Incentivi per le energie rinnovabili: maggiorazione economica, sanzioni e decadenza del beneficio

L’Adunanza plenaria del Consiglio dello Stato si pronuncia sugli incentivi e maggiorazione economica previsti dal DM 5 maggio 2011, sulle sanzioni e decadenza dal beneficio base o dalla sua maggiorazione

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Con sentenza n.18/2020 dello scorso 11 settembre, l'Adunanza Plenaria di Palazzo Spada ha chiarito alcuni aspetti concernenti il DM 5 maggio 2011 - Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici.

Questi i principali chiarimenti:

  • quando la domanda ha ad oggetto una tariffa incentivante per fonti rinnovabili maggiorata rispetto a quella base in ragione del premio contemplato dall’art. 14, DM 5 maggio 2011, essa deve intendersi come avente un oggetto plurimo, scindibile nei suoi effetti giuridici;

  • quando la violazione riscontrata riguarda una certificazione prodotta al fine di ottenere la maggiorazione del 10% per fonti rinnovabili di cui all’art. 14, comma 1, lett. d), DM 5 maggio 2011, la violazione stessa deve intendersi rilevante ai fini della decadenza dalla sola maggiorazione del 10% per ottenere la quale era stata prodotta;

  • l'accertamento necessario ai fini della pronuncia di decadenza dalla sola maggiorazione del 10% per fonti rinnovabili ha ad oggetto la sola violazione e la sua rilevanza, prescindendo dall’elemento soggettivo; quest’ultimo ha piuttosto rilevanza nel prosieguo del procedimento sanzionatorio presso l’Autorità indipendente di settore cui gli atti sono trasmessi.

L'Alto consesso ha quindi chiarito che, trattandosi di decadenza in senso proprio, l’accertamento della rilevanza rispetto al beneficio fruito assume importanza primaria, non solo, com’è evidente, in relazione alla gravità dello scostamento del comportamento rispetto al paradigma normativo, ma anche in ordine all’intensità del collegamento tra il comportamento violativo e il beneficio goduto, di guisa che la decadenza non abbia a provocare effetti ablatori esorbitanti rispetto al beneficio innanzi riconosciuto.

Nel caso di specie non v’è dubbio che anche a prescindere dalla ricostruibilità del complessivo beneficio come conseguente ad una domanda ad oggetto plurimo, scindibile nei suoi effetti – ricostruzione cha questa Adunanza ritiene ad ogni buon fine preferibile - il beneficio è materialmente e giuridicamente scomponibile in due componenti:

  1. la “tariffa incentivante” base, disciplinata dall’art 12 del DM 5 maggio 2011, a mente del quale “Per l'energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici di cui al presente titolo, il soggetto responsabile ha diritto a una tariffa individuata sulla base di quanto disposto dall'allegato 5. La tariffa incentivante è riconosciuta per un periodo di venti anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell'impianto ed è costante in moneta corrente per tutto il periodo di incentivazione. Le tariffe di cui al presente articolo possono essere incrementate con le modalità e alle condizioni previste dagli articoli 13 e 14”; 

  2. il premio previsto dall’art. 14 del DM citato, secondo il quale, per quanto qui rileva, “La componente incentivante della tariffa individuata sulla base dell'allegato 5 è incrementata …….d) del 10%(percento) per gli impianti il cui costo di investimento di cui all'art. 3, comma 1, lettera b) per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per non meno del 60%(percento) riconducibile ad una produzione realizzata all'interno della Unione europea”.

Nei casi, come quello di specie, la provenienza dei pannelli (in tutto o nei loro componenti) rileva esclusivamente ai fini dell’attribuzione del premio, essendo, per converso, del tutto irrilevante in ordine alla tariffa base incentivante.

LA SENTENZA INTEGRALE E' SCARICABILE IN FORMATO PDF