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Ecco i vincitori del Premio Hassan Fathy 2017

Proclamati i vincitori del Premio Hassan Fathy 2017

Premio Hassan Fathy: Le buone pratiche
LA PROBLEMATICA IMPIANTISTICA NELLA CONSERVAZIONE E TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO: “Aspetti architettonici, formativi, normativi e imprenditoriali”  

Sono stati premiati il 24 Maggio, alla Casa dell’Architettura nel corso dell'evento formativo “La problematica impiantistica nella conservazione e tutela del patrimonio storico. Aspetti architettonici, formativi, normativi e imprenditoriali”, i vincitori del Premio Hassan Fathy, bandito dall'Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia Dipartimento dei Beni Culturali in collaborazione con l'Università di Roma “Sapienza”, Università di Roma Tre, Università di Roma Tor Vergata, MiBACT_DGER ICCROM, ENEA, ACER, CNA, AICARR e ARCo e con la consulenza scientifica dell’ AreaConcorsi dell'Ordine degli architetti di Roma.  


Primo Premio Hassan Fathy 2017: British School at Rome, Architetto Losurdo Giuseppe – Studio Amati Architetti  

La Giuria del Premio, che era stato presentato il 5 ottobre scorso all'Acquario romano, si era riunita il 3 febbraio proclamando il vincitore. Il primo premio è stato oggi formalmente consegnato al gruppo coordinato dall’architetto Giuseppe Losurdo - Studio Amati Architetti, “per aver proposto con la progettazione degli impianti un  miglioramento delle prestazioni di un importante edificio novecentesco - British School at Rome - rispettandone ed utilizzandone le specifiche caratteristiche architettoniche, minimizzando al contempo la presenza dei necessari impianti”.

 

 
Menzione: Casa di Augusto, Architetto De Camillis Carolina 

La Giuria ha deciso inoltre di menzionare l’intervento del gruppo coordinato dall’architetto Carolina De Camillis “per la qualità del progetto di illuminotecnica della Casa di Augusto in quanto ben congeniato e adeguatamente inserito nel pacchetto di copertura che consente una corretta valorizzazione dell’illuminazione a servizio dei visitatori”. 

“Il primo successo di questo Premio, oltre alla qualità del risultato - ha dichiarato Virginia Rossini, vicepresidente Ordine degli Architetti di Roma e presidente Dipartimento Beni Culturali dell’OAR - è nell’essere riusciti a mettere a sistema il mondo accademico, di ricerca, istituzionale, imprenditoriale e della società civile su un argomento, apparentemente di nicchia, ma determinante ai fini della qualità della vita dei cittadini e della conservazione e sostenibilità del Patrimonio. Proporre le “buone pratiche”, per dare alle istituzioni, ai professionisti e ai committenti un riferimento su cui basare i propri interventi sul costruito, rappresenta inoltre la sintesi - ha spiegato - tra l’innovazione culturale e metodologica della tutela del territorio, e le azioni che possano essere volano di economia e ripresa del Paese.

“Se devo pensare ad un risultato raggiunto da questa call, che ha invitato architetti, ricercatori e specializzandi attenti ai temi del restauro e delle tematiche impiantistiche - ha sottolineato Paola Rossi, responsabile AreaConcorsi dell’Ordine degli Architetti di Roma, commentando il Premio - devo rilevare innanzitutto  come sia confermata la preoccupazione che ha dato origine a questo Premio di architettura: le buone pratiche, laddove  esercitate, sono di grande qualità ma, purtroppo, poco diffuse. Intendiamo quindi continuare a proporre periodicamente questa call per sensibilizzare tutti, operatori e ricercatori, ma innanzitutto le istituzioni - università e amministrazioni – perché si affronti con un rinnovato spirito di interdisciplinarietà il tema del restauro ed in senso lato della progettazione tutta”.

vai al progetto di Giuseppe Losurdo - Studio Amati Architetti

vai al progetto di Carolina de Camillis, tav1 

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