840.000 km di strade, 2.179 gallerie, 21.072 ponti e viadotti ... che conoscenza abbiamo del livello di sicurezza

Roma, 29 aprile 2021 – Esiste un grande patrimonio nazionale delle infrastrutture del quale stato si sa ancora molto poco: si sta parlando di oltre 840.000 km di strade, di cui 8.006 km di autostrade e 27.259 km strade statali (Anas) con 2.179 gallerie, 21.072 ponti e viadotti, 6.320 cavalcavia a cui si aggiungono 17.530 km di ferrovie nazionali e regionali con 5.443 passaggi a livello, 18.847 ponti, viadotti e gallerie, 3.236 stazioni, 30.818 scambi o intersezioni; 1.130 km di ferrovie isolate con 944 passaggi a livello, 1529 ponti, viadotti e gallerie, 288 stazioni e 225 km di impianti di trasporto rapido di massa (metropolitane), di cui 131,6 km in galleria.

L'Ing. Fabio Croccolo, direttore di ANSFISA, ha evidenziato come oggi siano conosciute in modo esaustivo le condizioni di meno del 10% di queste opere.

E' uno dei passi emersi emerso nel corso della Relazione annuale dell’ANSFISA - Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali aperta dal Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.

Nella sua relazione, il Ministro MIMS Enrico Giovannini, ha confermando la quota di 30 miliardi aggiuntiva per le Infrastrutture, e ha evidenziato come "una delle iniziative fondamentali per la trasformazione economica e sociale in chiave sostenibile è la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, che devono corrispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini" e per "accompagnare questo processo, il Ministero sta mettendo in atto una serie di iniziative tra cui, in attuazione dell’articolo 49 del decreto-legge ‘Semplificazioni’, l’adozione delle Linee Guida per il censimento, la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e del monitoraggio dei ponti e delle gallerie lungo la rete stradale e autostradale. A questo si aggiungono le linee di finanziamento per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti sulle strade provinciali e metropolitane, con uno stanziamento di 1.150 mln di euro, cui si sommano gli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per alcune tratte."

 


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L'intervento del Ministro Enrico Giovannini in sintesi

"Una delle iniziative fondamentali per la trasformazione economica e sociale in chiave sostenibile è la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, che devono corrispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini, e che devono realizzare quell'obiettivo di uguaglianza di opportunità sancito anche dalla nostra Costituzione, oggi non assicurato a causa gravi disuguaglianze sociali, di genere e territoriali che affliggono l'Italia, con una inaccettabile distanza tra Nord e Sud, centri e periferie, città e aree interne e rurali".

Lo sottolinea il ministro il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in occasione della presentazione della prima Relazione annuale dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa), che ha il compito, fra le altre cose, di costruire una nuova cultura per la sicurezza delle infrastrutture italiane per sviluppare un sistema dinamico, basato sulla prevenzione e sulla chiarezza delle competenze.

''L'investimento in sicurezza – ha dichiarato Giovannini - è per questa generazione, ma anche per quelle future. Per questo è pienamente in linea con i principi di sostenibilità. Molte delle nostre infrastrutture, costruire a partire dal secondo dopoguerra, in alcuni casi raggiungono il fine vita e hanno bisogno di essere smantellate e ricostruite, in molti casi hanno bisogno di manutenzioni straordinarie''.

Il ministro è intervenuto anche sull’approvazione del PNRR ricordando che è “un passaggio cruciale, atteso da molti mesi, che però vede accanto all'uso dei fondi del Next Generation Eu, un investimento fortissimo di 30 miliardi per un fondo complementare a cui si aggiungono 10 miliardi per il completamento dell'Av Sa-Rc e il completamento della Brescia-Vicenza-Padova di Av e soprattutto si aggiungono 15 miliardi del Fondo Sviluppo e Coesione, che viene rifinanziato, e quasi 80 miliardi dei fondi comunitari ordinari".

L'innovazione tecnologica e dei materiali un passaggio fondamentale perché “può consentire un salto di qualità nella gestione delle reti infrastrutturali, ma va accompagnato con un ampio cambiamento di visione che si traduce nella nuova cultura della sicurezza di cui l'Ansfisa si sta facendo garante".

"I prossimi anni, per motivi legati alla vetustà di alcune opere e all'impatto prevedibile dei cambiamenti climatici - conclude - il nostro Paese dovrà accrescere il proprio sforzo nella direzione della manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture, in un'ottica di prevenzione dei rischi. Non si tratta solo di uno sforzo finanziario, ma di un cambio culturale che vede il ministero e Ansfisa impegnati fianco a fianco, nel rispetto delle rispettive competenze".


 

Sul come farlo sono intervenuti oltre al Direttore Ing. Fabio Croccolo anche gli Ingg. Emanuele Renzi e Pier Luigi Giovanni Navone.

Nel corso della giornata cercheremo di arricchire questo articolo anche con gli spezzoni video che abbiamo pubblicato e gli aspetti più tecnici salienti. In ogni caso è possibile scaricare il Rapporto ANSFISA con tutti i dati a questo LINK. Consiglio la lettura a tutti i nostri lettori, è molto interessance comprendere la diffusione e lo stato di conoscenza che c'è ad oggi delle infrastrutture, come peraltro come si è evoluto il livello di sicurezza delle stesse. Per gaurdarsi la registrazione del video integrale invece è possibile vederla su YOUTUBE.

Molto interessante anche l'aspetto che Croccolo ha trattato sul tema della Responsabilità dei Progettisti, Direttori Lavori, e poi di chi si occupa della Gestione e Controlli. Ne avevamo parlato con lui in una recente intervista che trovate a questo articolo "La Just Culture: imparare dagli errori per migliorare la sicurezza di infrastrutture e trasporti".

Andrea Dari

 


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L’Ansfisa, che si articola in due direzioni generali, ha il compito di promuovere la sicurezza su circa 840.000 km di strade; fra queste: 8.006 km di autostrade e 27.259 km strade statali (Anas) con 2.179 gallerie, 21.072 ponti e viadotti, 6.320 cavalcavia. Ai quali si aggiungono 17.530 km di ferrovie nazionali e regionali con 5.443 passaggi a livello, 18.847 ponti, viadotti e gallerie, 3.236 stazioni, 30.818 scambi o intersezioni; 1.130 km di ferrovie isolate con 944 passaggi a livello, 1529 ponti, viadotti e gallerie, 288 stazioni e 225 km di impianti di trasporto rapido di massa (metropolitane), di cui 131,6 km in galleria, dislocati in 7 città con 14 linee e 272 fermate. Mentre i soggetti, tra gestori delle infrastrutture, imprese esercenti il servizio e centri di formazione, con i quali il nuovo ente deve interfacciarsi sono più di 8.000.


"ANSFISA: “Lavoriamo per una nuova cultura della sicurezza per le infrastrutture italiane” 

Presentata la prima Relazione annuale dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali

Strade, rete locale senza dati: difficile individuare perimetro, gestioni e competenze. Verso la certificazione dei sistemi di gestione della sicurezza per tutte le infrastrutture

Treni, incidenti nei parametri del periodo, ma è ancora allarme pedoni. Agire sul fattore umano e definizione dei rischi per migliorare le performance del sistema

Roma, 29 aprile 2021 – Lavorare per una nuova cultura per la sicurezza delle infrastrutture italiane per sviluppare un sistema dinamico, basato sulla prevenzione e sulla chiarezza delle competenze. È questo l’obiettivo dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali, che ha presentato oggi la prima Relazione annuale alla presenza del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.

“Ritengo necessario un investimento straordinario – ha dichiarato il Ministro Giovannini - per assicurare l’efficienza delle infrastrutture e la sicurezza dei cittadini. L’innovazione tecnologica e dei materiali può̀ consentire un salto di qualità̀ nella gestione delle reti infrastrutturali, ma va accompagnato con un ampio cambiamento di visione che si traduce nella nuova cultura della sicurezza di cui l’ANSFISA si sta facendo garante, attraverso la costruzione di un modello uniforme per la gestione, la manutenzione e la messa in sicurezza della totalità delle nostre infrastrutture, sia stradali che ferroviarie”.

L’ANSFISA, nata con il decreto Genova all’indomani del crollo del Ponte Morandi e operativa dal 30 novembre scorso, ha incorporato l’ANSF, l’Agenzia per la Sicurezza delle Ferrovie, facendo proprio il know how sviluppato in ambito ferroviario, anche con l’obiettivo di trasferirlo al settore delle infrastrutture stradali, autostradali e dei trasporti rapidi di massa. Nel 2020 sono stati compiuti i passi principali per l’operatività amministrativa del nuovo ente: dalla nomina del direttore alla definizione dello statuto e regolamento di amministrazione fino alla designazione dei dirigenti generali e degli organi di vertice. È stata anche indetta una selezione pubblica per il primo contingente di personale che oggi si attesta a 164 unità contro le 569 previste dalla legge, con oltre il 70% di carenza dell’organico.

L’Agenzia, che si articola in due direzioni generali, ha il compito di promuovere la sicurezza su circa 840.000 km di strade; fra queste: 8.006 km di autostrade e 27.259 km strade statali (Anas) con 2.179 gallerie, 21.072 ponti e viadotti, 6.320 cavalcavia. Ai quali si aggiungono 17.530 km di ferrovie nazionali e regionali con 5.443 passaggi a livello, 18.847 ponti, viadotti e gallerie, 3.236 stazioni, 30.818 scambi o intersezioni; 1.130 km di ferrovie isolate con 944 passaggi a livello, 1529 ponti, viadotti e gallerie, 288 stazioni e 225 km di impianti di trasporto rapido di massa (metropolitane), di cui 131,6 km in galleria, dislocati in 7 città con 14 linee e 272 fermate. Mentre i soggetti, tra gestori delle infrastrutture, imprese esercenti il servizio e centri di formazione, con i quali il nuovo ente deve interfacciarsi sono più di 8.000.

“Il nostro impegno – ha spiegato Fabio Croccolo, direttore di ANSFISA - si traduce in un crescente coinvolgimento dei gestori delle infrastrutture e delle aziende di trasporto che con Sistemi di Gestione della Sicurezza certificati dovranno programmare la manutenzione e il controllo dei rischi nella loro area di competenza. L’ANSFISA promuoverà una sicurezza proattiva e costante su questi processi”.

Sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali

Dati ridotti, limitati e lacunosi su circa 800mila chilometri di rete stradale italiana, ovvero quella che fa capo a regioni, province, città metropolitane e comuni. È quanto emerge da una prima ricognizione condotta dalla Direzione generale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali di ANSFISA. La stratificazione normativa, i frequenti passaggi di gestione e la vetustà delle opere rendono attualmente molto difficile avere dati certi sul perimetro della rete e sulle sue caratteristiche. Le ultime rilevazioni utili per il sistema viario comunale risalgono al 1999 e restituiscono una rete di circa 668mila chilometri di strade, mentre più di 135mila chilometri appartengono a province e regioni. Mancano anche le informazioni qualitative, fondamentali per la definizione di moderni Sistemi di Gestione della Sicurezza da parte dei gestori o dei proprietari.

L’ANSFISA ha già avviato una prima grande ricognizione chiedendo il coinvolgimento degli enti locali nella rilevazione dei dati per la conoscenza della propria rete di competenza. Il prossimo passo dovrebbe essere la costituzione un moderno sistema di supervisione e monitoraggio della sicurezza delle infrastrutture. In questo ambito, va visto il lavoro di ANSFISA sulle linee guida per la certificazione dei Sistemi di Gestione della Sicurezza che verranno poste in consultazione a breve in un clima di collaborazione con i diversi stakeholder del settore. A conclusione della consultazione verranno emanate le Linee guida riportanti gli schemi dei SGS e per il riconoscimento, da parte dell’Agenzia, degli organismi per la loro certificazione. L’emanazione di queste linee guida consentirà il completamento del ciclo delle attività di vigilanza, con l’adozione delle procedure di supervisione e controllo nei vari settori di interesse stradale, del tutto compatibili con quelle già in essere nel settore ferroviario, nel perseguimento dell’obiettivo di un unico sistema procedurale indipendente dalla modalità di trasporto. 

Sicurezza delle ferrovie

Nel 2020 gli incidenti sulla rete ferroviaria nazionale e regionale si attestano a 86, in crescita rispetto al 2019, ma inferiori alla media dell’ultimo quinquennio e tra i livelli più bassi registrati in Europa. Le vittime (morti e feriti gravi) sono complessivamente 70, di cui 64 sulla rete Rfi e 6 sulle ferrovie regionali interconnesse. È quanto emerge dalla rilevazione preliminare condotta dalla Direzione generale per la sicurezza delle ferrovie di ANSFISA. I dati consolidati saranno raccolti in un documento che per obbligo di legge l’Agenzia dovrà inviare entro il 30 settembre al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e all’Agenzia europea per le ferrovie.

Il 65% degli incidenti è ancora attribuibile a comportamenti errati di utenti e cittadini che si traducono in investimenti sui binari o presso i passaggi a livello. Questa tipologia nel 2020 conta 56 eventi e 58 vittime, di cui 37 decessi (su 43 totali) e 21 feriti gravi (su 27 totali). In questo ambito è necessario lavorare sull’educazione e sul rispetto delle regole in ambito ferroviario attraverso campagne di sensibilizzazione, già avviate negli anni scorsi, su cui ANSFISA intende investire anche in futuro.

Circa il 28% degli incidenti sono riconducibili a fattore endogeni alla ferrovia, tra questi si segnala l’aumento degli errori nell’attuazione delle procedure, mentre rimangono costanti i valori della manutenzione. Spesso si tratta di una tipologia di eventi strettamente legata al fattore umano su cui la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture in generale deve lavorare affinché la safety venga intesa come dinamico avanzamento della prevenzione, anche sulla base delle risultanze di incidenti e inconvenienti, coadiuvata dallo sviluppo della Just Culture. L’ANSFISA, che ha già richiesto agli operatori ferroviari l’adozione del volontary report per le segnalazioni interne, è a favore di un intervento normativo che introduca anche in Italia la definizione del rischio accettabile secondo il modello ALARP (As Low As Reasonably Practicable) con l’obiettivo di favorire un modello organizzativo in cui l’informazione sull’inconveniente non viene criminalizzata, ma diventa un dato prezioso da cui partire per rendere la prevenzione più efficace.