Parquet stratificato o "prefinito": caratteristiche, posa in opera e manutenzione
Ecco il vademecum che raccoglie le principali informazioni tecniche per chi sceglie di posare un pavimento in legno stratificato.
Il parquet stratificato, o prefinito, è una pavimentazione in legno composta da uno strato nobile superficiale e da uno o più strati di supporto che ne migliorano stabilità dimensionale e rapidità di posa. L’articolo chiarisce differenze tra due e tre strati, campi d’impiego, posa incollata o flottante, manutenzione e rischio di delaminazione. Per progettisti, posatori e consulenti tecnici, INGENIO offre una lettura normativa e applicativa utile a valutare qualità del prodotto, conformità UNI EN 13489, controlli secondo UNI EN 17456 e criticità esecutive.
Cosa si intende con parquet stratificato?
Con questa definizione si identifica un pavimento realizzato con elementi di legno costituiti da più strati, lavorati sui fianchi a maschio e femmina, preventivamente già calibrati, levigati e verniciati prima della loro posa in opera.
Il parquet stratificato presenta delle caratteristiche costruttive innovative rispetto al parquet massiccio.
Le specie legnose con cui viene realizzato il parquet prefinito sono le stesse del parquet tradizionale, con la differenza che è solo lo strato superficiale a essere in legno pregiato. Sarà proprio lo strato nobile, quello visibile e calpestabile a donare al pavimento il suo colore specifico e le sue caratteristiche estetiche.
Il problema della stabilità, rispetto al parquet massiccio, viene superato grazie alla realizzazione di ciascun elemento ligneo in due o tre strati: uno strato superiore, come nei parquet tradizionali, composto da uno spessore significativo di legni pregiati, e uno strato di supporto, tecnologicamente più evoluto, incaricato di garantire l’indeformabilità del pavimento, contrastando efficacemente i naturali movimenti del legno. Questo strato di supporto, realizzato in multistrato a fibre incrociate o in legni resinosi, è sagomato lateralmente per formare incastri di precisione che collegano saldamente gli elementi tra loro, assicurando fin da subito la perfetta planarità della superficie.
Ogni listone di un parquet stratificato è formato da uno o più strati di supporto sul fondo e uno strato nobile in legno pregiato in superficie.
Dimensioni dei listoni di un parquet prefinito
I listoni di un parquet stratificato possono avere misure e spessori variabili. Generalmente lo spessore complessivo è costituito da uno strato nobile - di spessore compreso tra 2,50 a 6,00 mm - e uno strato di supporto di spessore, compreso di strato nobile, da 9 a 16 mm. La larghezza del listone è variabile - da 70 mm a 500 mm - e con lunghezza da 350 mm a 4000 mm. Ad ogni modo, secondo le prescrizioni contenute nella norma UNI EN 13756, lo spessore dello strato nobile non deve mai essere inferiore ai 2,5 mm, si tratta di una condizione necessaria perché il pavimento possa essere definito come parquet.
Il parquet prefinito arriva al posatore già verniciato in fabbrica, in modo da garantire al prodotto durezza e resistenza all’usura. È proprio l’essiccazione della vernice, che avviene grazie a particolari macchine a raggi UV, a rendere il parquet prefinito un pavimento fruibile e calpestabile subito dopo la posa.
Differenza tra parquet stratificato a due o tre strati
Gli elementi lignei indipendentemente dalle dimensioni, sono costituiti normalmente da due o più strati.
- Stratificato a due strati.
- Stratificato a tre strati.
Parquet stratificato a due strati è composto da:
- Strato di legno nobile
La parte superficiale del parquet, il cosiddetto strato in legno nobile, è in puro legno massello con uno spessore minimo di 2,5 mm. Possono essere utilizzati diversi legni pregiati come rovere, faggio, acero, noce o ciliegio. Lo strato di legno nobile può essere levigato più volte riportando il pavimento in legno alla sua bellezza originaria anche dopo anni e preservando risorse naturali.
- Strato portante/supporto
Il supporto facilita la posa e rende il parquet più resistente e flessibile. È formato da elementi di legno di conifera (abete) o da multistrato a strati incrociati. Su questo viene incollato il legno nobile.

Parquet stratificato a due strati.
Parquet stratificato a tre strati è composto da:
- Strato di legno nobile
La parte superficiale del parquet, il cosiddetto strato in legno nobile, è in puro legno massello con uno spessore minimo di 2,5 mm. Possono essere utilizzati diversi legni pregiati come rovere, faggio, acero, noce o ciliegio.
- Strato intermedio
Lo strato intermedio è costituito da legno di conifera (abete) o da multistrato a strati incrociati, incollato il legno nobile al supporto.
- Controbilanciatura
Il parquet prefinito a 3 strati è ben controbilanciato, grazie a un’impiallacciatura di abete, incollata sul retro dello strato intermedio.
Il parquet a tre strati può essere installato con posa flottante su ogni tipo di superficie, compresi i pavimenti radianti. Gli elementi lignei del parquet vengono uniti fra loro mediante accoppiamento maschio-femmina o a click.

Parquet stratificato a tre strati.
Vantaggi e svantaggi di un parquet prefinito
Per quanto riguarda il parquet prefinito, i vantaggi sono i seguenti:
- Stabilità: grazie alla sua struttura assicura ad ogni elemento ligneo l’indeformabilità e riesce a compensare perfettamente le inevitabili sollecitazioni, inoltre patisce meno l’umidità.
- Durata: la presenza di incastri millimetrici consente una superficie perfettamente planare. Lo strato superiore di legno nobile risulta interamente utilizzabile. Le caratteristiche strutturali del supporto consentono di ridurre al minimo le deformazioni indotte dalle condizioni climatiche ambientali e danno una grande stabilità anche nel tempo; pertanto, gli interventi di levigatura sono richiesti solo per eliminare eventuali segni di usura.
- Estetica: un prodotto così stabile permette la realizzazione di elementi lignei di dimensioni maggiori, più larghe e più lunghe rispetto ai prodotti tradizionali. L’indeformabilità del parquet stratificato e la lavorazione dei fianchi a angolo retto (senza svasature) riducono al minimo il rischio di formazione di fessure.
- Praticità: Il pavimento stratificato viene fornito già verniciato in fabbrica con procedimento industriale, senza polvere e cattivi odori.
- Posa in opera: tempi di posa ridotti calpestabile appena 24 ore dopo la posa.
- Riparabilità: si può sostituire una piccola porzione di pavimento senza il bisogno di levigarlo tutto.
- Ecologia: lo strato nobile prodotto da legni nobili delle migliori specie, sotto si usano legni a rapida ricrescita, realizzando così un prodotto con impiego razionale e corretto delle risorse forestali.
- Manutenzione: molto semplice.
Gli svantaggi di un parquet stratificato sono i seguenti:
- potere isolante ridotto, per via del poco spessore;
- incontrollabilità dei materiali usati;
- strato nobile ridotto;
- difetti non mitigabili;
- presenza a vista dei giunti di dilatazione tra una stanza e l’altra nella posa flottante.
Posa del parquet stratificato
Come abbiamo visto, il parquet stratificato può essere composto da due o tre strati; in base alle dimensioni dei listoni si indica la possibilità o meno di posa flottante.
La posa incollata è più complessa: occorre prima verificare il fondo, che deve essere livellato e asciutto, e successivamente si stende la colla con una spatola e poi si procede appoggiando i listoni sulla colla, come il parquet massiccio.
La posa flottante (solo per stratificati a tre strati) è invece una tecnica molto pratica e veloce perché, dopo la verifica del fondo, non prevede l’incollatura dei listoni al suolo, ma la semplice interposizione di un materassino fra fondo e pavimento. In questo caso, i listoni si congiungono e stabilizzano tra loro attraverso elementi a incastro maschio-femmina.
Le geometrie di posa sono quelle classiche e spaziano dalla spina di pesce alla spina ungherese, dalla posa a correre al cassero regolare.
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Manutenzione del parquet stratificato
Una delle comodità del parquet prefinito è che non necessita di particolari cure. Per pulire un parquet prefinito è sufficiente un panno leggermente umido e un detergente neutro. L’importante è evitare di lavarlo utilizzando troppa acqua, perché il parquet rischierebbe di deteriorarsi.
Delaminazione e qualità dell’incollaggio nel parquet stratificato
Per delaminazione si intende il distacco della lamina di legno nobile incollata al supporto nei pavimenti in legno prefinito.
La norma UNI EN 17456:2021, intitolata “Pavimentazioni di legno e parquet – Determinazione della delaminazione dello strato superiore di elementi multistrato – Metodo di prova”, definisce la procedura per verificare l’eventuale delaminazione dello strato nobile nei parquet multistrato al momento della prima consegna del prodotto. La norma si applica esclusivamente ai pavimenti in legno multistrato destinati all’uso interno, compresi quelli posati su sistemi di riscaldamento a pavimento, ed esclude esplicitamente la valutazione di eventuali fenomeni di delaminazione del supporto in compensato.
In cosa consiste il metodo di prova UNI EN 17456?
Il metodo di prova consiste nell’esecuzione di tre trattamenti di invecchiamento accelerato (aging treatments) per simulare le sollecitazioni termo-igrometriche a cui può essere sottoposto il parquet affinché si possa misurare la qualità dell’adesione tra strato nobile e supporto.
- AT1: trattamento che simula condizioni di ambiente interno secco; applicabile a qualsiasi collante e compatibile con impianti radianti;
- AT2: specifico per elementi multistrato incollati con adesivi vinilici (PVAc);
- AT3: specifico per elementi multistrato incollati con colle diverse da PVAc.
Requisiti e valori limite di delaminazione del parquet prefinito
La norma UNI EN 13489:2023 ha introdotto una soglia specifica per il test AT1:
- Delaminazione media < 1%
- Ogni singolo provino deve avere delaminazione < 5%
Questi limiti sono parte integrante dei requisiti tecnici previsti per la posa su massetti, contribuendo a:
- garantire l’adesione duratura dello strato nobile,
- evitare fenomeni di distacco causati da variazioni termo-igrometriche,
- assicurare qualità e affidabilità del parquet multistrato nel tempo.
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Nota tecnica sulla delaminazione nei parquet multistrato
Sebbene un basso livello di umidità relativa ambientale possa causare fenomeni quali ritiro, fessurazione o deformazione del legno, ciò non rappresenta, di per sé, una causa tecnicamente sufficiente a giustificare la delaminazione, ovvero lo scollamento degli strati incollati, in un parquet multistrato correttamente progettato e realizzato.
Non è quindi possibile stabilire un nesso diretto e automatico tra il tasso di umidità dell’aria e la delaminazione del prodotto.
Lo scartellamento – inteso come il distacco o cedimento dell’adesione tra gli strati interni del pannello è solitamente attribuibile a difetti di fabbricazione, quali:
- uso di adesivi non idonei;
- errata applicazione o pressatura insufficiente durante la fase di incollaggio;
- impiego di materiali non stabilizzati o incompatibili tra loro;
- condizioni ambientali non adeguate nei locali di produzione (es. temperature o umidità non conformi).
In conclusione, la bassa umidità ambientale non costituisce una causa diretta dello scartellamento né dello strato di supporto né dello strato nobile del parquet.
Questo è ampiamente confermato dai milioni di metri quadri di parquet multistrato installati in Europa e nel mondo, anche in ambienti caratterizzati da:
- umidità relativa inferiore al 30%;
- sistemi di riscaldamento a pavimento;
- climi rigidi e secchi.
In tutti questi casi, non si riscontrano fenomeni di delaminazione, a condizione che:
- il materiale rispetti gli standard qualitativi previsti;
- la posa in opera sia eseguita correttamente da professionisti qualificati.
Le normative di prodotto richiedono che un parquet multistrato sia in grado di resistere alle normali variazioni igrometriche tipiche degli ambienti interni e mantenga l’adesione tra gli strati anche in presenza di fisiologici ritiri del legno.
Pertanto, se una semplice variazione climatica stagionale fosse sufficiente a causare la delaminazione, il prodotto dovrebbe essere considerato difettoso o non idoneo all’uso previsto.
PER APPROFONDIRE
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Incollaggio del supporto in compensato nel parquet multistrato: requisiti e aspetti tecnici
Il compensato impiegato come supporto (strato inferiore) nel parquet multistrato deve essere incollato con criteri tecnici che garantiscano:
- stabilità dimensionale,
- durabilità meccanica e igroscopica,
- assenza di delaminazioni,
- compatibilità ambientale e normativo-salutistica (emissioni VOC/formaldeide).
Tipologie di adesivi ammessi
Secondo le normative europee e italiane di settore (UNI EN 314-2, UNI EN 636, UNI EN 17456), i collanti più usati per incollare lo strato nobile al supporto compensato sono:
- Adesivi a base di resine ureiche (UF o MUF) → economici, ma sensibili all'umidità;
- Adesivi poliuretanici (PUR) → ottima resistenza meccanica e umidità, senza formaldeide;
- Adesivi a base epossidica o vinilica modificata → elevata adesione e flessibilità;
- PVAc (acetato di polivinile) → accettati per ambienti interni asciutti, ma non idonei in ambienti umidi o su impianti radianti [vedi AT2 in UNI EN 17456].
Condizioni di incollaggio
Il processo di incollaggio deve assicurare un adesivo ben distribuito tra strato nobile e compensato, con pressione di pressatura uniforme e tempi corretti di polimerizzazione, secondo scheda tecnica del prodotto.
Il legno e il compensato devono avere contenuti di umidità compatibili (8–10 % ±2), per evitare tensioni e distacchi.
Il compensato deve essere classificato almeno EN 636-2S o EN 636-3S (resistenza meccanica e all'umidità) in combinazione con collanti classe 1 o 2 secondo UNI EN 314-2.
Sostenibilità e sicurezza
Il compensato e gli adesivi devono rispettare i requisiti di emissioni indoor:
- Classe E1 per formaldeide secondo UNI EN 717-1.
- Certificazioni VOC (es. A+, EC1 Plus, Blue Angel) raccomandate per ambienti residenziali.
Prima dell’acquisto di pannelli multistrato da utilizzare come supporto per pavimenti prefiniti stratificati, è necessario verificare che:
- Il compensato impiegato come supporto sia incollato con adesivi poliuretanici o epossidici, conformi alla norma UNI EN 314-2 (Classe 2), al fine di garantire una resistenza ottimale all’umidità e alle sollecitazioni meccaniche.
- Il processo di incollaggio assicuri l’assenza di delaminazioni visibili e una coesione duratura, anche in condizioni di variazioni termo-igrometriche tipiche dell’ambiente d’installazione.
- Il pannello finito rispetti la classe E1 per le emissioni di formaldeide, a tutela della salubrità degli ambienti interni.
- Il contenuto di umidità del compensato sia compreso tra l’8% e il 10%, per prevenire deformazioni e garantire stabilità dimensionale nel tempo.
[...] CONTINUA LA LETTURA NEL PDF IN ALLEGATO
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