Isolamento acustico di facciata: cosa c’è da sapere sulle singole componenti per garantire i requisiti di legge

All’isolamento acustico della facciata (pareti verticali, coperture inclinate e piane) concorrono le prestazioni dei singoli componenti che ne fanno parte (strutture opache, chiusure opache e trasparenti, cassonetti, dispositivi per la ventilazione, ecc.). Il raggiungimento dei valori prescritti in ambito legislativo si ottiene pertanto mediante una progettazione acustica strategica della facciata nel suo complesso (conciliando comfort acustico, efficienza energetica e qualità dell’aria interna), a cui deve seguire la corretta realizzazione dell’opera comprensiva della posa in opera a regola d’arte dei vari componenti.

 

Involucro edilizio e isolamento acustico di facciata

In acustica quando ci si riferisce alla facciata si intende l’involucro edilizio nel suo complesso, ossia non solo le pareti verticali ma anche le coperture inclinate (ad esempio tetto a falda) e orizzontali (ad esempio coperture piane e terrazzi), che circoscrivono ambienti abitativi in cui è prevista la permanenza di persone. Pertanto, quando si parla di isolamento acustico di facciata, si parla di isolamento acustico dell'involucro edilizio, così come schematizzato in Figura 1.

 

Schema rappresentativo dell’involucro edilizio comprensivo delle diverse “facciate”: chiusure verticali, inclinate e orizzontali

Figura 1 - Schema rappresentativo dell’involucro edilizio comprensivo delle diverse “facciate”: chiusure verticali, inclinate e orizzontali

 

Modalità di trasmissione del rumore attraverso la facciata

Tra le funzioni svolte dall'involucro dell'edificio vi è anche quella di isolare gli ambienti abitativi interni dal rumore ambientale proveniente dall'esterno, creando le condizioni di comfort oggi richieste da un’utenza sempre più sensibile al tema del benessere ambientale oltre che dai disposti legislativi. L'inquinamento acustico esterno può essere causato dal rumore del traffico (veicolare, ferroviario, aereo, marittimo), o da sorgenti fisse (ad esempio attività produttive o artigianali, attività commerciali o ricreative), o da eventi (concerti o manifestazioni), senza dimenticare il rumore antropico dovuto al vociare delle persone.

Il rumore si trasmette dall’ambiente esterno all’interno dell’edificio per via diretta, indiretta e attraverso i cosiddetti “ponti acustici”, dovuti a discontinuità o anomalie nell’involucro. A titolo esemplificativo si riporta in Figura 2 una rappresentazione delle modalità di trasmissione del rumore attraverso la facciata.

 Esemplificazione delle modalità di trasmissione del rumore dall’esterno verso l’interno

Figura 2 - Esemplificazione delle modalità di trasmissione del rumore dall’esterno verso l’interno

 

Principali criticità della normativa vigente: Requisiti Acustici Passivi degli Edifici e Criteri Ambientali Minimi

a) Edifici di nuova costruzione

In materia di acustica edilizia, il testo normativo di riferimento è il D.P.C.M. 5/12/1997Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”, che classifica gli edifici in sette diverse categorie (da A a G) in funzione della destinazione d’uso. Per ognuna di queste categorie, si richiede un valore minimo di isolamento acustico di facciata espresso mediante il parametro D2m,nT,w, da intendersi come l’indice di valutazione dell'isolamento acustico di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione.

Che cosa è isolamento acustico di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione

L’isolamento acustico di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione, D2m,nT, è la differenza tra il livello di pressione sonora all’esterno alla distanza di 2 m dalla facciata e la media spazio-temporale del livello di pressione sonora nell’ambiente ricevente, normalizzato rispetto al valore del tempo di riverberazione dell'ambiente ricevente. Questa grandezza deve essere misurata, in opera, in conformità alla norma UNI EN ISO 16283-3 “Acustica - Misure in opera dell'isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio - Parte 3: Isolamento acustico di facciata”. In fase di progetto può essere calcolata, in via previsionale, in conformità alla norma UNI EN 12354-3 “Acustica in edilizia - Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti - Isolamento acustico contro il rumore proveniente dall’esterno per via aerea”.

Secondo il D.P.C.M. 5/12/1997 il valore di D2m,nT,w  può variare da 40 dB per le residenze a 48 dB per le scuole (vedi Prospetto 1) e deve essere garantito in opera, a edificio ultimato.

Nel caso di edifici pubblici, si applica anche il D.M. 11/10/2017 “Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici”, anche detto “Decreto CAM Edilizia”, che al punto 2.3.5.6 “Comfort acustico” prevede che i valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio debbano corrispondere almeno a quelli della classe II ai sensi della norma UNI 11367 “Acustica in edilizia - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica in opera” (corrispondente a prestazioni acustiche attese «buone» da parte di occupanti con normale sensibilità al rumore), mentre per ospedali, case di cura e scuole deve essere soddisfatto il livello di «prestazione superiore», con valori di D2m,nT,w pari a 43 dB, così come riportato nel prospetto A.1 dell’Appendice A della suddetta norma UNI.

Il Prospetto 1 riporta una sintesi delle prescrizioni contenute nei due decreti sopra citati e pone in evidenza le differenze tra i valori limite: solo gli edifici adibiti a residenza e ad alberghi sono soggetti a requisiti minimi equivalenti tra D.P.C.M. 5/12/1997 e D.M. 11/10/2017, mentre per gli edifici con destinazioni d’uso diverse da queste si osservano differenze di 2 dB. Su questo aspetto si auspica un allineamento in sede di eventuale revisione dei testi legislativi e normativi.

 

intesi dei requisiti minimi di isolamento acustico di facciata richiesti dal D.P.C.M. 5/12/1997 e dal D.M. 11/10/2017

Prospetto 1 - Sintesi dei requisiti minimi di isolamento acustico di facciata richiesti dal D.P.C.M. 5/12/1997 e dal D.M. 11/10/2017 (“Decreto CAM Edilizia”)

 

b) Interventi su edifici esistenti

Mentre è chiaro che il D.P.C.M. 5/12/1997 si applica alle nuove costruzioni, potrebbe non essere altrettanto chiaro se il decreto si applichi anche agli interventi su edifici esistenti (ad esempio in caso di ristrutturazione o manutenzione straordinaria). Negli anni sono stati pubblicati alcuni pareri sull’argomento. L’ultimo, pubblicato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 2014 (prot. n. 12/2014 del 26/6/2014), richiama al suo interno il parere reso dal Ministero dell’Ambiente con Circolare prot. n. 3632/SIAR/98 del 1/9/1998, il quale afferma che: “(…) il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 è sicuramente da applicare per gli edifici di nuova costruzione e per la ristrutturazione di edifici esistenti. Per ristrutturazione di edifici esistenti si intende il rifacimento anche parziale di impianti tecnologici, delle partizioni orizzontali e verticali degli edifici, il rifacimento delle facciate esterne, verniciatura esclusa”.

Analoghe precisazioni si rinvengono inoltre in numerose normative regionali, regolamenti edilizi e linee guida in tema di acustica. In definitiva, pertanto, si ritiene che debbano essere rispettati i limiti previsti dalla normativa nel caso di rifacimento anche parziale delle facciate, mentre ciò non debba avvenire nel caso di semplice tinteggiatura.

Già dall’anno successivo all’emanazione del D.P.C.M. 5/12/1997 è pertanto diventata una consuetudine ritenere applicabile il decreto anche ai progetti relativi ad interventi su edifici esistenti, anche se tale prassi non sempre è di facile applicazione, per esempio in caso di edifici soggetti a vincolo storico-architettonico. 

Si ricorda l’importanza dell’applicazione del D.P.C.M. 5/12/1997 in caso di interventi di ristrutturazione, soprattutto alla luce delle agevolazioni fiscali in essere, in particolare il “Superbonus 110%” per la riqualificazione energetica degli edifici, e delle svariate possibilità d’intervento concesse dai disposti legislativi che, in ogni caso, non devono peggiorare le prestazioni acustiche esistenti. Si rammenta inoltre la possibilità di fruire dell’agevolazione fiscale del 50% per interventi di ristrutturazione edilizia finalizzati proprio al contenimento dell’inquinamento acustico e al conseguente miglioramento del comfort abitativo. È opportuno, quindi, che Committente, Progettista e Direttore dei Lavori tengano in debita considerazione gli aspetti acustici nell’ambito degli interventi progettati e realizzati negli edifici esistenti.

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All'interno la trattazione dei seguenti argomenti:

I componenti della facciata

  • a) Le strutture opache
  • b) I serramenti esterni
  • c) I cassonetti per avvolgibile
  • d) Le prese d’aria e i fori di ventilazione
  • e) Le coperture inclinate e piane