I dettagli del restauro della Torre Velasca: l'intervista all'Architetto Paolo Asti

L'Architetto Paolo Asti racconta quali sono le sfide progettuali legate al restauro di uno degli edifici più iconici di Milano.

In occasione della decima edizione dell'evento Tall Buildings, l'Architetto ha illustrato come si sta procedendo per riqualificare la torre il cui restyling è iniziato da poche settimane.

 

Il "restyling" della Torre Velasca a Milano

Tante le sfide legate all'intervento di restauro della Torre Velasca, l'iconico grattacielo milanese di 26 piani costruito tra il 1955 e 1957 su progetto dello studio BBPR.

L'edificio rappresenta uno dei pochi esempi italiani di architettura post-razionalista brutalista e per il suo interesse storico e artistico è stato sottoposto a vincolo della Soprintendenza ai Beni Culturali.

«Il progetto è molto complicato perché ci troviamo difronte a un edificio vincolato in corsa che comporta la necessità di stabilire ciò che è originario da ciò che è stato cambiato nel corso degli anni - ha spiegato l'Architetto Asti nella video intervista - la principale sfida è quella di rifunzionalizzarlo a livello impiantistico, strutturale, distributivo e architettonico facendo in modo che, tra due anni, a cantiere chiuso, tutto appaia immutato. Parliamo di una trasformazione da 50 milioni di euro e non dimentichiamo che la Velasca, in 70 anni, non ha mai avuto un intervento organico di recupero».

«Stiamo lavorando con grande soddisfazione con varie realtà del Paese, tra cui Mapei che si sta occupando di identificare il cosiddetto "legante Velasca" che è quello che consentirà di sostituire l’unica parte veramente irrecuperabile della facciata che sono gli intonaci» ha aggiunto il progettista.

Anche il rinforzo strutturale richiederà un notevole impegno progettuale.

«La parte strutturale è seguita dall'Ing. Bruno Finzi dello studio Ceas ed è un intervento molto puntuale con elementi anche in fibre di carbonio che permettono di lavorare sotto intonaco, previa asportazione dello stesso, per poter rinforzare sia il sistema dei contrafforti sia buona parte dei solai, soprattutto quelli posti al diciottesimo piano che ospita il volume tecnico per gli impianti e che ha subito nel tempo gli ammaloramenti più importanti anche a causa del carico a sbalzo, non indifferente, dovuto alla tipica forma della Torre».

 

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