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Vulnerabilità di ponti e viadotti secondo linee guida MIT: applicazione del metodo SCN ad un caso di studio

Il caso del viadotto Ponticelli mostra come un modello FEM non lineare, sviluppato con metodo SCN e analisi pushover, consenta di stimare domanda e capacità della struttura, individuando le criticità locali più rilevanti per sicurezza, verifica e gestione manutentiva dell’opera.

L’articolo analizza la vulnerabilità sismica del viadotto Ponticelli lungo l’A1 Milano-Napoli, assumendolo come caso studio per applicare il metodo SCN in ambiente SAP2000. Il problema tecnico riguarda la verifica del comportamento del ponte ai diversi stati limite, considerando pile, impalcato, appoggi e interazione con i vincoli. L’analisi pushover nelle due direzioni principali consente di distinguere i meccanismi duttili da quelli fragili e di individuare gli elementi più critici. Ne emerge un quadro utile per impostare verifiche più realistiche e successive valutazioni in presenza di degrado.

Il presente articolo costituisce la terza parte di una serie dedicata alla valutazione della vulnerabilità sismica di ponti e viadotti secondo le Linee Guida MIT (2020). In chiusura, un box di approfondimento rimanda alla lettura delle altre due parti.


Caso di studio – Valutazione del viadotto Ponticelli A1 Milano Napoli

Lo scopo dell’analisi è di definire la vulnerabilità sismica del ponte in oggetto con riferimento ai diversi stati limite definiti dalla normativa.

L’analisi è eseguita utilizzando il programma di calcolo a elementi finiti SAP2000. Il programma SAP2000 consente di valutare il comportamento anelastico degli elementi strutturali e dei dispositivi di appoggio/collegamento mediante legami a plasticità concentrata Momento–Rotazione e Forza–Spostamento secondo il metodo SCN e con riferimento al Manuale AVS2.0.

Vulnerabilità di ponti e viadotti secondo linee guida MIT: applicazione del metodo SCN ad un caso di studio
Posizionamento geografico del viadotto in oggetto

Descrizione del modello

Il Viadotto in oggetto è costituito da due carreggiate a tre corsie e composto da n.6 campate uguali che hanno lunghezza pari a 32 m. Il ponte originario risale al 1959 ed aveva due carreggiate e due corsie.

Nel 1989 sono iniziati i lavori di allargamento per la realizzazione della terza corsia. Le opere strutturali prevedevano l’inserimento di doppie pile cave alle estremità della pila esistente costituita da un telaio in c.a. il tutto collegato con un nuovo pulvino che inglobava quello esistente.

Le spalle sono state adeguate alla nuova sede stradale con la realizzazione di fondazioni profonde. L’impalcato ha previsto n°2 travi in c.a.p. per carreggiata. Tutte le campate sono costituite da impalcati in c.a.p. con travi a doppio T e soletta in c.a.  Le travi sono di due tipologie per i lavori della terza corsia. Le singole campate sono appoggiate su dispositivi in neoprene/acciaio. Lo schema di calcolo dell’impalcato è di trave continua su più appoggi. Nel modello sono state considerate le travate costituenti l’impalcato da ponte e i vari dispositivi di appoggio/collegamento di quest’ultimo.

Al fine di definire correttamente le masse sismiche della struttura, sono stati considerati anche i carichi associati agli elementi non strutturali (pavimentazione, cordoli, marciapiedi). Le non-linearità dovute al materiale sono state applicate a tutti gli elementi strutturali e dispositivi di appoggio/collegamento, ad esclusione degli elementi costituenti l’impalcato.

Le travate dell’impalcato da ponte e relativa soletta sono state modellate con elementi membrana priva di peso, rigidamente connessa nel piano orizzontale mediante elementi gap per simulare il giunto tra le campate.

Gli appoggi delle travate sulle pile sono stati modellati mediante molle non lineari in grado di tenere conto, in funzione dell’entità degli spostamenti relativi orizzontali, della caduta dell’impalcato sulla sommità della pila, dell’attrito calcestruzzo-calcestruzzo.

Analogamente, sono stati modellati gli appoggi sulle spalle e l’interazione spalla terreno tramite link non lineari reagenti a sola compressione fino all’attivazione della resistenza passiva.

Modello agli elementi finiti del Viadotto in oggetto

Modello agli elementi finiti del Viadotto in oggetto. (Direzione longitudinale Y- trasversale X)

 

Modello agli elementi finiti solido del Viadotto in oggetto
Modello agli elementi finiti solido del Viadotto in oggetto

Normative di riferimento

La verifica è svolta in accordo con le seguenti normative:

  • D.M. 17/01/2018 – Aggiornamento delle “Norme tecniche per le Costruzioni”.
  • CIRCOLARE 21/1/2019 n.7 C.S.L.L. – Istruzioni per l’applicazione dell’“Aggiornamento delle “Norme tecniche delle costruzioni”;
  • ATC – Applied Technology Council (1996) Seismic Evaluation and Retrofit of Concrete Building Report No. ATC-40, Redwood City, CA.
  • Norme Californiane Caltrans - California Dept. Of Transportation (2006), Seismic Design Criteria ver. 1.4, Sacramento, CA.

Caratteristiche dei materiali e resistenze di calcolo

Pile e impalcato

Le caratteristiche meccaniche dei materiali utilizzati per l’opera in oggetto, sono differenziate in funzione dei periodi di realizzazione iniziale e dei lavori di allargamento per la terza corsia.

Caratteristiche dei materiali e resistenze di calcolo

Gli elementi strutturali in c.a. a comportamento non lineare (pile) sono stati modellati nel dettaglio mediante elementi strutturali, caratterizzati da legami elasto-plastici Momento-Rotazione e elasto-fragili Taglio-Deformazione coerenti con i modelli proposti in D.M. 17/01/2018 e relativa Circolare; per definirne le proprietà meccaniche di resistenza e duttilità, si è fatto riferimento alle geometrie ed armature indicate nelle tavole di progetto e ai seguenti diagrammi tensione-deformazione:

felitti-ponti-e-viadotti-25.jpg

[...] CONTINUA LA LETTURA NEL PDF IN ALLEGATO

Dalla caratterizzazione geometrica e meccanica delle pile, il testo guida il lettore nella costruzione del modello di verifica: definizione delle capacità (flessione e taglio), impostazione dei carichi e degli stati limite, fino alle analisi pushover. La parte finale mostra come si confrontano domanda e capacità per individuare le criticità sismiche del viadotto, evidenziando anche il ruolo del degrado nelle valutazioni.


VALUTAZIONE VULNERABILITA' SISMICA DI PONTI E VIADOTTI ESISTENTI (LINEE GUIDA MIT, 2020)
Questo articolo è la terza parte dell’approfondimento sulla valutazione della vulnerabilità sismica di ponti e viadotti secondo le Linee Guida MIT (2020).
Consulta anche le altre parti per una lettura completa:
Parte I
– Classe di attenzione, meccanismi di collasso, modelli di calcolo e metodi di valutazione 
Parte II – Applicazione del metodo SCN al caso studio del viadotto Ponticelli (questo articolo)**
Parte III – Influenza del degrado per corrosione delle armature sulla vulnerabilità sismica


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