Bioedilizia: recuperare e riciclare la seconda vita dei manufatti in PVC

I materiali e i sistemi costruttivi hanno una loro storia, una loro vita. Qualsiasi fase di trasformazione di un prodotto consuma energia e interferisce con l’ambiente.

Quali strumenti abbiamo oggi a disposizione per attuare una scelta consapevole circa i materiali e i sistemi costruttivi da utilizzare in edilizia?

Il PVC è un materiale riciclabile e concretamente riciclato. Inoltre, per la sua natura termoplastica, il PVC può essere riciclato più volte senza significative perdite di prestazioni.

Una nota di Marco Piana, Direttore Tecnico PVC Forum Italia.


Dobbiamo cambiare approccio per salvaguardare l'ambiente

In questi ultimi anni le discussioni effettuate in merito all’innovazione hanno investito i campi più diversi della scienza e della tecnologia. Nuovi materiali e nuovi processi hanno fatto risaltare l’importanza e la ricaduta che possano causare le attività elaborate dall’uomo. Di qualsiasi argomento si tratti rimane inalterato l’obiettivo finale: la salvaguardia dell’ambiente. È inutile ed improduttivo riportare frasi semplicistiche e gratuite come “chi inquina paga” oppure “tutte le attività umane alterano l’ambiente”. È invece produttivo verificare come e quanto ciò che viene prodotto dalle attività industriali e dall’uomo influenzino la nostra vita ed il nostro ambiente, dando per assodato che ritornare all’età del calesse per il trasporto di cose o persone sia praticamene ormai impossibile e non accettabile dalla società evoluta e tecnologica.

Le discussioni effettuate e le problematiche affrontate a favore dell’ambiente sono oggi veramente notevoli. Basti pensare alle spinte positive in edilizia create dai nuovi approcci sulla così detta “Bioarchitettura” o “Bioedilizia”.

L’approccio di un “Nuovo Ambiente” permette all’utente, al progettista, al costruttore di venire a conoscenza di alcune tendenze costruttive e innovazioni sempre più interessanti garantendo un costante rispetto del nostro ambiente di vita. Costruire con il solo laterizio o con il solo legno non sempre significa essere rispettosi di ciò che ci circonda.

Purtroppo l’utopia non si addice alla nostra società e quando le fantasie, siano esse le più corrette, si scontrano con la realtà si deve operare un adeguamento ed un compromesso. Si deve ovvero scegliere la migliore soluzione che permetta di ottenere il risultato ottimale nella situazione in cui si sta operando.

Tutti i materiali e i sistemi costruttivi hanno una storia, una vita. L’uomo interferisce sempre durante le fasi di trasformazione consumando energia e interferendo con l’ambiente.

 

Analisi del ciclo di vita (LCA): cos'è e come funziona

Fortunatamente oggi esiste un metodo che permette di confrontare prodotti e componenti in modo paritario permettendo al progettista o all’utente una scelta consapevole: l’analisi del ciclo di vita (LCA).

edifici-sostenibilta-protocolli.jpgAttualmente è l’unico metodo che giunge all’attribuzione di un indice che può essere confrontato fra i differenti casi analizzando l’intero ciclo di vita dell’elemento sottoposto ad esame analizzando tutte le fasi dalla materia prima al riciclo finale.

Come tutte le metodologie, non è sempre facile da applicare e molte volte risulta quasi impossibile tenere conto di alcuni aspetti o ricadute ambientali come ad esempio l’incidenza dell’utilizzo di prodotti naturali (es. legno) piuttosto che l’inquinamento causato dal trasporto degli stessi dalla località di produzione a quella di utilizzo. Alcuni dati oggi sono disponibili e permettono sicuramente di iniziare una discussione sui processi di scelta per costruire correttamente.

Esistono altri metodi che permettono di confrontare e di operare le scelte per costruire. Certamente il più diffuso è rappresentato dalla comparazione delle caratteristiche tecniche e delle prestazioni. Per queste situazioni vengono in aiuto le norme nazionali ed europee e le leggi emanate con precise finalità. Gli aspetti più interessanti ed impositivi sono legati alle prestazioni termiche ed acustiche. Entrambe sono sottoposte a leggi e decreti emanatidai ministeri dell’industria, lavori pubblici ed ambiente. Le interazioni con l’ambiente di vita all’interno dell’edificio e con l’ambiente esterno sono ragionevolmente intuibili. Maggior isolamento termico significa comfort più elevato e minor inquinamento, maggior isolamento acustico significa minore disturbo all’interno dei locali.

 

Sulla durata del manufatto: gli aspetti da considerare

Un altro aspetto fondamentale è rappresentato dalla durata del manufatto. Con il termine durata si raggruppano una serie di eventi che interagiscono fra loro:

COSTI DEL MANUFATTO

  • Sostituzione dello stesso;
  • Opere di manutenzione;
  • Tempistiche di intervento programmato.

Scegliere materiali di lunga durata sembra sia ovvio e doveroso per il rispetto dell’utente, ma come fare per quantificare questo parametro?

Alcune norme vengono in aiuto del progettista anche se nella maggioranza dei casi è una lunga opera di ricerca di dati e di caratteristiche che possano comprovare quanto dura un elemento.

Per concludere l’argomento deve essere introdotto l’aspetto finale: cosa avviene del prodotto a fine vita?

La demolizione, il riciclo, il riutilizzo, il rinnovamento sono tutti termini che oggi vengono usati correttamente ma vengono visti da un’unica prospettiva mediante le regole di intervento proposte da piani di intervento specifici. La progettazione intelligente per un futuro riutilizzo o futura demolizione invece viene affrontata in questo periodo da commissioni ad hoc organizzate a livello europeo. È quindi pensabile che in un prossimo futuro i progettisti possano pensare a come costruire ma anche a come smantellare correttamente un prodotto. Questo permette di prevedere che la componentistica, la prefabbricazione avrà nuovo impulso sostenuto dalle nuove direttive e normative che verranno emesse.

 

COMPATIBILITA’ AMBIENTALE

Il binomio materie plastiche ed ambiente sembra interpretare il dualismo di una sola realtà analizzata da due punti di vista diametralmente opposti:

  • Materie plastiche: prodotte dal petrolio trasformato da una industria chimica. Permettono di realizzare prodotti con forti valenze innovative e tecnologiche.
  • Ambiente: quali attività può permettersi l’uomo per non danneggiarlo e per non comprometterlo?

Certamente “Giano – Bifronte” può impersonificare una sola realtà con due espressioni diverse:

  • il mondo attuale non può fare a meno delle materie plastiche;
  • derivano sì dal petrolio, fonte non rinnovabile, ma ne permettono anche un risparmio notevole;
  • i processi produttivi possono anche inquinare l’ambiente circostante ma sicuramente questo viene monitorato e oggi certamente più controllato rispetto ad altri settori considerati tradizionalmente “ecologici”;
  • le plastiche possono essere recuperate, riciclate, riutilizzate, mentre molti prodotti alternativi non lo consentono.

Quindi come ci si deve comportare nella scelta, nella progettazione e nell’utilizzo di materiali e prodotti?

Prima di rispondere alla domanda e prima di asserire che ad ogni azione dell’uomo ne segue un impatto sull’ambiente è meglio ricordare alcuni fatti.

Energia o Ambiente? Tutta l’attività umana necessita di una fonte di energia. Ogni utilizzo di fonte primaria di energia crea un impatto ambientale più o meno importante.

Il destino dell’uomo è quello di camminare su un esile cresta fra due precipizi che cambiano scenario al variare delle epoche della storia che evolvono con il variare della fonte di energia utilizzata:

I. rivoluzione: la legna per creare il fuoco

II. rivoluzione: l’idraulica per produrre la farina per il pane

III. rivoluzione: il carbone. Nel 1300 vi fu una tale carestia di legna da ardere che l’uomo fu costretto ad utilizzare una fonte alternativa: il carbone. Il carbone portò alla creazione del vapore ed alle macchine operatrici.

IV. rivoluzione: il petrolio. Il carbone ed il vapore avevano un rendimento bassissimo. I motori Otto-Diesel a derivati del petrolio crearono l’automobile. La crisi del ’79 impose la ricerca di energie alternative.

V. rivoluzione: grandi centrali elettriche a gas, distribuzione dell’energia: luce – automazione

VI. rivoluzione: il nucleare. Fu utilizzato la prima volta per una bomba il 6 agosto 1945. Certamente ci ha risparmiato la terza guerra mondiale, come asseriva Bruno Pontecorvo nel 1950 “la grande paura tiene lontana la guerra”

VII.  rivoluzione: l’idrogeno. La ricerca di una fonte “pulita” porterà forse ad utilizzare l’idrogeno come fonte primaria di energia. Il ciclo è un “ciclo chiuso”: dall’H2O per elettrolisi si forma H + O bruciando H si ottiene calore + H2O - Possono essere utilizzate pile a combustibile (facendo reagire H + O + catalizzatore si ottiene energia elettrica + H2O) – Per la prima volta nella storia si potrà utilizzare una fonte di energia che non emette CO2.

 

CONFRONTARE I MATERIALI

I materiali utilizzati nel settore dell’edilizia sono moltissimi, sfruttano materie prime di natura diversa, vengono realizzati con processi diversificati e vengono utilizzati con modalità imprecisate.

Questo quadro fa sì che la situazione legata all’edilizia porti enorme confusione quando viene approcciato il tema della compatibilità ambientale.

Metodi magici sulla scelta dei prodotti o dei sistemi più “eco – compatibili” purtroppo, per il momento, non sono a nostra conoscenza e a nostro uso.

Esistono sistemi che tentano di analizzare nel modo più completo e scientifico possibile le fasi della vita di un prodotto, creando così un “metodo” che permette di realizzare il confronto anche se non in modo esaustivo. Il confronto può essere basato sulla quantità di materie prime utilizzate piuttosto che sull’energia consumata piuttosto che sulle emissioni di CO2 in atmosfera. Sono tutti indici che vengono raggiunti e calcolati mediante metodi che lasciano all’operatore un elevato grado di flessibilità e che quindi provoca un confronto apparentemente corretto. La vera correttezza risulta dalla comparazione dei metodi di definizione e di calcolo degli indici piuttosto che dal confronto del dato finale.

 

VALUTAZIONE DEL CICLO DI VITA

Per stabilire l’impatto ambientale di un prodotto (o servizio, o qualunque attività), è necessario ricorrere a metodi complessi di analisi che esaminino tutti gli effetti da esso causati.

Questa analisi viene definita Analisi del Ciclo di Vita (Life Cycle Analysis - LCA) ed è un sistema di contabilità che tende a determinare il costo ambientale delle attività umane.

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