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Il BIM nella progettazione, realizzazione e manutenzione delle infrastrutture. Daniela Aprea, Italferr

Con Daniela Aprea di Italferr un approfondimento sulle opportunità e quali i problemi per una digitalizzazione dei processi che riguardano la progettazione, realizzazione e manutenzione delle infrastrutture. E anche un utile stato dell’arte.

La pianificazione digitale è una delle priorità assolute per Italferr

L’ing. Daniela Aprea, Head of Innovation, ICT Technologies & Digitalization a Italferr SpA
è intervenuta durante l'evento "PNRR ED EVOLUZIONE DELLE INFRASTRUTTURE IN C.A. E C.A.P.» organizzato da AICAP e CTE in collaborazione con SAIE e INGENIO mercoledì 19 ottobre 2022 presso l’arena Carboncure.

Al centro dell’intervento dell’ing. Aprea la descrizione dei processi digitalizzazione che Italfer ha avviato, in particolare proprio per l’anno 2022, anche in relazione alle attività correlate al PNRR - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Italfer è una società leader nel settore dell’ingegneria con 8 sedi in Italia e 13 sedi all’estero.

Daniela Aprea ha evidenziato che la pianificazione digitale sia una delle tre priorità fissate dall’amministratore delegato Andrea Nardinocchi, e questo ha portato a una programmazione ambiziosa che riguarda anche la parte di direzione lavori. Un piano che vede coinvolti oltre cento persone, prevede una serie di obiettivi, le cui performance sono costantemente monitorate, e che si inserisce in un piano organizzativo di più ampio respiro che vede coinvolta la capogruppo.

Questa pianificazione ha portato a una convergenza di competenze e professionalità che vanno a ricoprire sia da un punto di vista degli standard sia da un punto di vista del presidio delle commesse operative tutto ciò che è digitalizzazione.
Un’attività che ha collaborazioni anche esterne: «Noi abbiamo lavorato ai tavoli degli standard tecnici, degli investimenti dei processi di acquisto, ai tavoli di disponibilità della manutenzione».

E la normativa? "Ci aiuta fino a un certo punto. La normativa va declinata e va reinterpretata a seconda del dell’esigenze, con tutti i vincoli che noi e con tutti i limiti che sappiamo che ben conosciamo, quindi problemi di mancata interoperabilità problemi di software specialistici non ancora customizzati su ambiti settoriali quali per esempio le tecnologie strettamente ferroviarie, il problema dei livelli di progettazione."

Questo lavoro avviato dal 2013 porta dei valori in termini di internazionalizzazione: "Noi ci rendiamo conto che quando andiamo all'estero siamo avvantaggiati perché la logica dei modelli digitali e dell'aggregazione del dato è molto più compliance con ambiti in cui i livelli di impressione sono molto più essenziali."

Che cosa è stato fatto fino ad oggi? "Abbiamo messo in piedi un processo di standardizzazione consegnato a RFI in cui sono stati standardizzati circa 1200 oggetti. Questo processo ci consentirà di andare in appalto integrato oltre a documentazione quali capitolati informativi che noi già oggigiorno mettiamo a base di gara di concerto con la stazione appaltante e col committente, di andare in gara anche mettendo a base di gara degli oggetti standardizzati che sostanzialmente possono costituire un beneficio nella realizzazione di tutti i livelli progettuali successivi a opera dell'operatore economico che partecipa al bando di gara.

Questo lavoro è durato circa due anni e l'obiettivo futuro è quello di andare di andare a mappare all'interno di questi modelli digitali tutto ciò che è categorico e progressivo in maniera tale da avere un elemento veramente fruibile e versatile anche nell'analisi dei dati per quanto riguarda i diversi livelli di progettazione.»

E non finisce qui. «Stiamo interagendo col sempre col nostro cliente RFI nell'anima del gestore per tracciare tutte le informazioni tipiche del delle logiche delle piattaforme gestionali per la manutenzione e creare così un link biunivoco tra le vbs di progettazione e la logica delle sedi tecniche tipica di distruttore che preposte alla manutenzione»

Sul piano della sostenibilità Italferr sta operando anche sul fronte della digitalizzazione: «Con la struttura preposta ci interfacciamo costantemente come nel caso di un progetto avviato e finanziato da fondi europei in cui l'obiettivo è quello di definire una piattaforma che grazie ad algoritmi vada a mappare quelli che sono analisi di dati ambientali finalizzate a singole a singole fasi d’opera».

Tra gli esempi citati dall’Ing. Daniela Aprea ciò si sta facendo sulla Salerno - Reggio Calabria in cui vi è una interlocuzione con gli enti locali nella logica di poter procedere con un’ aggregazione dei dati, mediante l’adozione una piattaforma web all'interno della quale trasferiamo tutte le informazioni di progetto e tutti i metadati.

Per quanto riguarda la digitalizzazione dei cantieri "Tanto abbiamo fatto e tanto c'è ancora da fare. Abbiamo una serie di esempi virtuosi per cantieri sia di infrastrutture sia per cantieri di opere puntuali» anche se «non è una cosa semplice perché coinvolge figure che non nascono come nativi digitali".

L’ing. Aprea ha concluso riportando quello che si sta facendo sul tema dei progetti di monitoraggio di opere esistenti: «La scelta che è stata fatta da Italfer prevede la definizione di modelli BIM che vanno ad alimentare modelli FEM. Ad esempio un ponte con 200 sensori su sei campate di ponte in cui di fatto noi stiamo andando ad utilizzare quella standardizzazione di cui parlavamo prima quindi con i riferimenti dei dati di manutenzione. Stiamo creando delle piattaforme di analytics rispetto ai dati che verranno registrati. Naturalmente un processo non velocissimo perché parte dalla conoscenza dell'opera e quindi dall'alimentazione continua di modelli FEM, per andare a vedere i livelli di soglia e per capire un come mettere in piedi il sistema di monitoraggio».

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Il BIM nella progettazione e realizzazione delle infrastrutture. Daniela Aprea, Italferr

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