Italcementi: nasce la gamma i.active COAT

16/05/2013 4232

Italcementi: nasce la gamma i.active COAT
Rasanti e pitture foto catalitiche per abitazioni, architetture, strade e galleria a prova di smog.

Finalmente è disponibile un prodotto capace di trasformare una superficie in un elemento attivo che, interagendo con la luce naturale o artificiale dedicata, garantisce performance quali l’autopulizia e il disinquinamento.

Italcementi ha lanciato sul mercato i.active COAT la nuova gamma di rasanti e pitture cementizie, per esterno e interno, in grado di offrire performance sorprendenti grazie a TX ACTIVE, l’innovativo principio fotocatalitico, conosciuto e apprezzato dal mondo dell’architettura.


La gamma i.active COAT è disponibile in diverse soluzioni sia per applicazioni a mano sia a spruzzo. In tutte le sue versioni i.active COAT garantisce una finitura omogenea e di grande pregio estetico.

Grazie all’azione combinata della luce e del principio fotocatalitico TX Active, soluzione brevettata da Italcementi, le superfici ricoperte da i.active COAT sono in grado di decomporre gli inquinanti che sporcano le superfici, assicurandone la qualità estetica nel tempo e garantendo maggiore pulizia e brillantezza.

L’impiego di i.active COAT è dunque particolarmente utile anche in luoghi di difficile ventilazione come tunnel e gallerie, ove si accumulano le sostanze inquinanti. In questo caso, è necessario però progettare un adeguato sistema di illuminazione in grado di attivare efficacemente il prodotto applicato.

Omogeneamente distribuito nella matrice cementizia, il principio fotocatalitico TX Active non è soggetto a consumo e garantisce un processo di fotocatalisi costante e duraturo nel tempo. I prodotto della linea i.active COAT si applicano ne più ne meno come i rasanti tradizionali.


Le applicazioni
I rivestimenti fotocatalitici disinquinanti ed autopulenti sono stati oggetto di test di laboratorio e di verifiche sul campo sin dal lancio di TX Active nel 2006.

La prima sperimentazione in galleria fu il rinnovamento del tunnel Umberto I a Roma, sotto i giardini del Quirinale. Oltre al trattamento della superficie – 9.000mq trattati con una pittura bianca - venne riprogettata l’illuminazione in collaborazione con il Gruppo Disano – per ottimizzarla (era necessaria meno potenza grazie alla superficie chiara) e per integrarla con le lampade UV, necessarie per attivare il processo di fotocatalisi. L’efficacia dell’intervento venne verificata grazie al confronto della quantità di inquinanti rilevata da appositi analizzatori prima e dopo l’intervento e semplicemente osservando il mantenimento del colore bianco nel tempo.

   

I risultati hanno confermato l’abbattimento degli agenti inquinanti: una riduzione del 25% dei valori medi di NO; una riduzione dei picchi di inquinamento (NOx) al centro della galleria, dopo i lavori; i valori medi di NO2 si sono ridotti al di sotto dei valori di riferimento previsti dalla legge. Se si considerano i risultati in relazione ai valori assoluti registrati nelle centraline ARPALazio all’esterno, la riduzione dell’inquinamento era in realtà superiore al 50%, rapportata a parità di volumi di traffico.

La ricerca continua
Italcementi sta svolgendo una sperimentazione sul campo che simula una vera e propria strada urbana, nell’ambito del progetto di ricerca europeo LIFE+ PhotoPAQ. LIFE è lo strumento finanziario dell’Unione Europea che supporta i progetti di ricerca finalizzati a preservare l’ambiente e la natura in tutta l'UE. L’obiettivo di finanziare questi progetti è quello di favorire da parte del pubblico l'accettazione e l'adozione di tecnologie che sono già disponibili, ma ancora poco conosciute o ritenute poco attendibili.
In particolare questo progetto LIFE, dal titolo PhotoPAQ, Demonstration of Photocatalytic Remediation Processes on Air Quality, mira a dimostrare l'utilità dei materiali fotocatalitici per la riduzione dell'inquinamento dell'aria in ambiente urbano.
In questo progetto, che ha un budget totale di 4 018 190 € di cui 1 984 573 € finanziati dalla UE, lavorano 7 centri di Ricerca, tra cui il CTG, il Centro Tecnico di Gruppo di Italcementi.

photopaq.ircelyon.univ-lyon1.fr/

ec.europa.eu/environment/life/project/Projects/index.cfm

Il progetto prevede diversi stadi

  • Sviluppo di una metodologia di prove per la misura dell’abbattimento fotocatalitico di diversi inquinanti, tra cui gli ossidi di azoto NOX, nelle condizioni atmosferiche reali;
  • Test in laboratorio dell'attività fotocatalitica di prodotti fotocatalitici commercialmente disponibili al fine di esaminare l'efficacia di rimozione degli inquinanti;
  • Progettazione dei migliori indicatori ambientali e dei metodi per valutare l'impatto di questa nuova tecnologia nelle città europee;
  • Creazione di “dimostratori” ovvero applicazioni dei prodotti fotocatalitici su scala reale e monitoraggi ambientali per stilare alcune raccomandazioni d’uso utili per l’applicazione pratica di questi materiali e tecnologia al trattamento dell'aria.

Per quanto riguarda l’ultimo punto, nel progetto sono stati realizzati due dimostratori in scala reale: una porzione del tunnel “Leopold II” a Bruxelles, praticamente sotto la sede della Commissione Europea, nel quale è stato applicato un rasante TX Active, e due porzioni di strada, due “Canyon street”, realizzati a Bergamo, vicino alla sede di Italcementi.

 

Per la costruzione dei Canyon streets, il CTG ha realizzato le due porzioni di strada, una di riferimento (non fotocatalitica in asfalto) e l’altra rivestita da materiali TX Active.
I Canyon sono stati realizzati posizionando dei pannelli cementizi per esterni a formare le pareti laterali, e applicando come pavimentazione un calcestruzzo autolivellante. Nella porzione di strada fotocataliticamente attiva un rasante TX Active è stato applicato come rivestimento sia sulle superfici verticali che orizzontali.

Dopo l’acquisizione dei dati ambientali “ante operam” sul sito selezionato (geometria, condizioni climatiche, inquinamento...) proprio in questo periodo è in corso a cura dei partner PhotoPAQ la campagna di misure e di analisi dei dati che permetterà di valutare, nelle stesse condizioni ambientali, l’efficacia dei materiali fotoattivi attraverso un confronto diretto dei livelli di inquinanti presenti nei due Canyon.
Le campagne di prova si concluderanno entro l’estate ed i risultati saranno disponibili per la fine dell’anno 2013.
Obiettivo finale del progetto europeo, in cui sono coinvolti laboratori e centri di ricerca di vari Paesi (Francia, Germania Grecia e Belgio, oltre all’Italia) è la stesura di manuali di raccomandazione per la corretta applicazione e utilizzo di materiali fotocatalitici in progetti reali in ambiente urbano, al fine di sfruttare al meglio le loro caratteristiche disinquinanti.


Gli aspetti normativi
Italcementi si pone in primo piano assoluto nel panorama europeo della fotocatalisi, compresa l’attività normativa per la stesura e pubblicazione di metodi di prova che verifichino e certifichino le proprietà disinquinanti ed estetiche dei materiali da costruzione fotocatalitici.
Nel marzo 2013 è stata pubblicata la norma UNI 11484 che si va ad aggiungere alla norma UNI 11247 del 2010, ovvero la norma per l’esecuzione di prove di abbattimento fotocatalitico su materiali da costruzione, cementi inclusi, mediante degradazione di ossidi di azoto.

La nuova norma UNI 11484 è stata messa a punto dalla commissione italiana “ad hoc” che vede fra i protagonisti più attivi, oltre ad Italcementi, l’Università di Torino (in primo piano il prof. Claudio Minero) e l’Istituto ITC-CNR di San Giuliano Milanese. Essa è già stata proposta a livello europeo per la pubblicazione come norma europea, andando così a colmare, anche a livello comunitario, un vuoto normativo che in passato ha penalizzato l’affermarsi di queste soluzioni a livello più diffuso. Come succede per tutti i materiali innovativi, la mancanza di metodi di prova standardizzati e riconosciuti che certificano le loro prestazioni peculiari, impediscono che vengano inseriti nei capitolati e nei progetti di opere, limitandone automaticamente il loro mercato.

Tra le novità tecniche:
- la riprogettazione del reattore di prova che consente di effettuare controlli anche su campioni reali del prodotto prelevati dal cantiere;
- l’applicabilità del metodo a differenti materiali fotocatalitici (calcestruzzi, asfalti, pitture, ceramiche).

A cura di Giuseppe Manganelli (responsabile del progetto PhotoPAQ), Tiziana De Marco (responsabile R&D prodotti fotocatalitici) e Gian Luca Guerrini (responsabile Innovazione prodotti fotocatalitici) di Italcementi Group