Isolamento Acustico | C2R ENERGY CONSULTING
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Il confort acustico nell’edilizia residenziale

Introduzione generale alla tematica dell’isolamento acustico e al problema del rumore nei condomini, con la descrizione delle principali fonti di disturbo da rumore all’interno degli edifici residenziali e delle indicazioni su come orientare la progettazione e la realizzazione degli interventi.

Le fonti di rumore all’interno dei condomini

La sorgente di disturbo che normalmente definiamo “rumore”, è identificato da un suono con caratteristiche tali da renderlo fastidioso e non tollerabile all’orecchio umano. Affinché il nostro apparato uditivo, che un organo sensoriale molto avanzato, possa apprezzare tali suoni, la frequenza di queste perturbazioni dell’aria deve essere compresa tra i 20Hz a 20kHz.

Il disturbo e/o il fastidio provocato dai rumori considerati molesti e che vengono percepiti all’interno degli edifici residenziali, sono tra i problemi più diffusi nella nostra quotidiana convivenza all’interno degli ambienti di vita e possono dare origine a diversi contenziosi giuridici.

In aggiunta, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha sottolineato come un ambiente acustico sfavorevole costituisca una condizione di rischio per la nostra salute: l’inquinamento acustico a lungo termine può essere causa di varie patologie legate all’apparato cardiovascolare, disturbi del sonno, l’annoyance e possibile ritardo nell’apprendimento soprattutto in età infantile.

Le sorgenti di disturbo da rumore all’interno degli ambienti abitativi possono essere:

  • esterne all’edificio: traffico stradale, ferroviario, aereo, marittimo, attività produttive, attività sportive e ricreative, eventi e rumore antropico dovuto al vociare delle persone;
  • interne all’edificio: rumori provenienti da unità immobiliari adiacenti (rumore aereo e impattivo), impianti tecnici a funzionamento continuo (impianti di riscaldamento, di aerazione e condizionamento) e discontinuo (ascensori, impianti idro-sanitari di adduzione e scarico).

I valori limite delle sorgenti poste in ambiente esterno sono definiti dal DPCM del 4 novembre 1997, “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore” emanato in attuazione dell’art. 3, comma 1, lettera e) della Legge 447 del 1995, mentre il rumore generato dalle infrastrutture di trasporto sono regolamentate da specifiche normative.

Il DPCM del 5 dicembre 1997, “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” emanato in attuazione dell’art. 3, comma 1, lettera e) della Legge 447 del 1995, definisce i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici (impianti idro-termo-sanitari, di condizionamento, ascensori ecc.) e i requisiti acustici passivi dei componenti in opera degli edifici, al fine di ridurre l’esposizione umana al rumore. Gli edifici, dunque, devono essere progettati in modo che sia attuata un’efficace protezione contro i rumori esterni e interni, in modo che siano soddisfatte le prestazioni di isolamento acustico di cui ai requisiti del DPCM del 5.12.1997.

Tale decreto classifica gli edifici in sette categorie (residenziali, uffici, alberghieri, ospedali, scuole, attività ricreative e attività commerciali); per ogni categoria sono fissati dei limiti a seconda della categoria di riferimento, relativi al potere fonoisolante di partizioni divisorie (solai e pareti), dell’isolamento acustico di facciata, del livello di rumore da calpestio dei solai e della rumorosità massima degli impianti a funzionamento continuo e discontinuo.

Il rumore, per diffondersi nell’ambiente, necessita della presenza di un mezzo elastico. In un edificio ciò accade principalmente attraverso la propagazione via aerea in assenza di ostacoli che ne intralcino il percorso e/o attraverso la propagazione per via strutturale generato da impatti meccanici sollecitanti i componenti edilizi (pareti e solai) che costituiscono la struttura. Nella pratica corrente, generalmente, il rumore si trasmette attraverso entrambe le modalità di propagazione.

Infatti, il rumore aereo, eccitando le strutture, si propaga per via strutturale e alla fine viene riemesso come suono aereo, fenomeno noto come trasmissione laterale, chiamato anche trasmissione di fiancheggiamento. Il rumore generato nell’ambiente disturbante può raggiungere l’ambiente disturbato attraverso ben tredici percorsi di trasmissione. Il percorso principale (trasmissione diretta) è sempre quello relativo alla parete verticale, mentre gli altri percorsi (trasmissione indiretta) interessano le restanti pareti e solai in comune tra gli ambienti adiacenti.

Il rumore aereo proveniente dall’esterno può essere causato dal rumore generato dal traffico delle infrastrutture di trasporto (veicolare, ferroviario, aereo e marittimo), da sorgenti fisse (attività produttive, commerciali, artigianali, impianti tecnologici a servizio di edifici), da eventi (manifestazioni e spettacoli) e dal rumore antropico legato ad attività di vita. Questo tipo di trasmissione avviene per via diretta, indiretta o attraverso i cosiddetti “ponti acustici”, dovuti a discontinuità o anomalie presenti nell’involucro dell’edifico.

Per poter garantire il rispetto del parametro di isolamento di facciata, la progettazione acustica dell’involucro nel suo complesso (struttura opaca, chiusure opache e trasparenti, cassonetti, dispositivi per la ventilazione, ecc.), deve avvenire in maniera organica e ciascun componente che la costituisce deve essere caratterizzato da una capacità di isolamento acustico tale da garantire complessivamente un indice di facciata accettabile. I valori limite indicati dal DPCM 5.12.1997, quindi, non rappresentano le soglie prestazionali acustiche dei singoli elementi, ma della facciata nel suo complesso. D’altra parte, le prestazioni acustiche dei singoli componenti dell’involucro vengono caratterizzate in modo da soddisfare, globalmente, tali valori limite.

I rumori aerei, che si trasmettono tra unità abitative differenti, sono onde sonore che si propagano nell’aria (voci, TV, radio, ecc.). Si può schematizzare il fenomeno considerando la parete divisoria come una membrana che sollecitata dall'onda sonora entra in vibrazione. In questo modo il divisorio diventa a sua volta, nel locale adiacente, una sorgente sonora che irradia una parte dell’energia incidente in un altro locale.

Il problema della trasmissione sonora non è solo legato alla parete divisoria: infatti ad una trasmissione per via aerea si affianca un effetto dovuto al fiancheggiamento delle pareti. L’energia sonora incidente viene trasmessa a qualsiasi componente rigidamente connesso al divisorio in questione penalizzando spesso in maniera significativa le prestazioni acustiche del divisorio stesso.

Per questo motivo la normativa prevede di considerare quale parametro per la caratterizzazione delle prestazioni acustiche di un divisorio il potere fonoisolante apparente in modo da tener conto delle caratteristiche acustiche della parete divisoria, degli elementi laterali, dai giunti di connessione e da percorsi di trasmissione per via aerea (canali di aerazione, fessure nella partizione, ecc.).

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