelle sono raggruppate in lotti della stessa dimensione, a meno delle tolleranze stabilite dalle norme. La dimensione di fabbricazione è anch’essa riportata sulla confezione, accanto alla dimensione nominale, quella che contraddistingue il prodotto, nel modo seguente: 20 x 20 cm (W 198 mm x 198 mm) dove 198 mm è appunto la dimensione di fabbricazione. Oppure 20 x 20 cm - Calibro 01.

L’omogeneità della fornitura deve essere controllata, in quanto piastrelle dello stesso tipo ma di tono o calibro diversi, debbono essere considerate come prodotti diversi, e quindi non idonei per il rivestimento della medesima superficie. Se l’estensione del lavoro da eseguire consente l’impiego di lotti diversi per tono o calibro, questi debbono essere sistemati e conservati in cantiere in luoghi separati, e non debbono essere confusi.

Dalla piastrella al pavimento o alla parete
Fra la piastrella e la superficie piastrellata finita vi è la stessa distanza che intercorre fra la stoffa e l’abito.
Come per fare un buon abito una stoffa adatta e di buona qualità è indispensabile, ma non è sufficiente, senza il determinante contributo di un bravo stilista e di un buon sarto, allo stesso modo per realizzare una buona superficie piastrellata è indispensabile avere piastrelle di buona qualità e correttamente scelte, ma non basta: occorrono anche un esperto progettista ed un bravo posatore (che possono anche essere la stessa persona). Nelle mani del progettista/posatore le piastrelle sono come la stoffa nelle mani del sarto/stilista: il materiale di partenza, o la materia prima.

Quando si può affermare che una superficie piastrellata è veramente “buona”?
Quando é:
• regolare ed armoniosa: cioé quando è planare, senza gobbe o avvallamenti, con fughe rettilinee e regolari, senza gradini, etc.
• integra, cioé senza distacchi degli elementi e senza rotture;
• durevole, cioé in grado di svolgere per lungo tempo le proprie funzioni tecniche ed estetiche, senza deteriorarsi a seguito delle sollecitazioni di esercizio;
• sicura, rispetto ad eventi che possano provocare danni alle persone (ad esempio, cadute per scivolamento).

Il Progetto del pavimento e della parete

Una superficie piastrellata é un “sistema edilizio”, che richiede, prima della realizzazione pratica, dell’assemblaggio, un’attenta progettazione. Occorre per questo un tecnico specializzato.
Il progettista deve conoscere e valutare:
• le caratteristiche della superficie da piastrellare, quella cioé che costituirà il “supporto” o “sottofondo” della piastrellatura;
• l’ambiente di destinazione della piastrellatura;
• le piastrelle che sono state scelte, con la loro specifica tecnica.

Tratto da: "Ceramica Amica - CONOSCERE LA CERAMICA ITALIANA PER UTILIZZARLA AL MEGLIO DELLE SUE POTENZIALITÀ"
A cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

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