Paola De Micheli: impegno per digitalizzazione costruzioni, semplificazione norme, sicurezza opere esistenti

Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, mi ha concesso un'intervista sul documento "Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti" approvato dal Consiglio Superiore dei LLPP. La Ministra sottolinea l'importanza del documento che si basa su un approccio unitario e coordinato per la mitigazione del rischio e pone l'Italia all’avanguardia tra i Paesi industrializzati, ed evidenzia che ci sarà un periodo di sperimentazione e per il quale è previsto uno specifico stanziamento economico di 15 milioni di euro. 

 

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Linee Guida ponti: 15 milioni di euro per la sperimentazione

Gentile Ministra, a seguito del crollo del ponte sul Magra, il MIT si è subito attivato con una Commissione Tecnica d'inchiesta sulle cause. Al tempo stesso il Consiglio Superiore dei LL.PP. ha emanato le Linee Guida per Classificare l’enorme patrimonio nazionale dei ponti. Quanto è importante questo documento?


«Il crollo del ponte sul Magra sottolinea, ancora una volta, la fragilità del nostro territorio e la necessità di un atto programmatico concreto per limitare i rischi che sono legati alle attività umane. Da qui la necessità di un documento unitario a livello nazionale che inquadri il problema della sicurezza delle nostre infrastrutture, iniziando proprio dai ponti e viadotti.

Le Linee guida, elaborate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici su mia richiesta, forniscono i principi generali e le procedure operative di dettaglio, che uniformeranno i metodi di censimento, di classificazione del rischio, di valutazione e monitoraggio dei ponti, e che dovranno essere applicate dai diversi soggetti gestori. 

L’Agenzia della Sicurezza ANSFISA e le Direzioni Generali del Ministero indirizzeranno i Gestori e vigileranno poi sull’applicazione delle Linee Guida, costruendo quindi un sistema nazionale coordinato.

Infine, la piattaforma dati di AINOP, i cui contenuti sono stati resi uniformi a quelli delle Linee Guida, conterrà la base conoscitiva del nostro patrimonio infrastrutturale, perché solo una conoscenza approfondita consente di ridurre i rischi di insuccesso, ottimizzando e programmando una spesa che altrimenti sarebbe insostenibile per la finanza pubblica. Ritengo che un approccio unitario e coordinato per la mitigazione del rischio ci ponga all’avanguardia tra i Paesi industrializzati, e devo a questo proposito ringraziare il Consiglio Superiore e tutto il Ministero per il grande impegno profuso nella redazione di un documento così significativo in breve tempo.».

 

Manutenzione: 8 miliardi e mezzo immediatamente disponibili, di cui 250 milioni solo per gli attraversamenti del fiume Po. 

Queste Linee Guida - dopo la sperimentazione - saranno rese obbligatorie sia per i ponti in concessione autostradale che per quelli gestiti da ANAS ed enti locali?

«Da un lato le Linee Guida dovranno essere utilizzate da tutti gli Enti Gestori, ognuno con la sua esperienza e specificità legata anche al territorio, dall’altro l’articolo 14 del “Decreto Genova” prevede proprio che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sovraintenda alla realizzazione e gestione, in via sperimentale, di un sistema di monitoraggio per le infrastrutture stradali e autostradali critiche. Viene attivato un importante finanziamento della sperimentazione delle Linee Guida, con 15 milioni di euro, attraverso un provvedimento che individuerà un adeguato campione di ponti e viadotti rappresentativi del patrimonio infrastrutturale italiano, su cui condurre la sperimentazione per un periodo di circa un anno e mezzo.

Sono consapevole della complessità tecnica, scientifica e gestionale e delle significative competenze richieste per la sperimentazione di un modello di gestione multidisciplinare del rischio.

Per questo abbiamo deciso che il soggetto incaricato di attuare l’attività di sperimentazione venga individuato in un centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile, in grado di integrare le elevate competenze e capacità universitarie e di ricerca, presenti sul territorio nazionale, con il coordinamento di una apposita Commissione di indirizzo e vigilanza del mio dicastero. In ogni caso va ricordato che il MIT ha previsto ingenti investimenti già nel breve periodo per ponti e viadotti, sia per interventi di manutenzione straordinaria che di demolizione e ricostruzione. Il contratto di programma con ANAS, gestore della viabilità principale, stanzia apposite risorse finanziarie per 5 miliardi e 200 milioni; a favore di province e città metropolitane, su cui ricade la viabilità secondaria, sono ripartiti finanziamenti per 3 miliardi e 300 milioni. Si parla quindi di oltre 8 miliardi e mezzo immediatamente disponibili, di cui 250 milioni solo per gli attraversamenti del fiume Po.».

 

Per i ponti storici delle specifiche Linee Guida di concerto con il ministero dei Beni Culturali

Parte importante delle nostre infrastrutture è ormai datato. L’autostrada del Sole è stata inaugurata oltre 50 anni fa, molte infrastrutture, come il ponte sul Magra, sono state ricostruite nell’immediato dopoguerra. Secondo lei non sarebbe il caso di istituire un albo speciale dei ponti storici da gestire con regole diverse in modo da poter consentire, con tempi più rapidi, la sostituzione di tutte quelle opere la cui manutenzione ha costi troppo elevati e di cui comunque è difficile dare garanzia di robustezza?

«Il tema di ponti storici non è trattato esplicitamente nelle Linee Guida, che si rivolgono verso la stragrande maggioranza delle infrastrutture che sono state costruite dopo la guerra, alcune delle quali sono giunte purtroppo a fine vita. Si tratta spesso di strutture con una fragilità intrinseca dovuta a schemi statici semplici, per le quali occorre un piano di sostituzione, calibrato in funzione del rischio.

Un piano di questo genere deve essere pluriennale come in Germania e finanziato in parte dallo Stato e in parte dagli Enti Gestori, e deve tener conto del traffico, oltre che del degrado e della vetustà dell’opera.

Per quanto riguarda i ponti storici, dovrà essere elaborato di concerto con il ministero dei Beni Culturali un apposito capitolo delle Linee Guida, in quanto va contemperata l’esigenza di conservazione con l’efficienza e la resilienza della rete. Per questi ponti potrà essere rivista la loro destinazione d’uso, inserendoli per esempio in percorsi ciclabili a scopo turistico e studiando percorsi alternativi che dovranno garantire il transito di un traffico pesante, notevolmente cresciuto nel tempo».

 

BIM, nel nuovo Regolamento per gli appalti pubblici inseriti i contenuti del DM 560/17 

Il monitoraggio e la gestione della manutenzione di un'infrastruttura risultano più semplici ed efficaci se si dispone dell’intero patrimonio di dati che la descrivono. Ritiene che sia giunto il momento di accelerare il processo di digitalizzazione degli appalti anticipando l’obbligo del BIM per la progettazione e realizzazione di tutte le nuove opere pubbliche che porterete in appalto? 

«Il Ministero da tempo si sta muovendo verso la digitalizzazione, sia delle procedure di appalto attraverso la dematerializzazione dei procedimenti amministrativi che di quelle di progettazione, costruzione e gestione dell’opera attraverso il BIM.

Io vedo la tecnologia come mezzo e non fine, ovvero lo strumento operativo che consente di sistematizzare e razionalizzare i rapidi cambiamenti in corso nella filiera delle costruzioni. Il fine ultimo è il raggiungimento della conoscenza attraverso il dato, utilizzando strumenti innovativi, automatizzando tutto ciò che abbia carattere di ripetitività, utilizzando piattaforme digitali condivise.

In futuro la conoscenza delle nostre infrastrutture non potrà che essere basata su strumenti e soprattutto su metodi di gestione informativa, e in questa ottica sia le Linee Guida sia la piattaforma AINOP prevedono una progressiva e costante acquisizione digitale dei dati.

Anche se oggi la priorità è quella di finanziare l’emergenza sanitaria, lo Stato non può non ragionare in termini strategici, e per questo ho chiesto alla commissione che ha predisposto il nuovo Regolamento per gli appalti pubblici di inserire il tema della digitalizzazione e in particolare i contenuti del DM 560/17. Questo modello, da applicare progressivamente tenendo anche conto del momento di grande crisi del Paese e soprattutto delle imprese, presuppone tuttavia una qualificazione delle Stazioni appaltanti e in linea generale un aggiornamento delle competenze. Dobbiamo tenere presente che le opere devono essere gestite durante tutto il loro ciclo di vita e non solo progettate e costruite.

Dobbiamo guardare avanti, in un'ottica di sostenibilità ambientale, e la digitalizzazione, ovvero la conoscenza organizzata, non può che rendere più semplice il raggiungimento di questo obiettivo».

 

Semplificazione delle procedure di appalto e di finanziamento dei lavori pubblici.

Lei è stata anche Commissario per la ricostruzione per il Sisma 2016 del Centro Italia e ha potuto appurare come, a volte, a buoni provvedimenti possano poi seguire difficoltà burocratiche tali da impedirne l’attuazione. Problemi che potremmo trovare anche in fase di ripartenza dopo la pandemia. Il MIT avvierà una semplificazione della L.50/2016 per snellire le procedure e semplificare i processi d’appalto in tutte loro fasi? Non sarebbe il caso di semplificare - ad esempio - le procedure di pagamento abolendo per esempio la perenzione dei fondi per i lavori pubblici attivati?

 

«Su questo tema il Governo si sta impegnando molto. Sono in fase di discussione temi riguardanti la semplificazione delle procedure di appalto e di finanziamento dei lavori pubblici.

Siamo consapevoli che la realtà dei lavori pubblici, con i tempi di evidenza pubblica, di progettazione, di approvazione e di costruzione si adatta male ai tempi previsti nelle leggi di contabilità dello Stato.

Spesso si rischia di perdere i fondi per un’opera a causa di un contenzioso, di una risoluzione contrattuale precedente, e un’impresa non può oggi permettersi di vedersi riconosciuti i SAL molti mesi dopo la loro emissione. Riguardo al Regolamento, sono previste specifiche misure di semplificazione e di riduzione degli oneri amministrativi, sia per le stazioni appaltanti sia per le imprese ed i professionisti, per accelerare i tempi di affidamento, ovviamente nel quadro del Codice.

Presto il Regolamento sarà inserito nell’ordine del giorno della riunione del Consiglio dei Ministri. Stiamo anche pensando a una accelerazione dei contratti di programma ANAS e Ferrovie e la creazione di fondi pluriennali per il finanziamento delle opere degli Enti locali. Oltre a provvedimenti finalizzati a rendere più tempestiva l’azione nel periodo d’emergenza, l’obiettivo è comunque quello di una strutturale semplificazione a regime delle procedure, indirizzando l’azione amministrativa soprattutto sulla drastica diminuzione dei tempi che intercorrono tra la fine di una fase e l’inizio della successiva».

 


Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti

Ecco i LINK al testo, alle appendici e agli allegati delle Linee Guida

Ecco invece il LINK all'articolo di analisi e approfondimento approfondimento delle Linee Guida sui Ponti:

Analisi delle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza dei ponti

Sulle Linee Guida abbiamo intervistato una serie di figure che hanno avuto un ruolo della loro realizzazione.

Ecco il LINK allo SPECIALE LINEE GUIDA.


Sarà il Consiglio Superiore LLPP a coordinare la sperimentazione

Dal testo del comunicato stampa pubblicato sul sito del MIT si evince che sarà il Consiglio Superiore LLPP a gestire la sperimentazione: «All'esito di tale sperimentazione, che avverrà sotto la guida dello stesso Consiglio Superiore, le linee guida potranno fornire uno strumento avanzato, univoco ed uniforme per tutti i gestori sul territorio nazionale che, superando il concetto del semplice censimento dei ponti esistenti, mediante un approccio generale, multilivello, multicriterio e multiobiettivo, consentirà la determinazione di una “classe di attenzione” per la gestione del rischio e la verifica di sicurezza delle infrastrutture.».


Come molti lettori di INGENIO sanno, sono un ingegnere che pur continuando a fare anche la professione, mi sono soprattutto dedicato all'editoria tecnica e in particolare ad INGENIO. Come professionista mi sono letto il documento, e come editore ho avuto l'opportunità di poterne seguire l'evoluzione in questi mesi. Si tratta di Linee Guida importanti, fondamentali per poter gestire nei fatti e non solo a chiacchiere l'ampio e vetusto patrimonio di ponti che il nostro Paese contiene. Un documento che è in diretto collegamento con le NTC 2018, a testimonanza della bontà e dela lungimiranza dell'ultimo corposo documento normativo. Per queste Linee Guida va evidenziato un fatto "procedurale" importante. Sono nate su richiesta della Ministra con un Presidente del Consiglio Superiore dei LLPP., l'ing. Donato Carlea, e sono state completate con un altro Presidente, l'ing. Massimo Sessa. Tutto in pochi mesi, in un periodo molto complicato, e comunque rispettando i principi che regolamentano l'attività del Consiglio Superiore dei LLPP da 161 anni. L'istituzione voluta da Cavour nel 1959, due anni prima dell'Unità d'Italia, ha dimostrato ancora una volta il suo valore istituzionale, la capacità di saper rispettare le regole anche quando intorno ad essa è cambiato, di portare avanti le sue attività a prescindere dai cambi di Presidenza.


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Linee Guida Ponti, Sessa: «Finalmente indicazioni univoche e uniformi a livello nazionale»

Massimo Sessa, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, mette in luce i vantaggi derivanti dal documento che consentirà di avere indicazioni univoche e all'avanguardia nel mondo, per il censimento, la classificazione e la gestione dei rischi, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti.