Riqualificazione energetica dell'edilizia residenziale pubblica del secondo '900: insediamento ATER a Tor Sapienza, Roma

Una interessante sfida nel settore edilizio è rappresentata dalla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e dalla riconversione di un patrimonio immobiliare caratterizzato da livelli prestazionali inadeguati alle attuali esigenze, non solo in termini di efficienza energetica e comfort abitativo, ma anche di sicurezza sismica e inclusività. Di particolare interesse e di grande attualità è il recupero dei grandi complessi residenziali costruiti tra gli anni Sessanta ed Ottanta del secolo scorso, progettati dai più importanti architetti presenti sulla scena italiana di quel periodo.
Lo studio effettuato ha come oggetto la riqualificazione energetica di un insediamento di edilizia residenziale pubblica (“IACP Tor Sapienza”, oggi “ATER Giorgio Morandi”), costruito nell’ambito del Piano di Zona n.19 a Roma. Sulla scia dei progetti e degli interventi di riqualificazione attuati in Europa nell’ultimo ventennio, si propone la possibilità di recuperare questo complesso periferico degradato, rivolgendo specifica attenzione alla questione del risparmio energetico. Poiché all’insediamento ATER Giorgio Morandi si riconosce un valore sia storico che architettonico, emerge una riflessione fondamentale sulla possibilità di definire l’intervento, scegliendo, tra le azioni necessarie per il contenimento energetico, quelle più appropriate anche ai fini della conservazione del valore storico-architettonico dell’opera.

Parole chiave: riqualificazione, risparmio energetico, edilizia residenziale pubblica, conservazione.

1. INTRODUZIONE
La seconda metà del Novecento segna, in gran parte d’Europa, l’inizio di una fase di ristrutturazione sociale, politica ed economica e di un periodo di ricostruzione edilizia dopo le devastazioni causate dalla seconda guerra mondiale.
Con l’intento di risolvere il problema della casa, che assume ormai le dimensioni di un problema di massa, sono numerose le iniziative pubbliche per la realizzazione di alloggi economici e popolari a partire dalla fine degli anni Quaranta. Dopo circa un ventennio, prende forma e si consolida un nuovo modo di progettare e costruire l’edilizia residenziale pubblica, attraverso la creazione di grandi quartieri, strutturati su un modello intensivo e pensati per accogliere le abitazioni, il verde ed i servizi, diventando, in tal modo, autosufficienti.
Esempi di questi interventi si hanno dapprima nei Paesi nord-europei come Gran Bretagna, Francia ed Olanda (ricordiamo i complessi Brunswick Centre ed Alexandra Road a Londra), poi anche in Italia (Rozzol Melara a Trieste, Scampia a Napoli, Corviale, Laurentino 38 e Tor Sapienza a Roma).



Brunswick Centre, Londra, 1967-1972 (arch. Patrick Hodgkinson).



Veduta generale del complesso di Rozzol Melara, Trieste, 1968-1984 (arch. Carlo Celli).

Nella maggior parte di questi insediamenti, a causa dell’incuria, della mancanza di manutenzione, dell’assenza di servizi e collegamenti, si sono verificati fenomeni di degrado, che hanno reso necessari diversi interventi di riqualificazione anche in chiave sostenibile. La stessa Unione Europea invita gli Stati membri a riqualificare almeno il 3% del patrimonio edilizio attraverso la Direttiva 27/CE/2012, che definisce il ruolo centrale dell’edilizia residenziale pubblica nello sviluppo delle tematiche riguardanti l’efficienza energetica.
Tuttavia esistono diverse modalità di approccio rispetto a questo delicato tema. Una parte dei progetti di riqualificazione attuati si caratterizza per le trasformazioni, spesso radicali, cui gli edifici sono sottoposti: applicazione di nuovi rivestimenti (di materiali, colori e trattamenti superficiali completamente diversi dagli esistenti), considerevole aumento delle superfici abitative verso l’esterno, posizionamento di pannelli solari sulle facciate, creazione di sistemi a doppia pelle ecc. Ne risulta spesso uno stravolgimento degli edifici, nella loro consistenza fisica e nella loro immagine.

Torre Bois Le Petre a Parigi, dopo l’intervento di riqualificazione (2010).

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