Abusi edilizi: la demolizione spetta ai singoli condomini responsabili, non al Condominio

Tar Campania: il condominio è mero ente di gestione, per cui il comune deve rivolgere la sanzione ripristinatoria al proprietario e al responsabile dell'abuso, quali singoli proprietari esclusivi

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Il comune non può ingiungere l'ordine di demolizione di un abuso edilizio al Condominio.

Lo ha precisato il Tar Campania nella sentenza 3005/2020, piuttosto interessante perché ricorda bene che è il responsabile dell'abuso a doversi attivare per la demolizione e che il Condominio altro non è che un mero ente di gestione.

Secondo quanto disposto dall'art. 31 del dpr 380/2001, ciop, la demolizione è ingiunta dal Comune al “proprietario e al responsabile dell’abuso”. Nella fattispecie, la sanzione ripristinatoria è stata rivolta nei confronti del Condominio il quale - secondo i giudici amministrativi - sicuramente non può essere individuato come proprietario nemmeno delle parti comuni del complesso immobiliare (al netto del fatto che l’ordinanza non chiarisce affatto se gli abusi riguardano parti di proprietà esclusiva dei singoli condomini ovvero parti comuni).

Il condominio è un mero ente di gestione

La giurisprudenza citata dal ricorrente (T.A.R. Lombardia, Milano n.1774/2019) che il Collegio condivide ha osservato che l'art. 1117 cod. civ. stabilisce che le parti comuni dell'edificio sono oggetto di proprietà comune dei condomini, con la conseguenza che il Condominio non vanta alcun diritto reale sulle stesse.

Secondo una consolidata giurisprudenza, difatti, il Condominio è un mero ente di gestione, privo di personalità giuridica (cfr. Cass. civ., II, 16 dicembre 2015, n. 25288; 6 agosto 2015, n. 16562; VI, 22 maggio 2015, n. 10679; T.A.R. Lombardia, Milano, II, 5 dicembre 2016, n. 2302). Tale principio è stato peraltro confermato anche dopo le modifiche introdotte nel codice civile dalla legge n. 220 del 2012 (Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici), poiché quest'ultima, pur avendo attribuito un attenuato grado di soggettività al condominio, non lo ha comunque fatto assurgere al rango di ente dotato di vera e propria personalità giuridica (Cass. civ., SS.UU., 18 settembre 2014, n. 19663).

Ne deriva che le parti comuni dell'edificio non sono di proprietà dell'ente condominio, ma dei singoli condomini e, pertanto, la misura volta a colpire l'abuso realizzato sulle parti comuni deve essere indirizzata esclusivamente nei confronti dei singoli condomini, in quanto unici (com)proprietari delle stesse (T.A.R. Lombardia, Milano, II, 5 dicembre 2016, n. 2302).

LA SENTENZA INTEGRALE E' SCARICABILE IN FORMATO PDF

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